Lettera a Berlusconi del sindaco di San Valentino in Abruzzo Citeriore

Un invito a scongiurare la chiusura dei piccoli comuni

17/08/2011
Attualità
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Una lettera accorata, quella di Angelo D'Ottavio, sindaco del comune di San Valentino in Abruzzo Citeriore (Pe). Indirizzata al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Tema: la proposta di legge che prevede la soppressione, per acccorpamento, dei comuni con meno di mille abitanti. Il sindaco del comune, che peraltro con i suoi duemila abitanti non verrà toccato dal decreto, fa una riflessione sul ruolo dei comuni e dei suoi rappresentanti istituzionali, insostituibili punto di riferimenti sul territorio. “La mia riflessione - scrive D'Ottavio - è sul ruolo degli Enti locali, in un momento di recessione economica come quello che stiamo vivendo, e sul contributo che possono dare rispetto a quella che deve essere la risposta della politica”. “Innanzitutto il ruolo delle 'Istituzioni'. In questi anni, e ancor di più in questi mesi e giorni, si è parlato dei comuni, e in modo particolare dei piccoli comuni, e dell’ipotesi di accorpamento degli stessi, come se i problemi dell’Italia dipendessero dai costi (quasi pari a 0) dei piccoli municipi”. Per D'Ottavio è una questione di riferimento che le popolazioni prederebbero: “Vengo a rappresentarti - scrive il sindaco - l’importanza dell’esistenza, anche nelle piccole comunità, del Municipio, quale casa del popolo, punto di riferimento per le persone in difficoltà, luogo nel quale si sente la presenza dello Stato, ultimo avamposto in difesa delle istituzioni e dell’identità locale”. Piccoli centri dove il sindaco, gli assessori, sono persone che si rimboccano le maniche per il bene della comunità, come chi “personalmente sale su mezzo taglia erbe e si occupa dello sfalcio, oppure chi garantisce il rispetto dal Codice dell’amministrazione digitale e si occupa della formazione ai dipendenti in materia di Ict” aggiunge D'Ottavio. E ancora “segue i cantieri o effettua, direttamente, interventi di manutenzione o riparazione e svolge, contemporaneamente, il ruolo di operaio generico, direttore dei lavori e altro, o chi, all’occorrenza, si occupa della segreteria in amministrazione, apre e chiude il municipio, sostituisce l’Ufficiale dell’anagrafe che ha diritto alle ferie ed altro”. Insomma, sempre nelle parole del sindaco “una lettera in difesa dei piccoli campanili che rappresentano la parte sana di un’Italia che lotta, che suda, che soffre, ma che sa di potercela fare e ce la farà”. “Non so se leggerai questa lettera - conclude Angelo D'Ottavio - e non so neanche se potrà sortire qualche effetto rispetto alle decisioni che si stanno prendendo, ma so, certamente, che dovevo scriverla per rappresentarti il mio pensiero”. Applicando le nuove norme, sono centosei i comuni che scomparirebbero in Abruzzo.

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