Il Lunedì del Delfino

Sconfitte e vittorie si alternano senza sosta

| di Fabio Rosica
| Categoria: Sport
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Lo scorso lunedì, alla vigilia del doppio impegno con Juve Stabia e Pisa, ci eravamo lasciati con un interrogativo: proseguirà o meno il tragitto altalenante del Delfino in quest’inizio di campionato? Ebbene parrebbe proprio di sì. Dopo la debacle di Castellammare di Stabia nel turno infrasettimanale, ecco il pronto riscatto di sabato scorso alle spese dei toscani allenati dal pescarese Luca D’Angelo.

Undici gare fin qui disputate, cinque vittorie, altrettante sconfitte e un solo pareggio. Qualche accenno statistico potrebbe meglio aiutarci a comprendere questo Pescara, che possiede al momento il miglior attacco della categoria (20 reti) a fronte di una delle peggiori difese (16 reti subite). La media goal a partita è pertanto di 1,81, come dire che le avversarie scendono in campo consapevoli che i biancazzurri almeno un paio di marcature, di solito, le mettono a segno. Di contro, però, sanno anche che almeno un pallone finirà alle spalle di Fiorillo (o Kastrati visti gli infortuni del nostro capitano). Chi ci legge, senza aver mai visto una partita del Delfino dal vivo o in diretta, potrebbe facilmente pensare che questi dati siano il frutto di un calcio spettacolare e offensivo, tanto più che Zauri è praticamente privo di un attaccante puro in grado di scardinare le difese avversarie, quindi capace di mandare in rete più uomini. Invece non è così, per lo meno lo è solo in minima parte. Certo in alcune frazioni di gioco delle gare disputate contro Benevento e Pisa, ad esempio, abbiamo assistito a momenti di bel calcio, ma per il resto, piuttosto spesso la noia la fa da padrona.  

Dal nostro punto di vista appare pertanto evidente quanto sia la difesa del Pescara, più che l’attacco a fare la differenza in positivo o negativo. Fermo restando che, obiettivamente, questa squadra non possiede ancora un’identità di gioco e che le tante marcature sono il frutto di azioni individuali da parte dei giocatori più dotati tecnicamente (Galano, Machin e Memushaj su tutti), oltre che dell’innata capacità di capitalizzare al meglio i calci piazzati (ereditata dalla squadra di Pillon dello scorso campionato), ebbene le cinque vittorie fin qui portate a casa sono senz’altro figlie delle altrettante giornate di grazia dei difensori biancazzurri. Quando i centrali del reparto, in maniera particolare, non riescono a reggere l’urto degli attacchi avversari, ecco che la sconfitta prende immediatamente forma.

L’aspetto positivo di questa semplice analisi è rappresentato dalla prospettiva futura che esso potrebbe generare. Pur senza avere una chiave tattica di spessore, se a gennaio la società riuscisse a fare uno sforzo e puntellare al meglio la Rosa a disposizione del suo allenatore (leggasi almeno un centravanti degno di questo nome), sarebbe più che sufficiente potenziare al massimo delle sue possibilità il reparto difensivo, per potersi arroccare in pianta pressoché stabile fra le zone nobili della graduatoria. Faccenda resa possibile, bisogna sottolinearlo, dalla scarsa qualità media del parco squadre in forza alla cadetteria!

Come dire che questo passa il convento e, almeno finché non cambieranno le teste “pensanti” di questa società, bisogna fare di necessità, virtù.

Solo un cenno, perché non ne sappiamo abbastanza, sulle tensioni che sembrerebbero esserci all’interno dello spogliatoio. Poco prima della gara malamente persa martedì scorso con la Juve Stabia (2-1 per i padroni di casa il risultato finale), lo svedese Svante Ingelsson, per la cronaca un pesce fuor d’acqua, calcisticamente parlando, ha sostituito Memushaj, parrebbe per un infortunio durante il riscaldamento. Voci di corridoio segnalano che l’albanese non sia sceso in campo per ben altri motivi … La vicenda fa il paio con l’esclusione dai convocati, per la gara contro il Pisa, di Bruno e Del Grosso. Nel post gara Luciano Zauri, ancora poco smaliziato e incapace di mentire con intelligenza, ha dichiarato di non averli inseriti perché rientravano diversi infortunati! Strana affermazione, visto che la panchina era piena di ragazzi della Primavera. Già nei giorni precedenti la clamorosa affermazione contro l’imbattuto Benevento, pare ci fosse stato un faccia a faccia fra il Mister e i cosiddetti senatori. Evidentemente non si riesce a “fare gruppo”, auguriamoci che con il passare del tempo queste tensioni vadano ad affievolirsi, le energie devono essere spese in campo, non fuori.

I prossimi tre impegni, almeno sulla carta, dovrebbero confermare l’alternarsi di sconfitte e vittorie. Sabato prossimo, alle ore 18, il Delfino sarà di scena sul proibitivo campo di Empoli (con l’ex Leonardo Mancuso in agguato). Venerdì 22, subito dopo la sosta per gli impegni delle Nazionali, l’anticipo della 13ª d’andata vedrà la Cremonese scendere all’Adriatico: un impegno non proibitivo. Di seguito la trasferta a Perugia, nel posticipo serale di domenica 1° dicembre, con gli umbri di Massimo Oddo vera e propria rivelazione del torneo. Come sempre, ai posteri l’ardua sentenza di decretare quanto apparentemente già “segnato” o, magari, di raccontarci chissà quali sorprese, sempre possibili in questo particolare campionato che è la Serie B.

 

Fabio Rosica

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