E’ di ieri la notizia, pubblicata sul sito del Comune di Pescara, di un bando per l’affidamento di due beni comunali sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata. Nel progetto, rientrano due immobili: uno situato in via Colle Marino 19, un piano terra e un garage, per cui la durata della concessione sarà di 4 anni; l’altro, invece, in via Stradonetto 166, è una palazzina di un piano con annesso terreno di circa 575 mq che potrà essere concessa per massimo 12 anni.
La giunta comunale, ha approvato nei giorni scorsi la delibera riguardante il progetto di affidamento, che diverrà esecutiva non appena vi sarà la pubblicazione del bando. Destinatari dei beni sottratti alle mafie saranno le associazioni del territorio che ne faranno richiesta.
“Il bando – ha illustrato l’assessore al Patrimonio Veronica Teodoro – si riferisce a soggetti socialmente sensibili, come associazioni, cooperative, che hanno finalità affini e che potranno anche unirsi per arrivare allo scopo e restituire alla fruibilità della comunità un bene sequestrato e confiscato”.
L’ANBSC – l’Agenzia Nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla criminalità organizzata, è stata istituita nel 2010 e ha sedi nelle città di Reggio Calabria, Roma, Napoli, Palermo e Milano. Suo scopo principale è quello di restituire alla cittadinanza i beni confiscati alle mafie.
Stando ai dati dell’Agenzia, il totale dei beni e delle aziende confiscati in via definitiva in Abruzzo, ammontano a 62 stabili, con Teramo e L’Aquila nei primi due posti. Nel pescarese, invece, vi sono sette beni, tra Montesilvano e Città Sant’Angelo, oltre agli ultimi due assegnati recentemente dall’Agenzia al Comune di Pescara.
“L’obiettivo è creare opportunità per dare nuovi servizi alla cittadinanza, - ha commentato il sindaco del capoluogo adriatico, Marco Alessandrini - soprattutto in campo sociale. In questo particolare momento di difficoltà c’è un grande bisogno e, insieme una grande richiesta di spazi da parte delle associazioni che operano nel volontariato, ora, fissate le regole per il bando, si dovrà favorire la comunione di spazi fra le associazioni, in modo da poter suddividere le spese necessarie a rendere fruibili le due strutture”.