Ippica, serve una riforma: pochi tifosi, l'obiettivo è aumentare l'interesse del pubblico

03/12/2025
Attualità
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Il settore dell’ippica italiana attraversa una fase di forte difficoltà strutturale, che rende necessaria una riforma profonda e non più rinviabile. Il problema principale riguarda il drastico calo dell’interesse del pubblico verso le corse dei cavalli: un fenomeno che negli ultimi decenni ha prodotto effetti evidenti su tutta la filiera, dagli ippodromi agli allevatori, fino agli operatori legati all’organizzazione delle competizioni.

Ippica in crisi, serve una riforma

I dati storici mostrano con chiarezza l’entità del declino. Nel 1996 le scommesse ippiche in Italia generavano un valore superiore a 5,4 miliardi di euro: una cifra che collocava l’ippica tra i principali comparti del sistema delle scommesse. Nello stesso anno la quota di mercato raggiungeva il 36%, segno di un seguito popolare ampio e trasversale.

Il confronto con la situazione più recente evidenzia una riduzione quasi totale di quel peso economico e culturale. Nel 2021 il valore complessivo delle scommesse ippiche si è fermato a 431 milioni di euro, mentre la quota di mercato è scesa allo 0,39%. Questa contrazione non rappresenta solo un dato numerico, ma descrive la perdita di centralità dell’ippica nel panorama dell’intrattenimento sportivo. La diminuzione dei tifosi sugli spalti e davanti agli schermi ha reso il settore meno attrattivo anche per gli investimenti, innescando un circolo negativo che ha colpito la sostenibilità delle attività.

Detto ciò, va comunque specificato che l'introduzione della quota fissa sulle corse mondiali ed europee ha avuto un buon effetto sul comparto, aumentando le giocate. Soprattutto se si parla dell'attività dei siti specializzati in quote e scommesse su corse e cavalli, facendo dunque riferimento al comparto online. Nello specifico, si parla di una raccolta arrivata a quota 668 milioni di euro nel 2023. Gli effetti non sono stati comunque sufficienti per risollevare il settore da una crisi oramai consolidata.

Le proposte per superare la crisi

Il tema della riforma è stato al centro di un confronto pubblico a Modena, presso l’ippodromo La Ghirlandina, luogo simbolico di una tradizione che cerca nuove prospettive. In questa occasione è emersa la consapevolezza che il rilancio dell’ippica non può basarsi su misure temporanee o su una logica puramente assistenziale. La necessità riguarda una revisione complessiva del modello, capace di rendere le corse più comprensibili, accessibili e interessanti per un pubblico moderno.

Una delle proposte principali prevede l’unificazione dei totalizzatori ippici, con l’obiettivo di semplificare l’esperienza di fruizione. La complessità dei sistemi attuali rappresenta infatti una barriera per chi si avvicina per la prima volta alle corse. Rendere più chiaro il funzionamento delle scommesse significa favorire una partecipazione consapevole, e ridurre la distanza tra il pubblico e l’evento sportivo. In parallelo, il piano di riforma introdurrebbe nuovi format di corse, pensati per adattarsi alle abitudini del pubblico contemporaneo.

Tra le innovazioni discusse compare anche il nuovo gioco denominato “Take Five Plus”, che punta a diversificare l’offerta senza snaturare l’identità dell’ippica. L’obiettivo non riguarda l’aumento delle giocate in sé, ma la capacità di rendere l’esperienza più dinamica e coinvolgente, in un contesto come sempre regolato e trasparente. Un altro punto centrale riguarda l’allineamento del prelievo tra le scommesse a totalizzatore e quelle a quota fissa.

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