“L’Istituto Alberghiero ISS De Cecco è una scuola aperta al territorio, che risponde alle esigenze di formazione, ossia esigenze occupazionali, non facciamo addestramento tecnico, facciamo cultura, che è fondamentale per diventare professionisti della ristorazione, dell’ospitalità alberghiera, di tutto il mondo dell’enogastronomia, oggi non si può pensare che il cuoco sia solo un brucia padelle, oggi il cuoco e il professionista di sala sono figure altamente specializzate con competenze tecniche gestionali capaci di competere con i propri colleghi nel mondo. E lo vediamo ogni giorno con i nostri diplomati, oggi chef affermati a Dubai, negli Emirati Arabi, o nel Regno Unito”.
Lo ha detto la dirigente dell’Istituto Alberghiero ISS De Cecco Alessandra Di Pietro aprendo l’Open Day dedicato alla Internazionalizzazione dell’Enogastronomia, delle Eccellenze e della Cultura Made in Italy. Presenti tra gli ospiti Santino Strizzi – Chef, Gourmet e Sommelier, re del riso; Stefano Tomassetti, Coordinatore Dipartimento Giovani Cuochi Abruzzesi; Fausto Napoli Barattucci dell’omonima famiglia che si caratterizza per l’eccellenza nella produzione dei distillati, con il Corfinio.
Presente anche il neo dirigente scolastico provinciale Leonardo Iacobucci, che ha rivolto il saluto ai presenti sottolineando “l’eccellenza di una scuola di altissimo livello diretta in modo magistrale dalla dirigente Di Pietro”, e i docenti Grazia Coccia, Ivan D’Alberto e Pina Fusco.
“Nella nostra scuola si produce cultura per trasformare i nostri ragazzi in professionisti a tutto tondo con competenze nella gestione delle brigate di cucina, di un albergo – ha proseguito la dirigente Di Pietro -, con competenze relazionali, organizzative, linguistiche. Quindi agli studenti garantiamo formazione culturale e professionale insieme, una formazione del genere dev’essere ovviamente ancorata alla realtà, al territorio, e la nostra scuola interagisce, dialoga ogni giorno con i professionisti di settore che imperano nel territorio, con i grandi cuochi, con le realtà alberghiere, con la capitaneria di porto, la Guardia di Finanza. Pensiamo che oggi Stefano Tommassetti, un ex del nostro Istituto, è il coordinatore del dipartimento Giovani Cuochi nato uno o due anni fa, che raccoglie più di 20 giovani cuochi e almeno 3 sono diplomati eccellenti del nostro Alberghiero”.
“L’internazionalizzazione del nostro made in Italy enogastronomico passa attraverso la valorizzazione delle nostre risorse e una delle eccellenze dell’Abruzzo è senza dubbio il riso – ha sottolineato lo chef Strizzi -. Già dal 1500 in Abruzzo si produceva il riso, e oggi abbiamo due aziende che sono tornare ad accendere i riflettori sulla materia prima: una si trova a Scerne di Pineto ed è specializzata nella varietà Carnaroli-Caravaggio; il secondo è Mirko vallesi che produce sempre Carnaroli in asciutta. Pensiamo che vengono da tutta Italia per vedere come si fa la raccolta del riso in Abruzzo. Oggi ci sono 165milioni di ettari di terreno coltivato a riso nel mondo, con 140mila tipologie di riso, in Italia avevamo 400 tipologie, molte si sono perse”.
“Il Made in Italy – ha ripreso la dirigente Di Pietro - è sinonimo di qualità, artigianalità e stile, ma quando parliamo di internazionalizzazione, non possiamo ignorare il ruolo fondamentale che il gusto italiano ha giocato nell’affermare questo marchio in tutto il Mondo. Questo brand è molto più di una semplice preferenza culinaria, questo brand è la combinazione tra memoria, competenze acquisite nel tempo, passione e innovazione, ‘ingredienti’ che caratterizzano una varietà di prodotti. L’elemento che unisce tutto questo è la cura con cui ogni prodotto viene realizzato, rispettando la tradizione senza rinunciare però all’innovazione. Quando parliamo di Made in Italy non stiamo parlando solo di sapori, ma parliamo anche di un vero e proprio modo di vivere: il cibo italiano racconta una storia di condivisione, di convivialità, di radicamento nel territorio. Un prodotto italiano non è solo un articolo da comprare, ma una porta aperta su un’intera filosofia che coinvolge storia, famiglia e cultura. Anche il nostro patrimonio culturale e paesaggistico sta vivendo un importante processo di internazionalizzazione grazie soprattutto all’emergere di nuove tecnologie che hanno reso possibile un’esperienza turistica sempre più immersiva e accessibile a livello globale. Tra queste innovazioni, il turismo digitale sta giocando un ruolo fondamentale, consentendo di superare le barriere geografiche e di portare la ricchezza del patrimonio italiano nelle case di milioni di persone in tutto il mondo”.
L’Open Day è proseguito con lo show cooking dello chef Tomassetti e le dimostrazioni sui distillati di Barattucci.