Il Lunedì del Delfino

Veleni e sospetti

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Andrea Coda, classe 1985, in scadenza di contratto, una società, la Reset Group S.r.l, come procuratore, valore attuale duecentomila euro. Questo il profilo del giocatore che ha deciso il derby con l’Ascoli, facendosi espellere a metà del primo tempo, in maniera talmente ingenua da rasentare il ridicolo. Un’entrata fallosa che nemmeno Bruce Lee avrebbe potuto immaginare … senza alcun motivo apparente, in piena tre quarti, quando il Delfino era già sotto per una rete a zero. Dopo quanto accaduto a Vercelli alcune settimane or sono, quando un inizio folle di Alessandro Crescenzi, costrinse anche allora i suoi compagni all’inferiorità numerica (e fu sconfitta pure in quell’occasione), immaginavamo che, alla luce dell’esperienza di un allenatore qual è Bepi Pillon, nulla di simile sarebbe più potuto accadere. Evidentemente al peggio non c’è mai fine e, probabilmente, con la gestione Sebastiani ancora addivenire, non è escluso che la tifoseria biancazzurra dovrà bere ancora tanti altri calici amarissimi.

Quando se ne andrà (perché nessuno è eterno sulla stessa poltrona), già lo immaginiamo, non lascerà solo macerie, ma avrà anche l’ardire di accusare l’ambiente di non averlo agevolato (…). Il “miglior presidente” che la Storia di questo sodalizio abbia mai ricevuto in sorte (chi lo disse? … ah già, lui stesso …)!

La scorsa settimana ci eravamo lasciati nella convinzione che un pareggio contro i cugini marchigiani (impresa che non si poteva immaginare di così difficile realizzazione) avrebbe consentito di “festeggiare” la salvezza con un turno di anticipo, mentre oggi lo spettro dei play out appare quanto mai probabile. Venerdì sera, nel turno conclusivo della stagione regolare, il Pescara affronterà il Venezia di Filippo Inzaghi, in cerca del miglior piazzamento possibile in vista dei play off. Detto che l’allenatore lagunare, per caratteristiche “umane”, non è comunque il tipo da accontentarsi, neppure a giochi virtualmente fatti, figuriamoci ora che in ballo c’è una possibile e, almeno a inizio stagione, inattesa, promozione in serie A. Per di più, mentre loro sono reduci da una roboante sconfitta a Cremona, che intenderanno sicuramente riscattare, gli uomini (…) di Pillon avranno il morale a terra e saranno privi di capitan Brugman (oltre che, fortunatamente, di Andrea Coda). Per di più il tecnico trevigiano avrà a disposizione solo due possibili cambi, visto che l’uruguaiano, con passaporto spagnolo, Jaime Báez, ha finora collezionato quattordici presenze e sarebbe davvero un peccato non fargli conquistare il quindicesimo gettone, che regalerebbe il premio valorizzazione a Daniele Sebastiani. D’altronde, dopo averlo fatto entrare in campo negli ultimi spiccioli di gara, durante le ultime cinque gare disputate, ci stupiremmo non dovesse accadere proprio nell’ultima occasione. Di sicuro con Zeman avrebbe avuto meno possibilità di riuscirci e, se è vero che ormai nel calcio moderno contano quasi esclusivamente i bilanci, piuttosto che i risultati sul campo, allora il ragioniere ha fatto bene a esonerarlo, prima che fosse troppo tardi.

Con un pizzico di dispiacere, ma doverosamente per dovere di cronaca, siamo costretti a ricordare le parole del vice presidente, Gabriele Bankowski, affidate all’eco di un noto social l’indomani del pareggio di Novara: “Il mister Pillon ha dato certezze ad un gruppo di ragazzi giovani e di talento. Allora questa squadra non era poi così scarsa come qualche addetto ai lavori aveva definito”. Inutile commentarle perché conosciamo la persona Gabriele Bankowski e non abbiamo motivi per dubitare della sua buona fede, ma di certo suonano quanto mai ironiche e beffarde e preferiamo quindi glissare per ora …

Non resta che incrociare le dita e sperare che gli Dei del calcio decidano che il cuore dei tifosi biancazzurri abbia già sofferto abbastanza e, visto che in ogni caso dovrà continuare a grondare sangue, perché il presidente attuale resterà ben ancorato al vertice della società, almeno possano risparmiare loro l’onta della doppia retrocessione consecutiva e lo spalancarsi dell’inferno della serie C.

 

Fabio Rosica

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