'Abruzzo. Una regione in cammino fra memoria e futuro'

In libreria il terzo volume della collana Heritage/Patrimoni di Carsa edizioni

| di redazione
| Categoria: Territorio
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La prima presentazione del volume Abruzzo. Una regione in cammino fra memoria e futuro si svolgerà mercoledì 11 dicembre 2019 dalle 18:00 presso la sala D’Annunzio all’ex Aurum, in Largo Gardone Riviera a Pescara.

L’occasione è propizia anche l’occasione per iniziare i festeggiamenti per i primi quarant’anni di attività della casa editrice, traguardo che sarà tagliato il prossimo anno, 2020.

Il volume è il frutto di un lavoro corale che ha coinvolto dodici autori e oltre cinquanta fotografi. La traduzione, il libro è in italiano e inglese, è di Angela Arnone.

Terzo, in ordine di tempo, della fortunata collana Heritage/Patrimoni, presenta e svela i diversi aspetti che caratterizzano l’Abruzzo contemporaneo, molto oltre lo stereotipo che vuole l’Abruzzo legato indissolubilmente alle figure del cafone siloniano o del pastore dannunziano. Piuttosto una regione dinamica che a partire dalla fine degli anni Sessanta ha saputo bene interpretare lo spirito dei tempi e proporsi come luogo della contemporaneità e del cambiamento.

Il carattere e l’identità storica della regione sono fissati da Giovanni Tavano nel capitolo che apre il libro, “Carattere e identità storica di una regione”, «Il carattere di fondo di una terra cambia lentamente. Il tratto di base, la sua indole tende infatti a restare definita e a trasmettersi, una generazione dopo l’altra, in modo sorprendentemente durevole. È un po’ come i toponimi, che mantengono per secoli, per millenni la memoria, il destino e il genius loci dei luoghi, anche quando le vicende o le caratteristiche che li avevano così nominati sono svanite da secoli, ingoiate dal tempo». Franco Farinelli nel capitolo intitolato “L’eccezione mediterranea” offre la possibilità di cogliere punti di vista altri, «Tanto per cominciare, quel che più conta in seno all’ambito abruzzese non è tanto l’opposizione tra nord e sud quanto tra est e ovest, secondo la logica di quel che Fernand Braudel chiamava, nella sua grande opera sul Mediterraneo all’inizio della modernità, “il basculaggio” della penisola italiana: l’alterna oscillazione del processo storico, e il conseguente avvicendarsi delle forme assunte dai suoi esiti, secondo la longitudine (da oriente ad occidente e viceversa) piuttosto che tra settentrione e meridione, come il racconto delle nostre vicende nazionali invece impone». Antonio di Croce con “La natura d’Abruzzo” e Aurelio Manzi con “La trasformazione del paesaggio” ne fissano invece le coordinante naturali sia quelle che non mutano sia quelle cangianti. Edoardo Micati e Costantino Felice scrivono di economia, il primo con un capitolo intitolato “Grotte, eremi e capanne. L’eredità di antiche economie”, il secondo con “Tra modelli e peculiarità: la modernizzazione dell’economia”. Carlo Cambi con il capitolo “Il futuro nelle mani. È il fatto d’Abruzzo” accompagna in un tour che narra tutto il meglio che l’uomo è riuscito a fare in questa terra. Lorenzo Bartolini Salimbeni e Carlo Pozzi scrivono di architetture, Giacinto Di Pietrantonio di arte contemporanea. Oscar Buonamano con il capitolo “L’Abruzzo del Novecento tra letteratura e cinema” offre al lettore la possibilità di cogliere quelle mutazioni che l’arte è sempre in grado di anticipare. Il professor Francesco Sabatini si sofferma sull’importanza di continuare a parlare e scrivere dell’Abruzzo per farlo conoscere di più e meglio, «Dobbiamo insistere, dunque, nel farci guide e mediatori di noi stessi verso il mondo esterno. Questo libro, che nasce sui 40 anni di attività di un editore che ha fatto davvero molto nella direzione che indichiamo, non è solo un consuntivo: è la riaffermazione della volontà di scoprire chi siamo e di farci scoprire. Non resta che leggere nelle parole dei promotori e di ogni autore, tutti radicati in questo suolo, l’invito reciproco a darci voce da una valle all’altra, dalla montagna alla marina, e a tendere tutti più decisamente la mano al resto del mondo».

Il presidente di Carsa nell’introduzione al volume si sofferma sulle peculiarità e sul progetto editoriale della casa editrice. «I temi dell’identità territoriale e dell’orgoglio di appartenenza hanno da sempre attraversato le pubblicazioni di Carsa. Una scelta che in quarant’anni di attività ha permesso di raccontare l’Abruzzo e sviluppare la lettura di questo territorio, della sua cultura e del suo ambiente attraverso uno sguardo in continua evoluzione, adeguando, di volta in volta, il progetto editoriale ai tempi e al cambiamento della società».

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