Una notte da dimenticare

A Lecce una sconfitta senza attenuanti e gravi scontri fra le tifoserie nel pre-partita

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Disco rosso, anzi, giallorosso, per il Delfino, nel posticipo di ieri sera a Lecce. I salentini sono in gran forma, probabilmente si tratta della squadra più “in palla” del campionato al momento, quindi il peggior avversario che potesse incrociare il già stentato cammino dei biancazzurri in questo girone di ritorno. Un avvio bruciante, vero e proprio marchio di fabbrica dei pugliesi, che posseggono il miglior attacco della cadetteria, durante la prima mezz’ora di gioco. Un micidiale uno-due ad opera di La Mantia e Mancosu che ha subito chiuso il match. Nel secondo tempo poi i padroni di casa, che non avevano nemmeno riposato la scorsa settimana, avendo affrontato e stracciato (7-0) l’Ascoli per il recupero della ventiduesima giornata, si sono rilassati, ma il Pescara non ne ha minimamente approfittato. Non solo Vigorito, l’estremo difensore leccese, ha potuto mantenere inviolata la propria porta senza eccessivi problemi, ma l’espulsione di Marras (un inutile fallo di frustrazione a metà campo) ha lasciato addirittura gli ospiti mestamente in dieci.

Virtualmente abbandonato ogni sogno di gloria, per quanto concerne le prime due piazze, che consegnano l’accesso diretto alla serie A, l’attuale quinto posto in graduatoria non può lasciare tranquilli nemmeno per gli eventuali play off, che fino a qualche settimana fa sembravano già praticamente acquisiti. Le quattro squadre che premono da dietro (Benevento e Perugia con un solo punto in meno del Pescara, Cittadella a quattro e Spezia a cinque punti di distanza), hanno già osservato il loro turno di riposo, quindi l’esiguo vantaggio del Delfino è anche ipotetico. Per dirla tutta bisogna aggiungere che il declino fisico e tecnico della squadra allenata da Pillon è ormai talmente manifesto, che verosimilmente nell’appendice di campionato avrebbe vita breve.

Salvo clamorosi ribaltoni ci apprestiamo, quindi, a dover commentare l’ennesima fallimentare e inutile (almeno dal punto di vista del calcio giocato) stagione con Daniele Sebastiani presidente. Il migliore, per sua stessa ammissione, nell’intera storia del calcio pescarese. Le auto proclamazioni in genere non portano fortuna e anche in questa occasione la dimostrazione di tale assioma appare scontata. Sono rimasti in pochi i tifosi che ancora lo difendono e lo giustificano, credendo alle sue parole e al timore che senza di lui il calcio a Pescara finirebbe subito. Fra questi nemmeno tutti coloro (sempre di meno) che ancora si recano allo stadio, ad ulteriore conferma di un disamore ormai palese verso la squadra. Un ambiente apparentemente assuefatto, quello biancazzurro, che a meno di sviluppi di natura extracalcistica, a cui francamente non ci sentiamo certo di appigliarci, potrebbe rimanere così ancora per molti anni, costringendo i più a modificare le proprie abitudini e guardare verso altri sport. Se almeno l’ambiente giornalistico locale fosse libero di potersi esprimere, senza ingerenze da parte dei proprietari delle varie testate, si potrebbe assistere a un più che giustificato processo mediatico verso l’attuale dirigenza.  Purtroppo ciò non è possibile che accada, quindi a parte il nostro quasi settimanale disappunto, unito a quello di pochi altri (fra cui, come sempre, ricordiamo il principale: lo storico giornalista Gianni Lussoso), per il resto la tifoseria deve sopportare anche le dichiarazioni senza contraddittorio che Sebastiani & co. ci propinano di volta in volta, grazie ai servili microfoni di turno.

Come se non bastasse, mercoledì sera, nel posticipo delle 21 e in occasione del penultimo turno infrasettimanale della stagione in corso, farà visita all’Adriatico il Palermo, in piena corsa, al pari del già citato Lecce e della capolista Brescia, per la conquista della promozione diretta. Fra infortuni, squalifiche, il morale a terra, oltre a una forma fisica (stranamente?! …) davvero precaria, riuscirà il Delfino a mostrare almeno una parvenza di quel bel gioco, da tutti elogiato, visto nel corso dei primi mesi del campionato? Pur dubitandone, non possiamo fare altro che, almeno, sperarlo, ricordando che, di seguito, domenica prossima, finalmente in orario pomeridiano, l’ennesimo scontro ad alto livello di difficoltà e intensità, attende la truppa biancazzurra: il derby di Ascoli. Come dire che se hanno ancora voglia di gettare il cuore oltre l’ostacolo, per gli uomini di Pillon è davvero giunto il momento di farlo, adesso o mai più.

In calce a questo editoriale ci vediamo costretti anche a menzionare i duri scontri fra le tifoserie che si sono verificati in prossimità di Lecce. Gli ultras salentini hanno evidentemente voluto vendicarsi dell’agguato subito all’altezza di Francavilla al Mare prima della gara d’andata, ripetendo, a parti invertite, la medesima vigliacca azione. Due  pescaresi sono finiti, contusi, in ospedale, uno dei quali, pare investito da un auto, in condizioni abbastanza gravi, mentre il resto dei tifosi entrava allo stadio di Via del Mare a gara abbondantemente in corso. L’ennesima squallida pagina che questo sport, ancora troppo spesso, produce e costringe a raccontare. Sarebbe davvero ora di dire basta, sono ben altri i problemi di cui in questo Paese bisognerebbe preoccuparsi.

 

Fabio Rosica

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