Dopo l’insufficiente prova di mercoledì scorso in casa con il Gubbio, terminata in parità, ieri pomeriggio il Delfino è finalmente tornato al successo, in quel di Sestri Levante, contro il fumoso Vado. Uno 0-1, ottenuto solo grazie ad un rigore calciato a inizio gara da Gaetano Letizia, che di buono ha portato solo i tre punti, ma la prestazione, da giudicare in misura dell’avversario, è stata ancora una volta tutt’altro che positiva.
Il penalty realizzato dal difensore napoletano ha poi riportato, in sala stampa, la memoria all’ormai mitologica gara di Padova dello scorso campionato. Un argomento che, ad ogni ripresa, puzza sempre di più. I vani tentativi di ridurne la portata, da parte dei vari protagonisti, producono il risultato opposto, ovvero quello percepito fin da subito di una sceneggiata tanto goffa, quanto degna dell’attenzione, stranamente mai ottenuta, dell’ufficio inchieste. Complici anche i giornalisti che pongono la domanda, i quali si basano sull’errata (?!) convinzione (…) che il problema sia stato quello di lasciar calciare il rigore al malcapitato Russo, anziché ad Insigne o, per l’appunto, a Letizia. In realtà è stato l’atteggiamento di tutta la squadra, panchina inclusa, successivo all’atterramento dello stesso Russo, che non ha mai convinto: perché nessuno ha protestato? Perché addirittura Insigne si stava preoccupando di accelerare la battuta del calcio d’angolo, mentre l’arbitro andava al VAR? Tutto l’ambiente, in seguito, ha percepito che, in qualche modo, le due squadre si fossero più o meno accordate per un pareggio e quel rigore potrebbe aver messo in crisi un copione già scritto? I veneti poi nel finale la vinsero addirittura, ma la rete venne realizzata da un calciatore a dir poco sospetto per il suo passato, diciamo così, poco cristallino, quel Christian Pastina reduce da una squalifica di due anni, in seguito ridotti, per un’inchiesta sul calcio scommesse. Un goal da fuori area, infine, da ricordare bene, perché il calciatore è parso liberarsi facilmente al tiro, senza essere minimamente attenzionato dai difensori biancazzurri, forse ormai certi che il risultato sarebbe terminato sullo 0-0? Insomma, forse un giorno lo scopriremo o forse no, cosa davvero accadde in quel fatidico 1° maggio, ma nel frattempo continueremo ad invitare i nostri colleghi microfonati a presentare le domande nel modo giornalisticamente più corretto, se ne hanno la libertà, beninteso …
Tornando al calcio giocato, ricordiamo che il prossimo turno se non proprio già decisivo ai fini dell’intera stagione, rappresenterà comunque un importantissimo spartiacque rispetto a ciò che il Pescara potrà ottenere in merito al teorico obiettivo della promozione. All’Adriatico arriverà infatti la presumibile capolista Spezia, che stasera affronterà fra le mura amiche la cenerentola Vis Pesaro e, di conseguenza, con i tre punti assegnati per la vittoria scavalcherà di nuovo Ravenna e Reggiana, temporaneamente in vetta alla classifica. I liguri, così come la Reggiana, l’altra retrocessa insieme ai biancazzurri, di questo complicato girone B, hanno avuto, nei modi espressi dalle società, un atteggiamento ben differente da quello a cui Daniele Sebastiani ci ha ormai tristemente abituati: lungi dall’incolpare altri, si sono assunte le proprie responsabilità, hanno ufficialmente chiesto scusa alle rispettive tifoserie, si sono rimboccate le maniche per allestire delle Rose all’altezza e, guarda caso, ora primeggiano la graduatoria. Ai posteri l’ardua sentenza, come scrisse Alessandro Manzoni ne Il cinque maggio (ancora questo mese …).
Il cosiddetto match clou avrà quindi inizio domenica prossima, 27 settembre, dalle ore 20:30. Auguriamoci di vedere, finalmente, quel Delfino determinato e coraggioso che tutti i tifosi attendono con sempre meno pazienza.