Quattro scuole di Pescara non sarebbero agibili e rischiano di non riaprire a settembre?

Pescara Mi Piace
01/09/2018
Attualità
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“L’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ ha chiesto formalmente l’intervento del Prefetto di Pescara, la dottoressa Basilicata, per affrontare la grave problematica inerente l’inagibilità di 4 scuole comunali cittadine che, stando ai documenti ufficiali sin qui rintracciati, non sono dotate dei minimi criteri di agibilità e quindi non possono essere riaperte agli studenti il prossimo 10 settembre. Dopo gli appelli lanciati dai consiglieri comunali al sindaco Alessandrini nei mesi scorsi, dopo le inutili richieste di fare chiarezza, e soprattutto dopo i fatti di Genova e le ultime scosse di terremoto, riteniamo che la questione vada affrontata con la massima urgenza, trovando subito delle alternative per sistemare in modo valido le centinaia di studenti interessati”.

Lo ha annunciato Armando Foschi, dell’Associazione cittadina ‘Pescara – Mi piace’ ufficializzando la lettera già inviata ieri al Prefetto di Pescara.

“Parliamo della scuola elementare ‘Rodari – Andersen’ di via Salara Vecchia, la scuola elementare ‘Don Milani’ di via Sacco, la scuola media ‘Antonelli’ in via Virgilio, e la scuola media ‘Michetti’ in via del Circuito – ha elencato Foschi -. Ad attestare, nero su bianco, l’inagibilità e lo stato di rischio dei quattro Istituti, sono stati i dirigenti e funzionari del Comune, tra cui il dottor Gaetano Silverii e l’ingegner Marco Polce, in 4 delibere approvate lo scorso 22 maggio dalla Giunta comunale del sindaco Alessandrini, la numero 343, 344, 345 e 346, con le quali sono stati chiesti alla Regione Abruzzo finanziamenti rilevanti, 6milioni di euro in tutto, per lavori urgenti nei 4 istituti definiti come le ‘strutture più ammalorate del patrimonio di edilizia scolastica’. Leggendo le relazioni stilate dai funzionari abbiamo scoperto che le condizioni strutturali dei 4 edifici sono drammatiche: la scuola ‘Rodari-Andersen’ di via Salara Vecchia non è neanche provvista del certificato di prevenzione incendi e, per garantire il suo adeguamento sismico, sono necessarie opere ‘invasive’ per 1milione 850mila euro, opere che, fra l’altro, dovranno determinare l’adeguamento del giunto sismico per separare strutturalmente gli attuali due corpi di fabbrica, costruiti a distanza di vent’anni l’uno dall’altro, e interventi su travi e pilastri per garantire duttilità e resistenza, oserei dire fondamentali in caso di terremoto. Ancora più imponenti e invasivi i lavori per la messa in sicurezza della scuola media Antonelli in via Virgilio, opere per 2milioni 310mila euro. E in questo caso proprio lo studio di vulnerabilità sismica ha evidenziato delle forti criticità, ovvero (come si legge nella delibera): ‘Molti elementi strutturali presentano problemi nelle verifiche di resistenza; ci sono problemi di corrosione nell’armatura, il copriferro è deteriorato nella facciata antistante il cortile; un pilastro del secondo ordine risulta gravemente danneggiato all’altezza del nodo; alcuni giunti tecnici risultano ‘espulsi’. Opere invasive anche per la scuola ‘Don Milani’ di via Sacco, dove sono necessari interventi per 1milione10 mila euro, edificio che non ha la certificazione di prevenzione incendi e dove addirittura a mettere a rischio la resistenza antisismica sono le 9 finestre affilate lungo i corridoi dei vari livelli. Stesso copione infine per la scuola media ‘Michetti’ di via del Circuito, dove metà scuola è occupata dal Comando di Polizia municipale. Per restituire sicurezza solo alla scuola sono necessari lavori per 1milione 230mila euro, scuola che non è provvista della certificazione di prevenzione incendi. Anche in questo caso lo studio di vulnerabilità sismica ha evidenziato una rilevante criticità per ‘l’inadeguatezza del giunto sismico e per l’insufficiente disposizione di armatura all’interno degli elementi strutturali a causa di precoci rotture sia ‘fragili’ che duttili’. Già nello scorso mese di luglio – ha aggiunto Foschi nella lettera al Prefetto - tali problematiche sono state discusse in Comune e alcuni consiglieri comunali dei partiti di opposizione, hanno chiesto pubblicamente, sia attraverso comunicati stampa, sia attraverso una riunione ad hoc della Commissione consiliare Vigilanza e Controllo, la chiusura dei 4 edifici scolastici, in attesa dell’esecuzione delle opere di ripristino, edifici che, in tutta franchezza, non riteniamo abbiano i requisiti minimi di sicurezza per poter riaprire i battenti il prossimo 10 settembre, alla ripresa dell’anno scolastico, ospitando centinaia di studenti, specie alla luce degli ultimi terremoti che hanno interessato anche l’Abruzzo e, più specificatamente, Pescara. Peraltro è stata sollecitata la chiusura dei 4 edifici scolastici all’inizio dell’estate proprio per consentire all’Amministrazione comunale e al sindaco Alessandrini di avere tutto il tempo necessario per individuare delle valide alternative per garantire una serena ripresa dell’attività didattica. Purtroppo tutte le richieste istituzionali sono cadute nel vuoto: non una risposta o la manifestazione di un qualunque interesse da parte del sindaco Alessandrini, né tantomeno una proposta alternativa, lasciando chiaramente intendere che le 4 scuole verranno riaperte agli studenti il prossimo settembre, senza neanche informare le famiglie circa le condizioni in cui versano gli Istituti in cui ogni mattina manderanno i propri figli. Lo stesso ingegner Polce, nel corso di una seduta di Commissione, ha osservato che ‘la legge che impone l’adeguamento sismico delle scuole non impone la chiusura degli edifici scolastici che non sono ancora adeguati’. Io aggiungo che la legge forse non detta tale imposizione, ma il buon senso sì. Dinanzi a tale vuoto amministrativo, ho ritenuto necessario investire della questione il Prefetto Basilicata, per sollecitare il suo interessamento alla vicenda, a tutela dei nostri ragazzi e della loro sicurezza. Ritengo ancora oggi, e con maggior forza alla luce, ripeto, dei recenti terremoti che nel mese di agosto hanno interessato anche la nostra città, che quei 4 edifici scolastici vadano chiusi in attesa dei lavori di adeguamento sismico. La tragedia di Genova con il crollo del Ponte Morandi e la morte di 43 innocenti impone alle Pubbliche amministrazioni scelte di coraggio, di prudenza, di buon senso e di massima cautela, specie quando si parla di vite umane, troppo spesso nel nostro Paese si chiudono le stalle quando i buoi sono già tutti scappati”.

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