Il Lunedì del Delfino

Una settimana fondamentale alle porte

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Quasi una gara fotocopia di quella disputata la scorsa settimana, in casa contro la Cremonese, e anche in questa occasione il Delfino, stavolta in quel di Livorno, porta a casa uno zero a zero che scontenta soprattutto gli avversari. I toscani, in piena lotta per non retrocedere, hanno provato in tutti i modi a perforare la difesa biancazzurra, colpendo anche due clamorosi legni a Fiorillo battuto, uno per tempo, ma alla fine si sono dovuti accontentare del nulla di fatto.

Un Pescara davvero “brutto”, quello visto ieri pomeriggio all’Armando Picchi, ma per l’appunto, a nostro avviso, lo è davvero troppo per essere vero. La più plausibile delle spiegazioni, come già avevamo accennato lo scorso lunedì, è rappresentata dai carichi di lavoro “importanti”, che presumibilmente l’esperto tecnico trevigiano ha imposto ai suoi uomini, nel corso della lunga pausa successiva al termine del girone d’andata. Questo campionato, insolitamente più breve del solito, ma con un identico numero di promozioni, retrocessioni, qualificazioni ai play off e ai play out, si deciderà, un po’ per tutte le squadre, proprio nelle ultime gare. A quel punto, trovarsi fisicamente in forma nel decisivo periodo primaverile, piuttosto che con le batterie scariche, farà senz’altro la differenza, a prescindere dalle qualità tecniche dei singoli. Insomma, chi avrà più benzina nelle gambe a partire da metà marzo e fino al termine della stagione, detterà legge e potrà più facilmente raggiungere gli obiettivi prefissati. In quest’ottica, ammesso che davvero sia questa la risposta all’attuale scarso periodo di vena del Delfino, i due pareggi consecutivi contro Cremonese e Livorno, potrebbero addirittura essere festeggiati quasi alla stregua di altrettanti successi. Se entrambe le partite si fossero concluse con due sconfitte, davvero il Pescara non avrebbe avuto granché da lamentarsi, mentre per come è andata, potremmo addirittura provare ad archiviare quest’inizio del girone di ritorno, con un malcelato sorriso di soddisfazione. Al Palermo, d’altronde, è andata decisamente peggio, con due sconfitte, che hanno accorciato la classifica e rimescolato le carte in ottica promozione diretta. Forse i rosanero non sono così “alieni” come sembrava e ce la potremmo giocare anche con loro, magari perché distratti dalle note vicende societarie.

Certo questi nostri proclami così positivi, in chiave futura, poggiano gran parte delle loro speranze sul fatto che gli ultimi giorni di mercato possano consegnare a Pillon una Rosa davvero competitiva. Al momento non sembra esserlo, mancano due, forse tre, elementi in grado di fornire il necessario cambio di marcia. In modo particolare c’è bisogno, come il pane, di una punta centrale di peso. Non nutriamo dubbi circa il suo arrivo, magari in extremis nelle ultime ore di giovedì prossimo, come spesso accade. Temiamo, invece, che la società non sia in grado di acquisire quella (o quelle, perché anche se fossero due, non sarebbe male) con il giusto profilo richiesto. In ogni caso, ancora qualche giorno di pazienza e sapremo.

Al netto delle vicende relative ai trasferimenti, il campionato non concede tregue e il match di domenica prossima, oltre che suggestivo, si prospetta già come un possibile sparti acque fra la possibilità o meno di passare attraverso i play off, per provare l’ennesimo balzo verso la Massima Serie. Con inizio, ancora una volta, alle ore 21, non proprio il massimo quindi, in questa stagione, all'Adriatico scenderà il Brescia dei vari Donnarumma, Torregrossa e Tonali. Un banco di prova estremamente impegnativo per i biancazzurri di casa, che forse avrebbero preferito incontrare la corazzata lombarda più avanti. Quello bresciano è nettamente il miglior attacco della serie B, con una media di poco superiore alle due reti per gara. Solo due sconfitte in venti partite fin qui disputate. Il titolo di capocannoniere probabilmente nel cassetto, ben chiuso a chiave (Donnarumma, appunto, con diciotto reti attualmente nel carniere). L’erede di Pirlo, ovvero Sandro Tonali, già in odore di Nazionale, alla corte di Mancini, quale metronomo di centrocampo. L’unico punto debole di questa squadra sembrerebbe la difesa (un po’ troppe le ventotto reti finora incassate), che però l’attuale attacco del Delfino non sembrerebbe in grado di mettere in apprensione. Quindi, a meno di riuscire davvero ad acciuffare un centravanti di spessore in questi ultimi giorni e poterlo immediatamente schierare in campo, non sarà affatto semplice ottenere un risultato positivo, questa volta.

Ci attende, pertanto, una settimana intensa, di pura passione, che getterà le basi per il prossimo futuro del calcio a Pescara. Da parte nostra, più che incrociare le dita non possiamo fare: la palla, stavolta, la giocherà la società e non sul rettangolo di gioco.

 

Fabio Rosica

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