Con il suo gruppo, l'Alexian Group, con suo figlio Gennaro, straordinario violinista e l'Orchestra Europea per la Pace che ha fondato e di cui è direttore artistico, tiene numerosi concerti in Italia e all'estero. Ha suonato per tre Papi Benedetto XVI, Papa Francesco e Leone XIV, per capi di Stato e nelle sedi istituzionali internazionali come il Palazzo del Consiglio d'Europa di Strasburgo, il Parlamento Europeo di Bruxelles e Palazzo Chigi a Roma. Ha tenuto concerti nei più importanti teatri del mondo fra cui: Teatro alla Scala di Milano, Carnegie Hall di New York, Teatro San Carlo di Napoli, Gran Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Nazionale di Zagabria (Croazia), Teatro Nazionale di Podgorica (Montenegro), Teatro Nazionale di Skopije (Macedonia). Nei suoi concerti accompagna il pubblico alla scoperta del contributo del popolo rom alla musica europea, evidenziando come melodie, ritmi e stili romanì abbiano influenzato generazioni di compositori nel corso dei secoli.
«La musica arriva al cuore prima che alla mente – sottolinea –. Le melodie romanì hanno un pathos profondo, spesso legato alla sofferenza e al dolore, mentre il ritmo è poliritmico, con un’influenza fisica e trascinante. È difficile restare indifferenti».
Il segreto del suo successo risiede nel virtuosismo, nelle composizioni originali e nella capacità di portare la musica etnica romanì in una dimensione sinfonica. Spinelli si distingue a livello internazionale per una proposta innovativa: la costruzione di una vera musica romanì europea in chiave etno-sinfonica. Se per lungo tempo le diverse tradizioni musicali romanì sono rimaste legate a specifiche aree geografiche, il suo lavoro punta a fonderle in un linguaggio unitario, capace di rappresentare le molteplici comunità rom e sinte. Elemento distintivo di questa ricerca è anche l’uso del canto lirico in lingua romanì, mantenendo un forte carattere etnico.
Alla base di tutto resta una motivazione semplice e potente:
«Amo la musica romanì in tutti i suoi stili, dal flamenco al jazz manouche fino alla musica romanì balcanica e dell’Europa orientale. Sono orgoglioso di essere rom e di vivere intensamente la musica romanì. Sono contro ogni forma di discriminazione che lede la dignità dell’essere umano».
Ai giovani musicisti lascia un messaggio diretto:
«Amate la musica e non abbiate paura di sognare. A volte la realtà è più grande del sogno».