Oltre 280 cittadini e commercianti chiedono lo stop ai lavori della pista ciclabile in via Muzii

Forza Italia Abruzzo
24/11/2017
Attualità
Condividi su:

“Scatta la diffida extragiudiziale formale per chiedere la revoca immediata della delibera istitutiva della pista ciclabile in via Leopoldo Muzii con lo stop dei lavori. L’hanno presentata 282 cittadini e operatori commerciali della zona, firmatari di una petizione ad hoc, e l’atto, protocollato stamane in Comune, è indirizzato al sindaco di Pescara Alessandrini, all’assessore alla mobilità Stefano Civitarese Matteucci, al Dirigente Giuliano Rossi, e a tutta la giunta municipale. L’atto inoltre è stato inviato per conoscenza anche al prefetto Basilicata, al Questore di Pescara Misiti, al Comandante provinciale dei Carabinieri, il colonnello Riscaldati e, infine, al Direttore generale della Asl Armando Mancini. L’obiettivo è quello di fermare un’opera inutile, costosa e dannosa che determinerà la scomparsa di decine di parcheggi, senza apportare alcun beneficio alla zona e alla viabilità in generale, ed evitare un inaccettabile sperpero di denaro pubblico che potrebbe invece essere impiegato per migliorare le piste già esistenti nella zona e validamente alternative a via Muzii, come quella di via Sabucchi”.

Lo ha annunciato il Capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo Lorenzo Sospiri che nei giorni scorsi ha anche partecipato al sopralluogo organizzato sul posto con i consiglieri comunali e il dirigente Rossi per far emergere gli errori e le incongruenze del progetto.

“Nel corso del sopralluogo – ha ricordato il Capogruppo Sospiri – abbiamo tentato, come Forze di opposizione, di far ragionare l’amministrazione comunale, mostrando in maniera concreta gli effetti negativi che sarebbero stati determinati da un progetto nato male e destinato a finire peggio. Parliamo della cancellazione di decine di parcheggi, gli unici disponibili, fra l’altro, per residenti e utenti esterni; la sparizione della fermata del bus, dunque un incentivo a usare l’auto privata, e il congestionamento del traffico, senza dimenticare i soldi pubblici buttati all’aria perché una pista ciclabile che oggi collega la strada parco al mare e che la collegherà presto anche a viale Kennedy-via Regina Margherita c’è già, ed è quella di via Sabucchi, che va sicuramente migliorata, ma svolge alla perfezione la propria funzione. Nonostante la dimostrazione visita di tali problematiche e le perplessità sollevate a gran voce dai commercianti della zona, il sindaco Alessandrini ha deciso di fare orecchie da mercante e di tirare dritto per la propria strada, anche se questa lo condurrà dritto verso il baratro politico e amministrativo, e ha firmato l’ordinanza per consentire l’avvio dei lavori. A questo punto i cittadini e i commercianti sono passati al secondo gradino e hanno depositato stamane la diffida extragiudiziale per lo stop del cantiere”. Nell’atto, sottoscritto da 282 cittadini e commercianti della zona, si legge che ‘con delibera numero 929 del 22 dicembre 2016 la giunta municipale ha approvato il progetto per la realizzazione di una pista ciclabile in via Leopoldo Muzii nel tratto che da via Regina Margherita arriva sino all’incrocio con via Silvio Pellico, progetto che modificava l’iniziale proposta che prevedeva l’estensione della pista ciclabile sino a viale Riviera, in seguito alle intense proteste dei residenti, esercenti di attività commerciali e fruitori della zona. Anche rispetto al richiamato progetto approvato nel dicembre 2016, i residenti e commercianti della zona hanno con più iniziative rappresentato alla giunta comunale, nella persona del sindaco Alessandrini e dell’assessore alla Mobilità Civitarese, nonché alla Commissione Grandi Infrastrutture e Mobilità, i gravi pericoli, oltre agli insopportabili disagi, che tale instaurazione avrebbe fatto insorgere di cui sindaco e assessore sono attualmente a piena conoscenza legalmente rilevante, ovvero il forte carico di traffico che già oggi via Muzii sopporta quotidianamente e finanche nelle ore notturne quale unico snodo del centro della città per lo scambio nord-sud ed est-ovest accogliendo il transito di tutti i mezzi pubblici di trasporto, sia urbano, sia internazionale e in particolare con la Romania e i paesi dell’area balcanica; il transito dei mezzi di soccorso, in particolare delle autoambulanze da e verso il vicino nosocomio, con anche 30 passaggi al giorno; i mezzi delle Forze dell’Ordine; il traffico scolastico da e verso la scuola elementare ‘Illuminati’ di via Regina Elena e ‘Mazzini’ di via Regina Margherita, per le quali l’amministrazione comunale ha disposto il blocco totale del traffico al momento dell’apertura e chiusura. Tale sovraccarico veicolare va rapportato doverosamente a quello risultante dall’instaurazione della pista ciclabile per la inevitabile sovrapposizione dell’esorbitante mole di traffico descritta a quella ingravescente che ne risulterebbe determinando con certezza, fin d’ora conoscibile, gravi pericoli alle persone, ossia al diretto contatto tra autobus e ciclisti; all’ambiente per una così alta concentrazione di correnti di traffico disparate; agli esercizi commerciali che hanno già, quasi tutti, preannunciato la chiusura o il trasferimento per la difficoltà di accesso della clientela. Danni infine alla popolazione residente che deve accedere alla zona quotidianamente e che perderebbe ogni minimale possibilità di parcheggio. A questo punto – si legge ancora nella delibera – considerati i gravi pericoli che derivano da quella pista ciclabile, oltre che il danno erariale connesso alla dilapidazione di denaro pubblico, i cittadini hanno diffidato sindaco, assessore, dirigente e tutta la giunta comunale ‘a provvedere alla immediata revoca della delibera istitutiva della pista ciclabile entro il termine perentorio di 15 giorni dalla notifica dell’atto, preannunciando che, in difetto, si procederà ad adire tutte le competenti Autorità sia Giudiziarie che Amministrative’. La diffida è stata ovviamente inviata per conoscenza anche al Procuratore della Repubblica. Oggi i cittadini hanno messo nero su bianco il proprio dissenso contro quell’opera, sarà ora il sindaco Alessandrini a dover decidere se andare avanti con un’opera che è contro la città o se, più saggiamente, intende fermare il cantiere e riaprire il confronto valutando quelle alternative oggi possibili”.

Leggi altre notizie su Pescara News
Condividi su: