Persona ed etica economica nella ricerca di Federico Caffè

| di Gianluca Giorgio
| Categoria: Storia
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Persona, risorse e bene comune sono solo alcuni dei temi cari alla riflessione del professor Federico Caffè (1914-1987).

Pescarese di nascita, e professore di Politica economica presso l'Università degli studi di Roma la Sapienza, il suo pensiero si sviluppa, nel corso del tempo, in più direzioni.

Allevo di Guglielmo Masci e docente in diversi atenei, quali ad esempio quello di Bologna, Catania e dal 1959 di Roma, le sue lezioni avvincevano per la grande professionalità, mai disgiunta dallo sguardo alla vita reale.

Il professore, fu un attento lettore delle dinamiche sociali, offrendo il proprio contributo ai temi del Welfare State e della piena occupazione.

Per Federico Caffè l'economia è scienza che aiuta a vivere, risolvendo i problemi della persone e delle loro quotidiane necessità. Un richiamo all'etica ed ai valori permane nei suoi scritti.

Studioso delle politiche macroeconomiche, approfondì il pensiero di John Maynard Keynes (1883-1946), economista geniale e poliedrico.

Le idee dell'economista inglese, sono contenute in molte  opere, tra cui la Teoria generale dell'occupazione, dell'interesse e della moneta (1936), che contiene parte della propria impostazione teorica e pratica.

Intervento regolatore dello Stato in economia, incremento delle opere pubbliche, sviluppo delle politiche del lavoro: queste sono alcune delle idee dell'economista di Cambridge.

Tali proposte furono accolte da Federico Caffè, con originalità ed attenzione, arricchendole con il proprio contributo, fatto di principi ed attenzione al mondo delle persone nel bisogno.

Fu un riformista nel vero senso del termine, in quanto auspicò un modello economico, attento a  tali istanze ed accanto alla collettività, quotidianamente, in lotta con le incognite del giorno.

Guardò alla politica economica come a quella modalità con la quale indirizzare le scelte, il cui contenuto è l'esistenza dei tanti che vivono una vita difficile.

Parte di tali riflessioni confluirono in Cronache sociali, rivista fondata da Giorgio La Pira, Giuseppe Dossetti, ed Amintore Fanfani, che trattava di politica, economia, diritto e cultura.

Visse un'esistenza, interamente, dedicata alla ricerca ed ai suoi allievi.

Scomparve in quel lontano giorno del 1987, lasciando il ricordo di un fine studioso che ha fatto dell'economia, il luogo di incontro di quei valori, che conducono alla solidarietà ed alla speranza in un futuro migliore.

Gianluca Giorgio

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