Qualcuno si indigna o, addirittura, si stupisce nel vedere il Delfino relegato in zona play out, con la peggior difesa del girone, dopo le prime quattro giornate di campionato. Ma perché? È proprio questa la reale condizione in cui si sarebbe dovuto trovare, viste le premesse.
Una società che più della serie C, al netto delle promesse da marinaio sbandierate per certezze, non può regalare alla tifoseria biancazzurra, questa la triste verità, che poi, in fondo, lo stesso Sebastiani, quando le cose vanno male, ammette anche pubblicamente.
In pochissimi mesi siamo passati dal sogno di riconquistare la serie A con Insigne e soci al termine della stagione in corso, ipotizzando la salvezza in quella precedente, prima della fatal Padova, a temere addirittura di retrocedere in serie D alla fine di quella attuale. Le parabole negative di un presidente che prima di ogni cosa vende tutto ciò che si può vendere ad ogni finestra di mercato, salvo “acquistare” in cambio giocatori a fine carriera, prestiti, svincolati e rotti che non scenderanno quasi mai in campo, per inciso tutti senza aver svolto la preparazione estiva insieme.
Altre sono le cose di cui stupirsi, quali le uniche due promozioni (non tre), per le quali i meriti vanno ad altri e, soprattutto, com’è possibile che si riesca ancora ad accaparrarsi l’ingaggio di alcuni allenatori, i quali ormai dovrebbero aver capito come funziona da queste parti, o no? In un misto di rabbia, tristezza e ilarità, dopo le due sconfitte esterne, Antonio Buscé è stato capace di affermare che non capisce nulla di quello che accade in campo. Insomma zero capacità relazionali, mentre, per ora, non ci pronunciamo su quelle tecniche. Chi arriva a Pescara lo sa bene ciò che lo attende, basta chiedere in giro, se proprio sei disconnesso dalla realtà: cadere dal pero non è più consentito, i tifosi sono stanchi da tempo di essere presi in giro.
E quindi? Semplice, la realtà è questa, una società e uno stadio senza futuro, calcisticamente parlando, inutile continuare a sognare l’impossibile, dopo ogni, sempre più rara, vittoria. Non resta che ricordare i rari fasti del passato, in fondo sempre presenti grazie al web, che ogni giorno ce ne ricorda almeno uno. Certo, dispiace per i più giovani, che non hanno né un passato da raccontare dal vivo, né un futuro da immaginare, però al momento non c’è nulla da fare. Sebastiani non ha alcun interesse personale nel cercare acquirenti per il bene di questi colori, anzi, se mai ce ne fossero farebbe di tutto per distrarli altrove, a prescindere da ciò che furbescamente dichiara quando è messo alle strette. Chiacchiere, tante chiacchiere e molto fumo negli occhi.
Il dovere di cronaca ci impone infine di ricordare che il prossimo turno sarà infrasettimanale e il Delfino giocherà in casa, con fischio d’inizio alle ore 21, contro il Gubbio di Domenico Di Carlo, mercoledì 16 settembre, mentre domenica 20 ci sarà la trasferta di Vado, in Liguria, stavolta di pomeriggio, alle ore 14:30.