La spending review, sicuramente un processo importante e produttivo, rischia di incidere pesantemente su Pescara e su tutto l'Abruzzo. Il governo Renzi ha infatti previsto la soppressione di tutte le sedi staccate dei Tribunali Amministrativi Regionali, compresa quindi la sede di Pescara.
Immediatamente si è scatenata una battaglia contro la chiusura della sede pescarese a cui hanno preso parte tutte le parti politiche e associazioni di categoria che, per una volta, lottano con lo stesso obiettivo: bloccare la chiusura del TAR di Pescara.
Seppur approvando le revisioni delle spese pubbliche, tutti sono concordi sul fatto che il TAR di Pescara sia di fondamentale importanza per le province di Pescara e di Chieti. La sede del TAR di Pescara è fra le più attive e per giunta con incassi derivanti dal versamento del conributo unificato per i ricorsi di quattro volte superiori alle spese - dichiara il presidente di Confcommercio Pescara Ezio Ardizzi che poi continua - ci rivolgiamo quindi al sottosegretario Giovanni Legnini, al presidente della Giunta Regionale Luciano D'Alfonso ed al sindaco di Pescara Marco Alessandrini affinche' affrontino con decisione e tempestivita' il problema e facciano 'squadra' per far capire con argomentazioni convincenti al governo che chiudere il Tar Pescara sarebbe una follia ed un grave danno per l'Abruzzo.
Pescara e' il centro nevralgico ed il motore economico della nostra regione - commenta infine Ardizzi - e deve essere dotata di tutti gli strumenti per esercitare questo ruolo: basta con i tagli ai servizi ed alle infrastrutture, la politica regionale e locale deve tornare a farsi sentire.
Dello stesso tenore è la lettera inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri da Testa e Di Giuseppantonio, presidenti delle province di Pescara e Chieti.
Nella lettera viene sempre elogiato il contenimento della spesa pubblica e si fa notare come il TAR di Pescara sia locato presso il tribunale gestito dal Comune mentre a l'Aquila si dovrebbero reperire dei nuovi locali. Inoltre si accenna al problema del personale, è difficile imporre ai dipendenti una mobilità di 100 km (tale è la distanza tra Pescare e l'Aquila), e ai problemi derivanti della ricostruzione post terremoto che comporterebbero un enorme prolungamento delle pratiche e dei ricorsi arrecando un notevole danno al territorio. Tanti gli aspetti negativi e nessuno positivo quindi per la eventuale chiusura della sede pescarese.