Cinema Teatro Excelsior un “monumento” pescarese incredibilmente sconosciuto

Un viaggio insieme alla famiglia Montebello che con l’Excelsior portò il cinema in Abruzzo e aprì il sesto cinema in Italia

| di Francesco Spina
| Categoria: Storia
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L'inizio del Viaggio

Cinema Excelsior: un nome ai più giovani sconosciuto, ma che dovrebbe essere uno dei punti di orgoglio di ogni pescarese. A raccontare e raccogliere queste informazioni oggi c’è la memoria storica di Nino Montebello Di Silvestro, imprenditore ora in pensione e figlio del fondatore della prima sala cinematografica abruzzese e del Cinema-Teatro Circus negli anni ‘70.

Questo viaggio inizia casualmente il 26 febbraio 2014, quando, navigando su Facebook, mi imbatto in una foto del 1978 pubblicata da Gianni Ambrosio in cui viene fotografato un palazzo accompagnato da questa didascalia: «Che ne dite di questa foto del 1978 dove, tra l'altro, al primo piano del palazzo (sotto c'erano l'Excelsior e Barberini) ancora figurano delle teste del Duce (successivamente eliminate)?».

Subito dopo il commento di Delia Montebello Di Silvestro: «Questo era il palazzo di mio nonno paterno. Ringrazio chi lo ha pubblicato. Per chi non sa il cinema Excelsior è stato uno dei primi se non il primo cinema d'Italia. É stato aperto al pubblico nel 1924, ma già da qualche anno mio nonno nelle cantine proiettava delle immagini solo per pochi amici».

Rimango sconvolto da questa notizia; da una veloce ricerca su internet, effettivamente, Pescara risulta essere tra le prime città italiane ad aver avuto un Cinema ma non trovo assolutamente nessuna informazione sull’Excelsior. Incredulo, contatto Delia Montebello mettendola a conoscenza del fatto che vorrei scrivere e riscoprire il Cinema Excelsior e subito ricevo una risposta positiva.

Dopo qualche giorno incontro Delia che mi porta a conoscere suo padre Nino Montebello, oggi 84 enne, che mi racconta come nacque il primo cinema di Pescara e quindi d'Abruzzo e sesto in Italia


Il viaggio a Parigi, i fratelli Lumière e la Lanterna Magica

Tutto iniziò nel lontano 1900, precisamente il 28 Dicembre 1895, quando il celebre pittore Francesco Paolo Michetti di Francavilla si recò a Parigi a visitare la fiera campionaria accompagnato dal suo allievo, il professore Antonio Di Silvestro.

Di Silvestro a Parigi conobbe i fratelli Lumière e, tornato in Italia, portò in regalo al nipote Sabatino Montebello un esemplare della ‘Lanterna Magica’, invenzione dei fratelli Lumière.

Sabatino Montebello iniziò a giocare con il regalo ricevuto e con il passare del tempo si innamorò di questa nuova forma d’arte tanto che decise di comprare la sua prima macchina da proiezione, la ‘Pathè a manovella’… cosi l’Excelsior iniziò pian piano a prendere forma.


La struttura dell’Excelsior

Su corso Umberto, nelle cantine del palazzo di proprietà della famiglia Montebello costruito nei primi anni ‘20, Sabatino iniziò a riunirsi con alcuni amici per proiettare i primi filmati; si iniziò con quattro sedie e una sera dopo l'altra gli amici aumentarono fino a quando le sedie non bastarono più.

Prese forma così la prima sala cinematografica di Pescara alla quale si accedeva attraverso una galleria che partiva dal marciapiede di corso so Umberto in cui era posizionata la biglietteria.

Dalla sala cinematografica, a pianta rettangolare di 50x15 metri, mediante una scala interna si arrivava alla galleria composta da gradoni sui quali erano fissate le poltrone: inizialmente di legno, furono poi sostituite con le più grandi e comode – e meno rumorose – poltrone imbottite.

La galleria si estendeva su due bracci laterali che fiancheggiavano le pareti longitudinali. Sempre sul piano galleria, immediatamente dopo l'ultima fila di poltrone, c'era la cabina di proiezione.

Il soffitto della sala era dotato di un ampio lucernaio che, aperto nelle ore notturne, funzionava come ricambio d'aria e ventilazione e dal quale Nino Montebello da piccolo faceva capolino per vedere i piccoli spettacoli teatrali organizzati dal padre (tra questi, spettacoli argentini con le bolas e balletti russi).

  


I primi film e l’evoluzione del Cinema

I primi film erano costituiti da una sola inquadratura di pochi metri, impressionata e proiettata in modo rudimentale dallo stesso apparecchio. Alcune pellicole mostravano frammenti di vita reale (come l'arrivo di un treno in stazione, l'uscita degli operai da una fabbrica, un avvenimento sportivo ecc.), mentre altre volte davanti alla macchina da presa andavano in scena brevi racconti comici, giochi di prestigio, danze e piroette di ogni genere.

I primi film inoltre erano muti, quindi per accompagnare e fare da intermezzo agli stessi, all’interno delle sale cinematografiche c’erano i pianoforti; nell’Excelsior ce n’erano tre di cui uno - della Krauss Stuttgart - perfettamente funzionante è ancora in possesso della famiglia Montebello.

Fin dagli inizi della storia del cinema il sonoro era apparso come un naturale complemento dell’immagine in movimento, ma considerato che gli impianti esistenti nelle sale erano muti e considerate le difficoltà tecniche per raggiungere una buona qualità dell’audio, le case produttrici abbandonarono presto gli esperimenti con il fonografo.

La svolta ci fu negli anni ’20, quando negli Stati Uniti la Warner in forte crisi decise di tentare il tutto per tutto lanciando sul mercato, nel 1927, Il cantante di Jazz di Alan Crosland che passò alla storia come il primo film sonoro.

La pellicola riscosse un successo ben oltre le aspettative, tanto che nel giro di qualche anno tutte le case cinematografiche iniziarono a produrre film con sonoro e di conseguenza tutte le sale cinematografiche dovettero adeguarsi sostituendo gli impianti utilizzati fino a quel momento.

Il mondo del cinema continuò a crescere e l’Excelsior si adeguò alle nuove tecnologie che via via venivano introdotte: vennero acquistati i proiettori cinemascope che costrinsero però – per problemi tecnici – Montebello a rimpicciolire la sala.


Le onoreficenze degli anni 70 e la nascita del Cinema-Teatro Circus

Nel maggio del 1970 il Cinema Excelsior ricevette a Pescara dalla Camera di Commercio il Diploma di Benemerenza con la medaglia d’oro con questa dicitura: «Conferito alla ditta Cinema Excelsior per 68 anni di ininterrotta attività nel settore dello spettacolo».

Nel dicembre del 1970, Montebello venne premiato a Roma dall’AGIS (Associazione Generale Italiana dello Spettacolo). Questa volta la medaglia d’oro è così motivata: «Per aver svolto dal 1900 e per oltre un cinquantennio meritoria attività nel settore dell’esercizio contribuendo – attraverso l’appassionata opera dei titolari – allo sviluppo del cinema in Italia, dalla nascita fino alle odierne conquiste tecniche artistiche e spettacolari».

 

Nel 1975 i fratelli Montebello decisero di dar vita ad un altro cinema-teatro: il Circus. I due fratelli acquistarono il fabbricato ultimato solo esternamente, commissionarono diversi progetti non restando, però, mai contenti delle proposte ricevute reputandole tutte simili agli standard del tempo.

Tutto cambiò quando, tramite un amico, si misero in contatto con due architetti di Padova a cui chiesero un progetto diverso dal normale. Furono chiamati in Veneto per visionare il plastico coperto da un grande telo nero forato e vennero invitati a guardare attraverso il piccolo buco. Uno degli architetti, con una pila, illuminò da sotto il telo e – come racconta Nino – «vedemmo una meraviglia».

Il progetto dopo essere stato realizzato, fu anche presentato in un’esposizione parigina come modello di Architettura.


L’avvento dei multisala e la crisi delle sale cinematografiche

Con il passare degli anni, purtroppo, si presentò il problema della dimensione ridotta della sala dell’Excelsior. Le case di noleggio, che fornivano i film, preferivano le sale più grandi per aumentare i loro guadagni. I fratelli Nino e Roberto Montebello furono così costretti, nel 1988, a chiudere il Cinema per dare spazio ai locali commerciali presenti ancora oggi.

La famiglia Montebello rimase proprietaria del Circus per tutti gli anni ’80 e ’90, periodo durante il quale si svilupparono le multisale che misero in grande crisi i cinema esistenti. Il Circus, proprio per questo, fu venduto nel 2001, dopo diverse e inutili richieste di aiuto rivolte all’amministrazione comunale del tempo.


La fine del nostro viaggio

Termina così il viaggio alla riscoperta di una delle attività storiche di Pescara, da molti dimenticata e per altri addirittura sconosciuta, che a mio parere dovrebbe essere annoverata nella storia della nostra città ed anche dell’Italia intera.

La speranza è che – grazie alla memoria storica di chi ha vissuto in prima persona il periodo dello sviluppo del cinema in Italia – l’Excelsior possa essere ricordato come uno dei simboli di Pescara.

Un sentito ringraziamento va a Nino Montebello,la moglie Nora Francani, Delia Montebello, il nipote Francesco Santuccione per il loro appassionato e commovente racconto e il tempo che mi hanno dedicato.

Francesco Spina

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