Caro prof, credo che lei non abbia capito la situazione.
Il ricorso ad argomenti a caso, quali l'ironia socratica od altro, distolgono l'attenzione dalla natura reale di quella che era la base del discorso: io le ho chiesto una risposta nel merito, lei mi ha scritto righe su righe parlando di altro.
Continuo imperterrito nel ribadire e nel commentare quelle tre frasi, senza strumentalizzazioni né altro, perché se si facesse riferimento ad un discorso di un'ora e mezza, le cose sarebbe state diverse, così come se avesse scritto dal principio una critica costruttiva su qualsiasi partito, come ho ribadito nel precedente comunicato.
Mi pare anche necessario specificare un altro punto: non ho mai scritto di essere leghista, perciò quello che succede nelle mie associazioni non ha nulla a che vedere con il Carroccio, tanto meno con i vari Salvini, Bossi e Maroni, visto che sono un "terrone" che parla quella che l'Unesco ha definito "lingua napoletana".
Quello che ho scritto, penso che dovrebbe essere chiaro: il linguaggio usato per quei post, fini a loro stessi e non base di un "pensiero critico", specialmente se chi lo ha scritto parla di conoscenze nella formazione. Credo, infatti, che ai nostri ragazzi vada insegnato ad usare un modo di esprimersi differente, altrimenti si fa come quelli dei centri sociali di Milano che domenica, per cercare di attaccare Salvini, hanno dato sfogo al loro essere primitivi, con parolacce, soliti slogan-pippotti sul "razzismo-fascismo" e, per non farci mancare nulla, bestemmie davanti ad un bambino.
Se vuole, le ribadisco quell'analisi che ho fatto nel precedente comunicato:
- "Fuori dalle palle" = offesa/diffamazione;
- "Togliere la cittadinanza ai leghisti" = discriminare qualcuno solo perché di quel partito, invocando metodi nazisti, visto che i gerarchi del Reich erano in prima linea nel far diventare apolidi gli ebrei, un po' come vorrebbe lei per i leghisti;
- "Ibernarli al polo nord" = qui si invita a mettere i leghisti sotto ghiaccio, ed i toni precedentemente usati, accompagnati dalla frase finale, sembrano lanciare un invito al linciaggio dei tesserati del partito salviniano.
Mi spieghi dov'è la retorica nei miei precedenti messaggi, perché mi pare che qui l'abbia fatta lei, appellandosi prima all'articolo 21, che anch'esso ha dei limiti, come le ho fatto notare, poi citando Warhol per dire che cerco 15 minuti di celebrità e infine lei la butta sull'ironia socratica per darmi dell'ignorante, forse come fanno i suoi compagni, che non sapendo come continuare un dibattito, accusano di fascismo, razzismo, xenofobia, omofobia, nazismo e chi più ne ha più ne metta.
Non sono qui per commentare frasi di politici o sentenze del passato, perché se volessi le farei un excursus storico dalla prima sentenza della Corte Costituzionale; sono qui per farle capire che un professore, dipendente statale, deve dare sempre il buon esempio ai suoi studenti, sia a scuola che fuori, sia nella realtà che sui social. Poi, può votare chi gli pare, ma quando ci si deve esprimere si è sempre invitati a tenere uno stile elegante.
Ribadisco, per l'ultima volta, che se avesse scritto una critica costruttiva, non si sarebbe alzato alcun polverone.