Facendo seguito ai grossi titoloni lanciati sui quotidiani abruzzesi sul piano di rilancio dell’aeroporto d’Abruzzo, mi corre l’obbligo rimarcare che il vero rilancio deve essere quello relativo al “nostro territorio” e al turismo, fonte inesauribile di ricchezza. Ryanair, la compagnia irlandese che ormai da anni detta le condizioni sul nostro aeroporto, percependo fondi regionali tramite la Saga e portando la società sull’orlo del fallimento, non ha bisogno degli “aiuti di Stato”, perché di quelli si tratta. Una sentenza della Corte Costituzionale del dicembre 2013 ha chiarito che quelli finora percepiti da Ryanair sono finanziamenti “illegittimi”: lo ha stabilito sia il Governo con il rigetto della L.R. n.69 29/!”/2012 e della L.R. n.55 del 2013 sia la Corte Costituzionale (art. 127 della Costituzione e della Commissione Europea vedi TFUE art 107 e 108). La Ryanair scommette su Pescara? Bene, in considerazione che ormai il bacino di traffico è acquisito, a questo punto dovremmo chiederci con quali fondi la Saga, che tanto vanta il rilancio dello scalo con voli Ryanair sugli aeroporti già toccati negli altri anni (Alghero, Cagliari, Barcellona, Oslo unico volo che porta qualche turista ma non più di 1200 anime, Dusseldorf ed altri) intende finanziare la compagnia irlandese? Probabilmente con la ricapitalizzazione in atto! E quindi prima di dicembre 2014 ci sarà di nuovo il titolone sui quotidiani “L’aeroporto ha bisogno di fondi per il rilancio”.
E’ un film già visto e rivisto.
Quando, invece, iniziamo a considerare tutta l’infrastruttura aeroportuale un mezzo e non il fine messoci a disposizione dalle istituzioni per aiutare la reale economia del territorio? E cioè ne dovrebbe trarre vantaggio il turismo, che langue ormai da anni con voli charters incoming ed anche outgoing che l’Assessorato Regionale dovrebbe riorganizzare, integrare, aumentarne la qualità e renderla competitiva e dare la possibilità a tutte le imprese piccole, medie e grandi che con i loro dirigenti hanno bisogno di raggiungere qualsiasi destinazione mondiale e che si vedono costretti a raggiungere l’hub di Fiumicino in pullman o in auto (3h.30 di pullman o 2h.30 di auto) ed anche tutti coloro, italiani o non, che devono recarsi in tutte le destinazioni nazionali, internazionali ed intercontinentali e quindi sto parlando di voli commerciali.
Se proprio dobbiamo stanziare dei fondi regionali, che siano a beneficio di tutti ed in particolar modo per le attività produttive che con la crisi degli ultimi 5 anni hanno perso competitività e quindi aiutarli a raggiungere le destinazioni per la commercializzazione globale è quantomai indispensabile per il rilancio del nostro territorio.