21 aprile 2026, Conviviale per festeggiare i primi trenta anni della Delazione Pescara Aternum dell’Accademia Italiana della cucina.
La Delegazione Pescara Aternum nacque il 9 febbraio 1996 come nuova delegazione di Pescara affiancandosi a quella già esistente da molti anni.
Il desiderio di potersi espandere, lavorando con i principi dell’AIC nazionale, fece compiere questo passo importante, cioè la richiesta di una nuova Delegazione per lo stesso territorio pescarese.
La sede nazionale decise di dare questa opportunità dividendo il territorio a nord e a sud del fiume Pescara, comprendendo tutti i paesi del territorio provinciale.
Ben sette i Delegati che si sono succeduti dal 1996, Fausto Celestini dal 1996 al 1999, Carmelo Paolucci Pepe dal 1999 al 2003, Luciana D’Aprile dal 2003 al 2009, Gerardo Rasetti dal 2009 al 2012, Paolo Fornarola dal 2012 al 2015, Mimmo Russi dal 2015 al 2021 Giuseppe Di Giovacchino dal 2021 ad oggi.
Attualmente gli Accademici sono in numero di 27 con n. 6 postulanti.
Per celebrare degnamente questa ricorrenza, l’incontro conviviale serale è stato preceduto da un convegno, che si è tenuto nella Sala Tinozzi della Provincia di Pescara, dal titolo:
La Nostra Storia, il nostro Futuro, gremita da accademici, delegati di altre delegazioni, amici e quanti hanno voluto partecipare ad un evento di grande interesse.
Parlare di futuro è parlare di passato di storia che compone il presente e prepara al futuro. Trenta anni di storia andavano raccontati, ma anche tutto ciò che coinvolge il mondo dell’accademia della Cucina andava esplorato e, per fare ciò, un ricco par terre di esperti e conoscitori dell’argomento.
Ad aprire i lavori il Delegato Giuseppe Di Giovacchino che ha presentato brevemente la delegazione e i principi ispiratori dell’AIC, dando poi la parola ai politici ed amministratori che hanno partecipato tra cui: il Sindaco Carlo Masci, il Presidente della Provincia Giorgio De Luca, il Prefetto di Pescara Carnevale, i delegati: Giuseppe Fioritoni di Pescara, Demetrio Moretti de L'Aquila, Antonio Moscianese di Atri, Adri Cesaroni di Vasto, il coordinatore regionale Nicola D’Auria, Maurizio Adezio del Centro studi regionale AIC, il vice Presidente Vicario Mimmo D’Alessio.
Dopo i saluti degli ospiti è cominciata la parte relativa agli interventi di Alessandro Addari, Luigi Di Giosafatte, Vicepresidente e Direttore Generale di Confindustria Abruzzo Medio Adriatico, Gianluigi Peduzzi Presidente del pastificio Rustichella d’Abruzzo.
I relatori hanno parlato dell’importanza dell’associazione Confindustria che valorizza con la sua strategia l’importante ruolo dell’agroalimentare in Abruzzo, della cultura enogastronomica per valorizzare i territori e generare economia anche attraverso il turismo.
Le strategie applicate e gli studi sull’enogastronomia, visti come un unicum della Regione Abruzzo, devono non solo pensare a salvaguardare la tradizione, ma devono, soprattutto, essere capaci di guardare al futuro.
Per la seconda parte delle comunicazioni sono intervenuti per la delegazione di Pescara Aternum Abate Maria Luisa, per la storia di trenta anni della delegazione, Luciano Di Giovacchino vero esperto nel campo dell’elaiotecnica e Leonardo Seghetti, docente e accademico, grande esperto e studioso dell’agroalimentare dalla storia al futuro dei prodotti locali.
A condurre la tavola rotonda l’accademica Alessandra Di Pietro dirigente scolastica dell’Istituto Alberghiero di Pescara.
Il messaggio che è scaturito dalle comunicazioni fatte dai partecipanti è stato in merito alla valorizzazione del comparto agroalimentare con particolare interesse alla valorizzazione della cultura territoriale enogastronomica e, soprattutto, alla capacità e allo studio che si devono mettere in campo perché tutto ciò che è tradizione diventi un volano verso il futuro. Bisogna rendere il comparo agroalimentare competitivo e in grado di evolversi per colloquiare con un mercato sempre più estraneo e difficile.
In conclusione, bisogna innovare per crescere e integrarsi con le altre imprese conoscendo e valorizzando la identità locale anche attraverso la formazione.
A concludere il convegno il Vice Presidente Vicario Mimmo D’Alessio che, partendo da quanto detto dai relatori e in merito al recente riconoscimento, fatto dall’Unesco, della Cucina Italiana quale Patrimonio immateriale dell’Umanità, ha parlato del significato intrinseco del riconoscimento. La cucina italiana non è costituita solo da golose pietanze, ma soprattutto da tutto ciò che le contorna e le genera come i cibi della dieta Mediterranea, la produzione e raccolta agroalimentare, lo scambio dei prodotti e con essi la trasmissione delle tradizioni locali fatte anche di conoscenza della storia del territorio con i suoi monumenti, strade e soprattutto di persone con il proprio vissuto.
A completare il pomeriggio culturale, la conviviale presso il ristorante Franco, al Porto turistico - Marina di Pescara, che ha avuto come simposiarca l’accademico Mimmo Marcantonio.