“L’Alberghiero ‘De Cecco’ che dal prossimo anno scolastico si fa in tre, affiancando al tradizionale Istituto professionale anche il Liceo del Made in Italy curvatura del Gusto e l’Istituto Tecnico del Turismo Digitale-Marketing Territoriale e Comunicazione Turistica, non vuole solo formare i professionisti della cucina, ma ha l’ambizione realizzabile di costruire la figura dell’imprenditore del turismo, dell’accoglienza, della ristorazione, del marketing. Ovvero quella figura a tutto tondo capace di gestire un B&B come di aprire un albergo con 100 camere, di eccellere nella promozione della propria terra grazie al proprio know how come di intraprendere un percorso universitario economico o giuridico. E costruiamo ogni giorno questo percorso grazie alle alleanze e ai partner del territorio, come la Universal Caffè e l’ABI, protagonisti del primo Open Day dell’anno, che attraverso i corsi extracurriculari insegnano ai nostri studenti non solo a preparare un cappuccino artistico, ma piuttosto a conoscere la lavorazione del caffè per scegliere o addirittura inventare, creare, la miscela perfetta”. Lo ha detto, il 10 gennaio 2026 presso l'Officina del Gusto, la dirigente dell’Istituto Alberghiero Ipssar ‘De Cecco’ di Pescara Alessandra Di Pietro durante l’evento dello Special Open Day che ha visto la presenza di Leandro Fedele-formatore e sommelier dell’Universal Caffè che ha tostato i chicchi di caffè dinanzi al pubblico presente, preparando una miscela esclusiva di caffè dedicata alla scuola denominata ‘Alessandra’, l’ABI Professional Abruzzo e Molise con Massimo Urru per illustrare le novità del mixology e Alvaro Fantini per la AMIRA. Presenti anche Daniela Puglisi e Tiziana Venditti per l’Ufficio Scolastico provinciale e i docenti referenti per l’orientamento Roberto Melchiorre, Nadia Palumbo e Claudia De Bonis.
“La nostra scuola è cresciuta fortemente e ha ampliato la sua offerta formativa – ha sottolineato la dirigente Di Pietro alle famiglie presenti per l’Open Day con gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di primo grado che entro fine mese dovranno scegliere come proseguire il proprio percorso didattico -. Lo abbiamo fatto creando forti alleanze col territorio perchè la scuola non è un mondo a parte, è una realtà viva, dinamica e fortemente integrata nel territorio. Negli anni abbiamo lavorato con gli Enti come Comuni, Provincia, Regione, con le Organizzazioni di settore, Confindustria, attività imprenditoriali, con le associazioni del Terzo settore, del volontariato, perché fare scuola è prima di tutto insegnare a essere persone, a condividere, e noi interagiamo col Centro Servizi per il Volontariato, con Diversuguali, associazioni che sono amiche della scuola, operazioni di partnership che andremo a intensificare con i due nuovi indirizzi”. “Con il Liceo del Made in Italy – ha detto il professor Melchiorre - il connubio tra cibo, cucina, territorio e cultura trova uno spazio nella famiglia allargata del De Cecco. Quello che prenderà vita da settembre 2026 sarà un liceo vero, il quadro orario è quello del liceo, le materie avranno tutte una curvatura sul tema del gusto, quindi si affronterà la geografia turistica e agroalimentare, storia dell’arte avrà una curvatura in fotografia e comunicazione, la matematica approfondirà i temi dei big data, gli open data e l’Intelligenza artificiale; le scienze naturali, biologia, chimica, scienze della terra avranno una curvatura in scienza e cultura dell’alimentazione; il Diritto si occuperà di legislazione turistica. Il nostro sarà un liceo che guarda a questo mondo con la comunicazione, un liceo che vuole spingere sulla creatività”. “L’Istituto Tecnico del Turismo Digitale-Marketing Territoriale e Comunicazione Turistica – ha spiegato la professoressa Palumbo – entrerà nella filiera 4+2 e risponde alla richiesta del territorio di formare professionisti all’altezza delle nuove sfide del turismo moderno. Nei 4 anni, primo e secondo biennio, gli studenti avranno la possibilità di conoscere le materie tradizionali e quelle del turismo, potranno lavorare con i nostri partner”. “Con i due nuovi indirizzi realizziamo l’unione tra cultura e concretezza, occupazione e occupabilità – ha ribadito la dirigente Di Pietro – perché non si può diventare professionisti di sala o di cucina se non si ha un bagaglio di competenze anche di interpretazione, di organizzazione, ovvero la capacità di interpretare la cultura del territorio”.