15 Luglio
Agli arresti domiciliari sono finiti Giuseppe Sabatino, il primario di neonatologia dell'ospedale Colle dell'Ara e professore ordinario all'Università di Chieti. Le indagini a suo carico sono partite in realtà per altri motivi, Sabatino era stato denunciato per abusi sessuali commessi durante una visita medica in ospedale e da li sono partite le intercettazioni durante le quali i carabinieri hanno scoperto gli episodi di corruzione che hanno visto coinvolte 4 rappresentanti di due case farmaceutiche. In cambio di prescrizioni di integratori e alimenti per bambini, Sabatino avrebbe ricevuto soldi (si parla di 10.000 euro) e altri tipi di bonus.
Dopo le intercettazioni sono partiti i provvedimenti per il professor Sabatino, Marco D'Errico, Gabriele Bellia, Luigi Leccese e Antonio De Panfilis, questi ultimi due pescaresi. I carabinieri del NAS di Pescara hanno effettuato perquisizioni anche in uno studio del prof. Sabatino.
Per conto di Sabatino ha parlato il suo avvocato Andrea Di Lizio che ha dichiarato: «Il professore è pronto a dimostrare la sua totale estraneità alle ipotesi di corruzione e, soprattutto, molestie sessuali - che continua - già in passato il professor Sabatino è stato accusato di un reato simile ma tutto si è risolto con un'assoluzione con formula piena del mio assistito che, anche questa volta, riuscirà a dimostrare l'infondatezza delle accuse».
I riferimenti del passato sono alle accuse di abuso sessuale, ma questa volta Sabatino dovrà difendersi su due fronti, su uno dei quali ci sono delle intercettazioni telefoniche.
Sulle altre 10 persone denunciate sono in corso accertamenti, per valutare eventuali responsabilità.
14 Luglio
Riceveva soldi e altri tipi di benefit per la prescrizione di integratori e alimenti per bambini di due aziende farmaceutiche, a testimoniarlo ci sarebbero anche dei video.
Questi sono i motivi per cui i NAS di Pescara, in una operazione svolta in 8 province e 4 regioni, hanno arrestato un medico primario universitario di Chieti e 4 rappresentanti di aziende farmaceutiche.
Le operazioni, che si stanno svolgendo in Abruzzo, Lazio, Puglia e Lombardia, hanno portato finora come risultati 5 misure cautelari di arresti domiciliari e 10 perquisizioni e alla denuncia di altri 10 medici in altre località italiane nelle province Pescara, Teramo, Taranto, Bari e Potenza,