“Forza Italia esprime la propria netta e ferma contrarietà all’ennesimo aumento della Tassa sui rifiuti a Pescara, la Tari, predisposta dalla giunta Alessandrini. Parliamo di un’autentica stangata non di pochi spiccioli, ma un’impennata del 5 per cento della tariffa per le famiglie, ossia le utenze domestiche, e del 7 per cento per le attività commerciali, ovvero le utenze non domestiche. Un aumento, peraltro, cui non corrisponderà un miglioramento dell’attuale servizio: secondo l’assessore al ramo Marchegiani, il nuovo salasso servirà per incrementare la quota della raccolta differenziata. Bene, visto che però ci racconta la stessa favoletta dal 2014 per giustificare gli aumenti annuali, allora pretendiamo di sapere qual è il break event, ossia il momento in cui la tassa smetterà di crescere e i pescaresi potranno raccogliere i frutti dei loro sacrifici, vedendo scendere la tariffa. Sino a quel momento non siamo disposti ad alcun dialogo con l’amministrazione Alessandrini sul tema”.
Lo ha detto il Capogruppo di Forza Italia al Comune di Pescara Marcello Antonelli commentando la scelta del sindaco Alessandrini “di mettere per l’ennesima volta le mani nelle tasche di cittadini ed esercenti esasperati, che ormai non hanno più neanche la cinghia da stringere”.
“Pensare di sottoporre i pescaresi a un nuovo salasso è semplicemente assurdo, oltre che a essere una scelta politicamente suicida – ha sottolineato il Capogruppo Antonelli -, ed è ingiustificato se pensiamo al servizio attualmente reso ai cittadini: basta fare due passi e ci troviamo davanti a una città oggettivamente sporca, manca lo spazzamento delle strade, manca il lavaggio dei cassonetti, manca la vigilanza per prevenire le discariche abusive, manca tutta quell’organizzazione messa in piedi tra il 2009 e il 2014 che il sindaco Alessandrini ha incredibilmente smantellato in pochi mesi. Oggi, dopo tre anni di aumenti, la giunta Alessandrini pretende di sottoporre i pescaresi a un nuovo incremento fiscale per incassare ben 870mila euro in più: gli aumenti corrispondono a una media del +5 per cento per le famiglie-utenze domestiche, +7 per cento medio per gli esercizi commerciali-utenze non domestiche. Ma ci sarà anche chi subirà aumenti superiori al 7 per cento, come gli alberghi dotati di ristorante interno, che pagheranno +10,03 per cento rispetto all’attuale tariffa; +8,26 per cento le case di riposo; +8,12 per cento gli stabilimenti balneari; +8,55 per cento i locali di intrattenimento musicale serale; +7,95 per cento gli ipermercati misti. Aumenti indiscriminati sulla pelle dei contribuenti in un momento storico di grandissima crisi economica che giudichiamo inaccettabili. Al tempo stesso manca la lotta all’evasione: secondo i dati, mancano all’appello circa 22milioni di euro di Tari non pagata dai pescaresi, eppure nel Piano finanziario del sindaco Alessandrini non troviamo alcun impegno formale per contrastare l’evasione affinchè paghino tutti per pagare tutti di meno. Questo accade perché sono due anni che il dirigente comunale del settore avrebbe dovuto relazionare al Consiglio comunale in merito alla riorganizzazione del servizio, richiesta esplicitamente proprio dal Consiglio comunale che aveva anche suggerito la costituzione di una società pubblica ad hoc dedicata al contrasto all’evasione. Ovviamente questo non è mai avvenuto, molto più semplicemente l’evasione sale e salgono pure le tasse a carico sempre degli stessi contribuenti. Secondo quanto annunciato dall’assessore delegata Marchegiani, la nuova disponibilità economica consentirà maggiori investimenti proprio sullo spazzamento delle strade, ammettendo dunque la forte criticità del servizio odierno, e 700mila euro verranno dirottati sull’incremento della raccolta differenziata. Ma le spiegazioni dell’assessore non ci bastano, anzi – ha aggiunto il Capogruppo Antonelli -: considerando che la quota di raccolta differenziata è passata dal 28 per cento del 2014 ad appena il 35 per cento in tre anni e mezzo e quattro bilanci, e considerando che molto difficilmente quella percentuale raggiungerà la quota del 65 per cento imposta in 5 anni dal Governo, vogliamo sapere dal sindaco Alessandrini, a questo punto, quando ha previsto che quella curva smetterà di salire per iniziare la sua discesa. Ossia quale sarà la generazione di pescaresi che raccoglierà i frutti e godrà dei benefici prodotti dai sacrifici dei loro genitori o nonni? In quale anno la Tari smetterà di aumentare e, al contrario, inizierà a scendere con tariffe ridotte per i contribuenti? Francamente, viste le condizioni della città, ci pare un obiettivo ancora troppo lontano, un obiettivo che sicuramente non raggiungerà il sindaco Alessandrini che non può però pensare di continuare a costringere i pescaresi a pagare quote salate per servizi che non vengono resi alla collettività. È dunque scontato – ha affermato il Capogruppo Antonelli – che nei prossimi giorni effettueremo una campagna informativa a tappeto per far sapere a tutti i pescaresi che il centro-sinistra del sindaco Alessandrini manderà loro bollette sempre più pesanti per un settore rifiuti che fa acqua, e in aula tenteremo di fermare in ogni modo una scelta che mai potremo condividere”.