Il Lunedì del Delfino

Un mesto addio ai sogni di gloria con Pillon che saluta Pescara

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Speravamo davvero di non doverci salutare oggi, chiudendo così quest’edizione de Il Lunedì del Delfino, con l’amaro in bocca per non essere riusciti a raggiungere la tanto agognata finale play off. Per ventiquattr’ore, subito dopo il fischio finale che aveva sancito, sabato sera, l’incredibile eliminazione del Benevento, per opera di un indomabile Cittadella, il Pescara era diventato addirittura, classifica finale alla mano, il favorito per il salto di categoria. Così la delusione si è palesata ancor più cocente, nella piena consapevolezza di aver gettato alle ortiche una grande occasione per tornare nella Massima Serie.

Inutile, a questo punto, disquisire in merito all’eventuale, ennesima, probabile figuraccia, che il Delfino avrebbe inflitto in serie A ai suoi tifosi, perché anche il prossimo anno la cadetteria sarà la casa del popolo biancazzurro, una dimora che l’era Sebastiani ha ormai consacrato ad abituale, il che, per alcuni, non sembra nemmeno essere tanto male.

Il doppio confronto con l’Hellas Verona ha rappresentato, in buona parte, lo specchio di questa stagione, per il Pescara. All’andata si era intravisto quello della prima metà del campionato, a tratti ben messo in campo, spesso pericoloso e, soprattutto, molto benvoluto dalla fortuna. Comunque in grado di portare, quasi sempre, a casa il risultato. Il ritorno della semifinale, ieri sera, ha invece mostrato tutti i limiti palesati durante l’intero girone di ritorno, a causa, soprattutto, della carenza di uomini importanti in alcuni fondamentali reparti: un difensore di fascia in grado di saltare gli avversari e proporre cross precisi per gli attaccanti, almeno un altro centrocampista in grado di dialogare con gli unici due rimasti a disposizione di Bepi Pillon (Brugman e Memushaj) e, soprattutto, una vera punta di ruolo e di peso, capace di affiancare, lì davanti, l’ormai esausto Leonardo Mancuso, obbligato per forza di cose, ad accollarsi sulle spalle l’intero peso offensivo biancazzurro. Tutto ciò per ribadire, ancora una volta, come il pessimo mercato di gennaio abbia indebolito notevolmente la Rosa, che invece, dopo aver effettuato il giro di boa al secondo posto in graduatoria, avrebbe, al contrario, meritato i sopra citati puntelli, onde sfruttare al meglio la succosa occasione, che questa strana annata cadetta aveva offerto. L’incomprensibile cessione di Machin al Parma (una sola, misera e inconcludente presenza con gli emiliani) e quella di Gravillon, che pur rimanendo a disposizione del mister, improvvisamente si è eclissato, dopo essere stato virtualmente eletto miglior difensore in assoluto della serie B, nel girone d’andata, avevano indebolito un organico già deficitario, ma comunque in grado, fino a quel momento, di giocare a buonissimi livelli. Insomma, per i pochi che ancora non ne fossero del tutto consapevoli: benvenuti a Sebastianopoli!

Davvero encomiabili (ma anche questa non è una novità) i tifosi, che, dopo un comprensibile minuto di smarrimento, al termine del match di ieri sera, hanno a gran voce chiamato squadra e tecnico sotto la Curva Nord, per tributare loro il dovuto omaggio. Era palese per tutti che più di questo non si poteva davvero pretendere. Bepi Pillon, poi, dall’alto della sua esperienza, di vita e professionale, in conferenza stampa si è immediatamente preoccupato di salutare Pescara, evitando così l’ignominia che fosse qualcun altro a farlo … Non sarà ricordato, da queste parti, per il bel gioco, che proprio non è nelle sue corde, ma per l’impegno e l’abnegazione al lavoro questo sì.

Rimpianti? Beh, sicuramente parecchi, basta rileggere sopra. L’ultimo della lunga serie lo vogliamo però citare, ulteriore dimostrazione del perché questo sport sia così dissimile dagli altri, nel bene e nel male. A pochi secondi dal triplice fischio finale dell’arbitro Abbattista di Molfetta, un pallone vagante giunge a centro area, nella disponibilità di Santiago Bellini Noya, il misterioso e poderoso attaccante uruguaiano giunto in prestito dal solito (…) Wanderers di Montevideo, che facendo leva sulla pressione del difensore a lui incollato, si gira e, di scatto, colpisce il pallone: alto di pochissimo sopra la traversa a portiere battuto. Avesse segnato, la Storia del Pescara, del campionato e sua personale, sarebbe, forse, cambiata per sempre, ma così non è stato ed eccoci qui ai saluti finali. Una veneta (Verona o Cittadella) salirà quindi in serie A, per fare compagnia a Brescia e Lecce, ricevendo virtualmente in consegna il testimone dal Chievo, l’ultima della regione ad abbandonare il campionato “dei grandi”.

A noi, come di consueto, non rimane che augurare una buona estate a tutti i lettori e le lettrici di Pescara News e di questo editoriale in particolare. Torneremo ancora (si spera) a raccontare le vicende del Delfino, presumibilmente subito dopo la prima giornata della prossima stagione (sempre dell’era Sebastiani …).

Fabio Rosica

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