Si è svolto oggi a Manoppello il 13esimo Congresso Uil Pensionati Abruzzo, un importante momento di confronto e partecipazione che ha visto la presenza di delegati provenienti da tutto il territorio regionale, insieme a rappresentanti delle istituzioni e del mondo del lavoro. Nel corso del congresso sono stati eletti i nuovi organismi dirigenti regionali, i 30 delegati che parteciperanno al Congresso regionale della Uil Abruzzo a maggio 2026 e i 21 delegati che invece prenderanno parte al Congresso nazionale Uil Pensionati che si terrà, sempre a maggio, a Sorrento.
La nuova segreteria regionale, eletta all’unanimità, è composta da Giuseppina Baldassarre, Roberta Faieta, Pino Di Stefano e Gino Pantalone. Riconfermati Alfredo Moschettini nel ruolo di segretario generale UIlp Abruzzo e Gianfranco Stringini in quello di tesoriere.“Continueremo a svolgere il nostro lavoro, difendendo i diritti conquistati e lottando per quelli che ancora mancano – ha sottolineato il segretario Moschettini -. Vogliamo una società più giusta, più solidale, più umana, in cui nessuno venga lasciato solo, soprattutto chi è più fragile. Come Uil Pensionati Abruzzo continueremo a esserci, con determinazione e con passione, perché crediamo che la dignità delle persone non abbia età e che il futuro si costruisca solo insieme, passo dopo passo”.
Al centro del dibattito congressuale la necessità di rafforzare la presenza sindacale in tutte le aree dell’Abruzzo, in special modo in quelle interne, e promuovere politiche orientate all’inclusione sociale e alla tutela delle fasce più deboli della società. A discuterne, nella giornata di oggi, sono stati i componenti della segreteria nazionale Uilp - il segretario generale Carmelo Barbagallo, il segretario organizzativo Pasquale Lucia, il tesoriere Cecilia De Laurenzi e poi Domenico Proietti, Francesca Salvatore, Livia Piersante e Vito Panzarella -, il segretario generale Uil Abruzzo Michele Lombardo e il consigliere regionale Massimo Verrecchia.
I punti che guideranno l’azione sindacale dei prossimi anni sono stati illustrati dal neoeletto segretario regionale Uilp Alfredo Moschettini e riguardano la sanità, il sociale e la digitalizzazione. Per la sanità, è necessario realizzare una rete territoriale forte e funzionante, fatta di medici di base messi nelle condizioni di operare, di presidi di prossimità e di integrazione tra sanità e sociale, garantire residenze sanitarie assistenziali di qualità, sicure, controllate, con personale adeguato e formato, e soprattutto economicamente accessibili, investire nell’assistenza domiciliare, che consenta alle persone anziane di restare il più possibile nella propria casa, nel proprio ambiente, mantenendo relazioni, abitudini e dignità.
Per il sociale, Uilp Abruzzo lancia il progetto “Dopo di noi” che riguarda le persone con disabilità e le loro famiglie, con progetti di vita indipendente, soluzioni abitative dignitose, servizi educativi e sociosanitari integrati e sostegno concreto alle famiglie. “’Dopo di noi’ non riguarda solo le persone con disabilità e le loro famiglie – ha spiegato Moschettini – ma tutta la comunità, perché misura il grado di civiltà di un Paese, la sua capacità di prendersi cura dei più fragili, di non lasciare nessuno indietro”.
Riguardo al tema dell’intelligenza artificiale, Uil Pensionati Abruzzo crede che la digitalizzazione e l’utilizzo dell’IA possano essere delle straordinarie opportunità per migliorare la qualità della vita delle persone anziane, se applicate alla medicina e all’accesso ai servizi pubblici e se usate per ridurre il divario digitale a sostegno della coesione intergenerazionale.
Hanno partecipato all’incontro di oggi anche il sindaco di Manoppello Giorgio De Luca e il presidente dell’associazione “Marcinelle, per non dimenticare” Davide Castellucci. “La scelta di svolgere il nostro congresso a Manoppello non è stata causale – ha spiegato il segretario generale Uilp Abruzzo - perché qui il passato non è solo memoria, quella dei numerosi minatori del posto vittime della tragedia di Marcinelle, ma è soprattutto insegnamento. Perché questo luogo ci ricorda da dove veniamo e perché il sindacato esiste: per difendere la dignità del lavoro, la sicurezza delle persone e il diritto a non morire lavorando”.