Quale futuro per corso Vittorio Emanuele

Due associazioni in collaborazione per affrontare le problematiche dei commercianti e residente della zona

Maria Luisa Abate
24/04/2026
Associazioni
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Presso la sala conferenze del Dopolavoro Ferroviario, il 24 aprile, è stato convocato un incontro dal titolo Quale futuro per Corso Vittorio Emanuele? dall’associazione Commercianti di Corso Vittorio e l’Associazione del Dopolavoro ferroviario.

Molti i partecipanti sia residenti sia commercianti e alcuni politici del Comune di Pescara.

Ad aprire i lavori il presidente del Dopolavoro Ferroviario Tino Di Cicco che ha introdotto l’argomento dell’incontro parlando dei problemi che anche l’associazione da lui presieduta riscontra anche a causa dei molti lavori cantierati e non finiti tra cui quello dello studentato che incombe sulla struttura rendendone difficile utilizzazione.

Per l’Associazione Amici di Cordo Vittorio è intervenuto il Presidente Antonio Di Giosafat che ha detto:

“L'incontro di oggi non ha lo spirito di puntare il dito contro qualcuno, ma ha uno spirito, pienamente ecumenico, ossia quello di mettere nero su bianco e presentare a tutti, nello spirito del dialogo, quelle che sono le problematiche che riguardano quest'arteria fondamentale di Pescara. 

È un incontro bipartisan, abbiamo invitato i consiglieri comunali di destra e di sinistra, perché Corso Vittorio non è una bandiera politica, ma vuole rappresentare tutti i commercianti e i residenti della zona.

Abbiamo invitato tutti, ma, purtroppo, molti non sono venuti. Noi, però, non demordiamo e ogni mese convocheremo l'incontro, là dove ce ne sarà bisogno anche più di una volta al mese, perché faremo come la goccia che scalfisce la goccia.

Avevo invitato il Signor Prefetto e il Signor Questore perché all’domani della nostra costituzione, il 12 di marzo dell'anno passato, avevamo  una richiesta d'incontro, per testimoniare le problematiche legate a Corso Vittorio e che comunque non abbiamo mai avuto modo di esprimere di persona, ma che sono note. Abbiamo invitato anche l'Amministrazione comunale, perché i problemi di Corso Vittorio sono sotto gli occhi di tutti e il nostro vuole essere un modo di dialogare, di poter segnalare quelle che sono le problematiche che ostacolano anche i valori più nobili, per i residenti vivere tranquillamente, per noi poter portare il pane a casa.

Non vogliamo fare polemica, non vogliamo rivendicazioni, ma vogliamo tutelare quelli che sono i diritti dei residenti e dei commercianti. Ho invitato anche il presidente dell'ACA, il direttore dell'ACA, perché attualmente i lavori in corso sono il tasto dolente. I lavori dell’ACA sono necessari e noi non ci siamo mai schierati, come associazione o come residenti, contro, ma chiedevamo solo di essere avvisati. È stato chiesto un sacrificio, un ultimo sacrificio di un mese, ma di mesi ne sono passati due e noi non sappiamo ancora come dobbiamo andare avanti. Dopo che siamo stati chiusi nel periodo natalizio, dove i commercianti avrebbero potuto lavorare un po' di più e ancora siamo stati chiusi nel periodo pasquale, con la conseguenza che i negozi non sono stati al top ed io, che ho una libreria cattolica, Pasqua dovrebbe essere per noi il periodo clou, ho registrato uno scontrino medio di 35 euro al giorno!

Abbiamo invitato anche la consigliera di parità del Comune, perché le donne spesso e volentieri ci parlano di problematiche legate alla loro sicurezza sia sulla strada sia quando devono andare a ritirare l’auto al parcheggio.

E allora qual è il grido che noi muoviamo quest'oggi? Innanzitutto la volontà, insieme, di creare qualcosa che possa essere buona per l'intera comunità di Pescara, un qualcosa che deve riportare Corso Vittorio all'antico splendore quando rappresentava un'eccellenza, un punto di ritrovo e le persone venivano da fuori per passeggiare e fare compere 

Ma, vi posso assicurare, che oggigiorno lavorare, portare il pane a casa, in questo momento è difficile non solo per i lavori dell’ACA, ma anche perché Corso Vittorio rappresenta una realtà da tenere sotto osservazione perché ci sono persone che non si sentono sicure anche di aprire e chiudere il proprio negozio.

È storia dei giornali che ha descritto scene di nervosismo, scene di violenza. Le amiche di KFC sono state oggetto più volte di tali problematiche come per la Braceria dove qualche giorno fa è dovuta intervenire la polizia per una rissa tra giovani.

Dobbiamo, se teniamo alla nostra città, chiamare le cose per nome e come associazione ci impegniamo a convocare un tavolo di lavoro permanente per tutelare chi vive sul Corso Vittorio, chi lavora in Corso Vittorio, e favorire le attività che il Dopolavoro ferroviario organizza e che sono in netto calo per l’impossibilità di accedere alla struttura.

Dobbiamo organizzare la strada come quel centro dove le persone tornano a passeggiare tranquillamente tutelando il vero Made in Italy.

Chiudono negozi, anche storici, e fioriscono altre realtà di commercio libero, noi non puntiamo il dito contro nessuno, ma vogliamo tornare a favorire anche l'offerta del Made in Italy. La nostra realtà deve essere riaffermata.

Noi vogliamo il bene di questa città. Noi vogliamo il bene del nostro Corso Vittorio e vorremmo la certezza della fine dei lavori perché siamo allo stremo e rischiamo di chiudere tutti”.

Dopo il saluto e l’introduzione del Presidente dell’associazione commercianti anche Sonia Bernardo del negozio Le Magie ha espresso ciò che i commercianti chiedono: non promesse vuote ma progetti cantierabili per favorire la sicurezza e l’accoglienza nonché i servizi con pulizia e parcheggi.

“… ne abbiamo fin sopra i capelli - ha detto Sonia Bernardo - se nessuno vuole darci una mano, noi abbiamo il diritto di fare le valigie e di andarcene, perché contrariamente ad altre situazioni per noi venire la mattina alle nove e chiudere la sera alle otto non è un hobby, noi ci riportiamo il pane a casa e visto che questo pane ormai da troppo tempo non ce lo riportiamo, siamo stanchi di accumulare debiti, perché anche questo deve essere chiaro …ci sono lunghe e lunghe ore in cui non passa nessuno, neanche le macchine, dobbiamo fare qualche cosa, adesso non si può più rimandare!”

Ha preso poi la parola Valeria Toppetti consigliera comunale, che si è messa a disposizione dell’associazione per lavorare insieme e trovare una possibile soluzione alla situazione.

La notizia che il collaudo dei lavori sarebbe avvenuto il 30 giugno ha scatenato le giuste reazioni dei presenti. Una residente in via Messina ha dimostrato tutto il disagio dei residenti che oramai non riescono né avere sicurezza né trovare un posto per la propria auto data la carenza dei parcheggi e le continue mule dei vigili urbani.

Ferme e decise di Michele proprietario del ristorante Pesciolillo che con la sua attività ha di fatto messo in scurezza un luogo prima abbandonato e che se continua questa situazione si vedrà costretto a mandare a casa dipendenti che vivono con il lavoro della attività gestita da lui gestita.

Tra i consiglieri presenti Carlo Costantini che ha fatto una proposta da portare insieme a tutti i consiglieri del Comune e ciò di ristornare dei costi come la Tari o l’occupazione di suolo pubblico ai commercianti per aiutarli in questo difficile periodo con incassi a dir poco ridicoli che non bastano nemmeno a pagare le minime spese di gestione.

L’assessore Santilli ha promesso di ascoltare le richieste dei commercinti.

A conclusione degli interventi Antonio Di Giosafat ha ringraziato il Presidente Tino del dopolavoro Ferroviario per l’ospitalità, ma soprattutto per la collaborazione nata e che vedrà molto lavoro e partecipazione per la risoluzione dei problemi presenti e che si presenteranno.

L’incontro è stato molto partecipato e si è chiuso con la speranza che qualche cosa possa essere fatta, ma anche con la certezza che l’Associazione Amici di Corso Vittorio continuerà la giusta battaglia per le loro attività e per la sicurezza di quanti risiedono e frequentano la zona. 

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