Se il calcio abruzzese nel corso della sua storia ha avuto la possibilità di misurarsi in realtà come la Serie A, questo lo deve in particolar modo al Pescara, che, attualmente, è l’unica squadra della regione ad aver conquistato l'accesso alla massima divisione italiana. Se l'approdo nel grandissimo palcoscenico del calcio italiano manca ormai dalla stagione 2016-17, anno in cui il Pescara, come previsto a suo tempo anche dalle quote sulle retrocessioni in Serie A, non riuscì ad evitare la retrocessione prima con Massimo Oddo e poi con Zdenek Zeman in panchina, l'annata che ha dato al calcio abruzzese l'opportunità di emergere e di risalire dalle divisioni minori è stata quella del campionato 1977-78. L'anno precedente, in Serie B, la promozione conquistata ha avuto il sapore di un qualcosa di veramente storico.
Mentre i biancoazzurri erano impegnati in una gara contro l'Atalanta a Bergamo, il presidente Armando Caldora riuscì a trovare un principio di accordo con l'allenatore Giovanni Trapattoni, accordo poi destinato a saltare a causa della chiamata decisiva di Giampiero Boniperti, che portò il Trap a trasferirsi a Torino. A quel punto, la miglior stagione della storia del Pescara si aprì proprio con Giancarlo Cadè in panchina, allenatore che in passato aveva già ottenuto ottimi risultati in particolar modo alla guida dell'Hellas Verona. Il gruppo che trova è solido, compatto ed assimila in fretta i princìpi di gioco di un tecnico che è riuscito ad esaltare i propri tifosi e gli appassionati di calcio attraverso una manovra fluida, intensa e spettacolare. Con l'aggravante data dall'assenza di un vero e proprio bomber, Cadè riesce a reinventare le posizioni in campo di giocatori che fino a quel momento nel corso della loro carriera avevano fatto tutt'altro.
Un esempio pratico è Angelo Orazi, ex attaccante scuola Roma che diventa un ottimo centrocampista box-to-box. Insomma, quel Pescara riuscì assolutamente a lasciare un segno indelebile nei cuori dei propri supporters. Non a caso nel 2013 la società, in seguito alla morte di uno dei protagonisti di quella cavalcata, Vincenzo Zucchini, morto al termine di una lunga malattia, ha deciso di ritirare la sua maglia numero 4. Tornando a quegli anni, dopo la prima storica promozione in Serie A, come spesso è accaduto nel corso della sua storia, il Pescara non è riuscito a mantenere la categoria. Confermati Giancarlo Cadè e tutti i più grandi protagonisti della stagione precedente, i biancazzurri, pur riuscendo ad esprimere un discreto calcio, non sono riusciti a sopportare la tanta qualità e quantità offensiva delle squadre avversarie.
Il Pescara, infatti, si rivelò essere la peggior difesa del campionato con ben 44 reti subite. Dopo aver lottato e dato tutto fino a gennaio, da quel momento in poi i risultati hanno smesso di arrivare e la squadra abruzzese non ha fatto altro che guardare tutti i suoi avversari dal basso verso l'alto in classifica. In Coppa Italia, tuttavia, il percorso del Pescara è stato decisamente migliore. Nel settimo girone di qualificazione, disputatosi prima dell'inizio del campionato, i ragazzi di Cadè sono riusciti a vincere il loro girone con il Taranto. A parità di punti e di differenza reti, però, sono stati necessari due spareggi di andata e ritorno, che alla fine dei conti hanno qualificato il Taranto.