“Il Piano Sociale stilato dalla giunta Alessandrini rappresenta la colonizzazione di un Settore tanto rilevante e strategico, come appunto quello sociale, da parte di quelle Organizzazioni e Associazioni che, per la maggior parte, sono concretamente, formalmente, culturalmente e ideologicamente parte integrante della sinistra politica della città. È evidente dalla lettura delle carte che oggi inizia ‘l’occupazione’ del territorio, con il coinvolgimento addirittura di associazioni che, nel proprio oggetto sociale, si occupano di riciclo e riuso di materiale vario, e non di problematiche ‘sociali’ come l’assistenza a indigenti, a donne abusate o a bambini vittime di maltrattamento. Ovviamente cercheremo di correggere il tiro attraverso i nostri emendamenti e soprattutto vigileremo su come verrà impiegato sino all’ultimo centesimo di euro stanziato attraverso il Piano sociale che rischia di essere una bella ‘torta’ con un cospicuo tesoretto da spartire”.
Lo hanno detto i consiglieri comunali di Forza Italia Marcello Antonelli e Vincenzo D’Incecco intervenendo oggi in Consiglio comunale sulla discussione della delibera del Piano sociale.
“Sicuramente una criticità del documento – ha detto il Capogruppo Antonelli – è rappresentata dal fatto che formalmente ha validità per un solo anno, anche se noi diamo per scontato che ci sarà la proroga almeno per due anni perché è evidente che un Piano di programmazione dev’essere pluriennale per essere definito tale. Purtroppo scontiamo i ritardi e le inefficienze di una Regione-matrigna che ha ampiamente smentito l’autodefinizione del Governatore di ‘Regione facile e veloce’. Va poi sottolineato come il settore dei Servizi Sociali del Comune, indipendentemente dalla qualità degli assessori, rappresenti comunque un fiore all’occhiello della città, riuscendo a garantire un livello di servizi dignitoso, spesso eccellente in alcune prestazioni, nonostante le mille difficoltà di tipo finanziario, visti i tagli dei fondi statali e regionali. Pensiamo che quest’anno i contributi per l’accesso alla locazione sono stati pari a zero da parte della Regione e il Comune non è stato in grado di mettere neanche la sua quota parte. Il Piano redatto è sicuramente ambizioso, anche perché rimette buona parte del suo destino nelle mani di programmi ancora tutti da finanziare e noi auspichiamo che i finanziamenti previsti arrivino tutti, anche perché buona parte del Piano, che si proietta al 2020, sarà ereditato dalla prossima amministrazione che si insedierà nel 2019”. “Comprendo quando la consigliera di SI Santroni dice che ‘finalmente’ è arrivato il nuovo Piano sociale – ha aggiunto il Vicecapogruppo D’Incecco – visto che con questo Piano si aprono le porte per la colonizzazione del settore Servizi Sociali a opera di fette, associazioni, organizzazioni della città che appartengono dichiaratamente alla parte politica che governa Pescara. È evidente dalla lettura delle carte che oggi è il giorno dell’occupazione, è evidente da come si è gestita la partita. Negli ultimi mesi una grande macchina organizzativa ha messo insieme pezzi della sinistra e ‘finalmente’ entra in aula il documento che mette il Piano nelle mani di associazioni che forse poco hanno a che fare con il sociale, dove però ci sono bei soldini. Pensiamo che tra le Associazioni coinvolte c’è la MovimentAzioni il cui Presidente è il segretario provinciale di Rifondazione Comunista, e parliamo di un’Associazione di promozione culturale che ora diventa espressione e referente dell’Area Minori. E pensiamo che per mesi l’Ufficio di Piano ha lavorato a tavolino ascoltando l’Associazione ‘MovimentAzioni’ per la stesura del documento nominandola responsabile dei servizi per l’infanzia, e allora comprendo perché la Santroni dice ‘finalmente’, perché prima questo non è mai accaduto, prima il centro-destra faceva lavorare solo chi operava realmente nel sociale, non chi faceva solo colonizzazione ideologica. E dove sono oggi i veri operatori sociali che sul documento avrebbero qualcosa da dire? Pensiamo che a Pescara ora abbiamo l’Arci che non fa assistenza sociale, ma è stata coinvolta nel Piano sociale per preparare ‘piattaforme digitali’ in cui registrare i dati sulla povertà. Pensiamo che nel Piano Sociale compare un’Associazione, Metro Olographix, dell’ex consigliere di quartiere di Sinistra Lucia Zappacosta, Associazione che ha come oggetto sociale il riuso e il riciclo di materiale, dunque che non svolge attività ‘sociale’, e che pure è stata ammessa nel Piano Sociale per un fantomatico progetto di ‘riqualificazione delle periferie’ che costerà migliaia di euro. Il Piano Sociale – ha aggiunto D’Incecco -, al di là del lavoro cartaceo, è chiaramente il frutto di chi oggi ha deciso di occupare un settore della pubblica amministrazione, ma questo creerà problemi e dissensi in seno alla stessa maggioranza politica del Comune in cui, se si è riusciti a placare il duo Teodoro-Pignoli, che ora magari si gestirà il Pronto Intervento Sociale, si alzerà la voce di chi è rimasto fuori dalla partita. Una partita in cui la giunta Alessandrini ha deciso di appaltare tutto ad alcuni pezzi della sua maggioranza. Sono chiari e gravi, poi, i tagli operati dalla giunta Alessandrini a servizi essenziali introdotti dal centro-destra, come il Fondo di sostegno al reddito che rappresentava una ciambella di salvataggio fondamentale per coloro che si ritrovano in uno stato di improvvisa difficoltà per la perdita del lavoro, un taglio che testimonia l’indifferenza della sinistra verso le vere ‘emergenze’ sociali propinando un documento che nella stragrande maggioranza delle previsioni è solo un ‘libro dei sogni’”. Dopo la presentazione dei 130 emendamenti, il Capogruppo Antonelli ha proposto una pregiudiziale, contestando la previsione, contenuta nella delibera, di “assegnazione di immobili e di spazi Comunali al Settore Politiche al Cittadino e Programmazione sociale senza individuare esattamente quali immobili si intendono destinare allo scopo, una previsione irricevibile per il Consiglio comunale che non può approvare un simile dispositivo a occhi chiusi. Peraltro nella delibera si specifica anche che per l’espletamento di alcuni servizi sociali servono necessariamente di spazi e locali che non vengono indicati, ovvero senza quegli spazi i servizi non verrebbero garantiti”. Il Dirigente estensore della delibera, Marco Molisani, interpellato in aula, ha ammesso l’assenza e ha chiarito che la stessa sarebbe stata colmata con un emendamento della maggioranza. “Allora attendiamo di leggere l’emendamento che farebbe cadere anche la pregiudiziale”, ha detto il Capogruppo Antonelli e la seduta è stata aggiornata a domani, giovedì 21 settembre, alle 15.