Nube di polveri dal cementificio: evento prevedibile?

I dubbi su demolizione e controlli

Federica De Angelis
26/04/2026
Attualità
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 Il Circolo PD “Giuseppe Di Vittorio” di Pescara interviene sulla nube di polveri sprigionatasi durante la demolizione dell’ex cementificio di via Raiale.

Da tempo il circolo segue le vicende dell’ex cementificio così come altre vicende urbanistiche cittadine per quanto riguarda quest’ultimo episodio  riteniamo che possa essere il risultato di una gestione operativa probabilmente discutibile. È questo il punto centrale che emerge dopo la vasta nube di polveri sollevatasi il 21 aprile durante la demolizione di un silos metallico dell’ex cementificio di via Raiale, a Pescara.

Secondo una ricostruzione tecnica, la fuoriuscita sarebbe compatibile con una dinamica ben nota nel settore: la demolizione di un silos  non preventivamente svuotato. L’utilizzo di una pinza demolitrice, impiegata probabilmente a colpi, avrebbe provocato una compressione interna del materiale polverulento, con conseguente rilascio violento all’esterno al momento della rottura della struttura.

Una sequenza che, per gli addetti ai lavori, non rappresenta un’eccezione, ma un rischio ampiamente prevedibile e normalmente evitato attraverso procedure standard: svuotamento preventivo, demolizione progressiva e sistemi di abbattimento delle polveri.

Le prescrizioni ignorate?

Il caso assume contorni ancora più rilevanti alla luce delle prescrizioni contenute nella delibera autorizzativa del cantiere (DET. Dirigenziale-139 e 1295 dell’ 08-07-2025)

Tra i punti chiave:

  • l’obbligo di monitoraggio della qualità dell’aria prima e durante le demolizioni;
  • l’installazione preventiva di centraline di rilevazione; 
  • la necessità di operare in condizioni di “massima sicurezza”, come previsto dalla normativa ambientale;
  • l’adozione di tutte le misure utili a minimizzare l’esposizione della popolazione. 

La nube che ha avvolto il quartiere di via Raiale solleva quindi interrogativi precisi: le misure di prevenzione erano adeguate? Le centraline erano attive? E soprattutto, le operazioni sono state eseguite in conformità al piano approvato?

Impatto sui cittadini

Dopo l’evento abbiamo incontrato alcuni residenti che hanno evidenziato il forte disagio legato alla inalazione delle polveri, il timore per la natura delle stesse e ci hanno segnalato la mancanza di forme di protezione dagli effetti delle demolizioni in corso , polveri vibrazioni sulle strutture e rumori.

Anche senza una conferma immediata sulla pericolosità delle polveri, un elemento appare chiaro: si è verificata una esposizione non controllata della popolazione, in contrasto con il principio di prevenzione che dovrebbe guidare interventi su siti industriali complessi.

Il nodo centrale: prevenzione mancata

Il punto, più che la nube in sé, è ciò che l’ha resa possibile. In contesti come quello di un ex cementificio, la gestione delle demolizioni richiede un livello elevato di pianificazione e controllo.

Se la ricostruzione tecnica fosse confermata, ci si troverebbe di fronte non a un incidente inevitabile, ma a un episodio che:

  • poteva essere previsto,
  • poteva essere gestito,
  • Soprattutto poteva essere evitato. 

Ora l’attenzione si sposta su verifiche e responsabilità: dai controlli ambientali ai piani di sicurezza, fino al rispetto effettivo delle prescrizioni autorizzative. Perché, come evidenziano in molti, quando si interviene su un sito di questo tipo, la priorità non può che essere una: evitare che la polvere finisca, letteralmente, nelle case dei cittadini.

Circolo Pd Giuseppe Di Vittorio

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