PESCARA — Bastano poche immagini per misurare la distanza tra le promesse della giunta e la realtà dei fatti: in Viale Primo Vere, le alberature piantate da pochi mesi al posto delle storiche tamerici sono già piegate, alcune adagiate al suolo, con i pali di sostegno palesemente inefficaci e un'evidente assenza di manutenzione.
“È la dimostrazione di un fallimento”, evidenzia la commissione ambiente del circolo PD Giuseppe Di Vittorio
Mentre le periferie cittadine soffrono per il degrado, si è scelto di usare risorse pubbliche per un intervento non prioritario che ha distrutto il patrimonio di memoria di un’area simbolica — da Viale Primo Vere a Piazza Le Laudi e Villaggio Alcyone — cancellando le tamerici e sostituendole con alberi che oggi non stanno nemmeno in piedi per mancanza della necessaria cura post-piantumazione.
Una maggioranza che a parole celebra D’Annunzio, nei fatti non tutela nemmeno i luoghi simbolo della città”.
Ma c’è un dettaglio storico, quasi del tutto dimenticato, che svela la contraddizione di questo centrodestra nel rapporto con il territorio.
Proprio sotto la finestra del Sindaco, scolpita con marmo sul marmo del Palazzo Municipale, campeggia l’iscrizione dettata nel 1927 da Domenico Tinozzi:
“Ave dulce vatis flumen / Ave vetus urbis numen”
(“Salve dolce fiume del Vate, salve antico nume della città”).
“Probabilmente nemmeno chi governa la città oggi ha piena consapevolezza di ciò che c'è scritto sotto la propria finestra”, prosegue la nota del centrosinistra. “Un secolo fa la cultura della nostra terra riconosceva nel fiume Pescara il ‘nume’, cioè l’anima della città, un elemento naturale da rispettare e tutelare. Oggi invece questa giunta si oppone al Piano Stralcio Difesa Alluvioni (PSDA), considerandolo solo un ostacolo allo sviluppo”.
“Siamo di fronte a una doppia cecità: si rincorrono finanziamenti per opere non prioritarie senza garantire la manutenzione del verde nei quartieri, e allo stesso tempo ci si rifiuta di mettere in sicurezza il territorio di fronte ai cambiamenti climatici. Pescara merita un’amministrazione che non usi il nome del Vate per sola propaganda, ma che dimostri rispetto concreto per la memoria, per il verde urbano e per la sicurezza della città”.