Il Lunedì del Delfino

Pillon ai titoli di coda?

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Scampato pericolo per Daniele Sebastiani, fortunatamente l’Ascoli ha sconfitto ieri pomeriggio il Delfino, riportando il sereno negli affari del presidente. L’inopinata vittoria degli uomini di Pillon contro il Palermo, nel turno infrasettimanale dello scorso mercoledì sera, aveva mandato su tutte le furie il ragioniere, che aveva visto messi in pericolo i suoi progetti. Questi, per potersi realizzare, necessitano in primis dell’addio di Bepi Pillon sulla panchina biancazzurra, che sarebbe in fondo un po’ difficile da spiegare ai tifosi pescaresi, in caso di raggiungimento dei play off, per di più in una buona posizione finale di classifica.

Sabato 20 aprile i giovani biancazzurri di Luciano Zauri disputeranno a Foggia l’ultima gara della regular season del campionato Primavera 2 girone B. Con tre punti di vantaggio sulla seconda in classifica, la Lazio, sarà sufficiente un pareggio per confermarsi definitivamente al primo posto ed ottenere la promozione diretta al Primavera 1 per la prossima stagione, quindi senza bisogno di disputare la lunga coda dei play off. In questo modo, se addirittura nelle prossime due gare il Pescara venisse sconfitto sia dal Perugia che dal Carpi, il presidente potrebbe ripetere il medesimo avvicendamento della stagione 2014/2015, allorquando sostituì Marco Baroni con Massimo Oddo, proprio alla vigilia dell’ultima gara di campionato, dato che Zauri sarebbe già libero da impegni e pertanto disponibile.

L’assordante silenzio del Direttore Sportivo, Giorgio Repetto, ovvero di colui che portò Bepi Pillon a Pescara durante la scorsa stagione, facendo in modo che il Delfino raggiungesse una salvezza che sembrava in pericolo, dimostra ulteriormente quanto sia fondato tutto ciò che abbiamo sopra descritto. Già “fatto fuori” in passato per non aver ubbidito fino in fondo al padrone assoluto della società, stavolta l’ex centrocampista biancazzurro si sta guardando bene dal ripetere il medesimo errore, mordendosi la lingua per salvare la pagnotta.

Insomma, l’atteggiamento finto remissivo dell’ex trevigiano, colpevole di non aver ben recitato la parte che il copione gli aveva imposto, cioè quella di far credere a tutto l’ambiente di quanto fosse felice rispetto al mercato di gennaio, ha fatto sì che anch’egli cadesse in disgrazia agli occhi di chi “paga gli stipendi” e che ha, quindi, il potere di decidere chi resta e chi parte.

Certo l’infortunio di capitan Brugman ha dato una grossa mano a Sebastiani. Spesso criticato per non avere la giusta continuità e lucidità di gioco nell’arco dei novanta minuti, va comunque sottolineato che, quando manca, il centrocampo biancazzurro ne risente pesantemente. Come accaduto al Del Duca di Ascoli, al reparto nevralgico della squadra si spegne letteralmente la luce, così da affidarsi a lunghi lanci e fastidiosi fraseggi con le spalle alla porta avversaria, che non producono, chiaramente, effetti positivi.

Insomma, all’attuale allenatore andrà fin troppo bene se arriverà a mangiare l’uovo di Pasqua. Di certo le spiagge pescaresi, la prossima estate, le potrà osservare solo, eventualmente, da turista. Guai a contrastare il Sebastiani pensiero, fatto esclusivamente di bilanci in pareggio e plusvalenze milionarie e dove i risultati sul campo, nella migliore delle ipotesi non hanno importanza, nella peggiore, invece, possono anche rappresentare un dannoso fastidio. Peccato per gli ottocento tifosi recatisi ad Ascoli per sostenere la squadra, evidentemente loro ci credevano ancora … un film già visto, che temiamo a Pescara si ripeterà ancora e ancora, in una sorta di loop (quasi) infinito.

 

Fabio Rosica

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