Il Mercato Ittico è nella Storia di Pescara

L’edificio principale del mercato ittico di Pescara è dunque minacciato

Maria Luisa Abate
21/05/2026
Comunicati Stampa
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Un altro elemento costitutivo della nostra identità, del profilo che caratterizza il nostro lungofiume, la struttura che rispose alle esigenze della marineria pescarese e la rappresenta da quasi ottanta anni è nel mirino dei demolitori che proprio le testimonianze della nostra storia prendono di mira, mentre si assicura il via libera a nuovi mostri edilizi sulla base di interpretazioni normative sempre più discutibili. Non entriamo nella polemica tra le forze politiche: c’è chi sostiene che “è già deciso” e chi replica “non ancora, vedremo”. Rileviamo però che un progetto importante  che riguarda l’ampia zona alla curva della Madonnina procede con una ristretta visione d’insieme: si realizzano fasce colorate  a terra o  portali metallici, si cambia posto a vasche e fioriere a parità di bilancio ma non per la spesa; nel mentre si ridimensiona, lasciandolo monco, l’edificio del Museo del mare,  si abbandona il Mercato ittico al degrado o alla demolizione, si ignora il destino della nuova  superficie di copertura della “vasca di prima pioggia”, ormai in va di completamento, e si trascura il tratto di spiaggia prospiciente che ha valenze naturalistiche rilevanti e potrebbe essere il naturale completamento  del Museo del mare, a cui affidarne la gestione. Si ricorda solo di passata la scandalosa inerzia sull’area ex FEA, la stazione “Pescara-Porto” della ferrovia elettrica Pescara- Penne.

In questa generale disattenzione per il valore urbanistico dell’area e del suo potenziale, si annuncia -ma poi si smentisce a metà- la demolizione del Mercato ittico del quale, comunque, si conferma il trasferimento, a completare lo snaturamento del quartiere di Borgo Marino Nord, attuato con i palazzoni di via Gobetti e via Puccini. La soluzione proposta sembra fare acqua da tutte le parti (una vecchia biglietteria in disuso) e la categoria  lo ha  contestato in ogni modo; ma mentre in passato ( colpevolmente) non si è esitato a manomettere con uno sgraziato ampliamento l’edificio per assicurarne la funzionalità, oggi né la originaria  funzione né altre possibili ( culturali,  per i giovani, legate al turismo, ecc.) vengono prese in considerazione.

Eppure l’edificio è tra i più pregevoli della città: esso è uno dei pochi  sorti come esito di un Concorso nazionale di idee, vinto dagli arch. Lillo Barbera ed Ezio Gardi nei primi anni ’50, che si distinse per la sua ardita copertura, capace di caratterizzare la zona e di generare un significativo spazio interno. Anche per questo è presente nel “Censimento delle architetture italiane dal 1945 ad oggi “del Ministero della Cultura – Direzione Generale Creatività Contemporanea; ed è citato in importanti pubblicazioni come “Itinerari del ‘900 “di Carlo Pozzi in “L’Architettura, cronache e storia” n. 578, 2003 ed il recente “La Marineria di Pescara” di Fernando Bellafante, Teaternum ed., 2022. 

La slanciata torre del serbatoio idrico, che ha rappresentato per 50 anni il segnacolo dell’ingresso ed uscita delle barche, fu demolita con frettolosa decisione anni fa; ora dobbiamo evitare che si completi questa rimozione dalla memoria collettiva. Questo è stato fatto per la Fornace Cetrullo, per la Centrale del latte, per la Filanda Giammaria, per l’Istituto delle suore “Staccioli” e per altri edifici storici; sta per avvenire per altre strutture religiose della città. Sono tutte risorse di patrimonio edilizio storico utili anche per i servizi della città attuale; costituiscono inoltre il cuore della identità di Pescara, caratterizzata tutta da un ‘900 che si vuole cancellare. Facciamo appello ai governanti, ai consiglieri comunali, alla opinione pubblica perché questo non avvenga nel silenzio di una partecipazione negata alla cittadinanza attiva. 

Massimo Palladini

Presidente della Sez. di Italia Nostra Pescara

 



 

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