Da quando la Russia ha invaso l’Ucraina, la quotazione dell’oro ha conosciuto una rapida impennata. Facile intuirne il motivo, visto che gli investitori hanno puntato senza titubanze su quello che viene considerato il bene rifugio per antonomasia. L’oro ha oltrepassato per il momento il livello annuale di 1962.5 dollari, che non veniva toccato dalla fine del 2020. Questo fa ipotizzare che la tendenza rialzista possa proseguire. Non si può escludere, per esempio, che l’oro arrivi a un prezzo di 2mila dollari.
Che cosa c’è da sapere sull’andamento dell’oro
Ogni grafico sul valore dell'oro testimonia che, per effetto del conflitto bellico in Ucraina, l’oro è in notevole rialzo. C’è molta attesa, per altro, per le notizie relative all’inflazione negli Usa, con dati che in teoria potrebbero supportare la quotazione dell’oro, se si tiene conto delle previsioni al rialzo. Secondo gli esperti, l’inflazione dovrebbe crescere ancora, e se così fosse si tratterebbe del quinto mese di seguito. L’indicatore privilegiato della Federal Reserve non sarebbe più al 4.9% annuo come a dicembre, ma salirebbe al 5.1%, e si tratterebbe della lettura più alta degli ultimi 40 anni. Nel caso in cui si verificasse un ulteriore incremento dell’IPC americano, poi, il prezzo dell’oro potrebbe crescere ancora di più. Gli istituzionali, infatti, hanno cominciato ad acquistare il metallo pregiato in misura significativa, ed è per questo motivo che potrebbe proseguire l’azione rialzista sul prezzo.
Le conseguenze della guerra
Quel che è certo è che da qualche giorno il prezzo dell’oro ha conosciuto un notevole incremento, con una impennata verso l’alto. Ciò è avvenuto da quando gli investitori, osservando la situazione in Ucraina e le conseguenze dell’invasione russa, hanno deciso di puntare sul metallo prezioso, continuando a considerarlo – come è giusto che sia – il bene rifugio per antonomasia. Tutti i beni rifugio, in effetti, come si poteva facilmente ipotizzare sono cresciuti, a fronte di indizi azionari imprigionati in un territorio in cui è il segno meno a dominare. Ciò è vero a maggior ragione per l’indice della Borsa di Mosca, che deve fare i conti con un crollo del 35%.
Le prospettive per il futuro
A livello politico, il principale obiettivo che sarebbe opportuno raggiungere consisterebbe nel fermare la Russia, e quindi prevenire altre invasioni in Ucraina. Ciò porterebbe a prevedere delle sanzioni importanti. inoltre, la Nato ha cominciato a muoversi, mentre sono allo studio varie soluzioni di natura diplomatica. E dal punto di vista economico tutto questo quali risvolti potrebbe avere? È facile immaginare che i problemi di inflazione siano destinati a crescere, forse rappresentando un ostacolo ancora più imponente rispetto a ciò che era lecito attendersi. Prima che l’invasione della Russia venisse messa in atto, gli analisti erano abbastanza concordi tra di loro nel ritenere che entro la fine di marzo ci sarebbe stato un aumento dell’inflazione. Ora, però, le previsioni si estendono a un arco di tempo più lungo: è chiaro che se l’invasione dovesse durare ancora molto la Russia andrebbe incontro a pesanti sanzioni, e il combinato disposto di questo scenario avrebbe un impatto notevole in termini di inflazione, con conseguenze sui mercati fino a dicembre, o addirittura oltre.