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Progetto spumanti Abruzzo DOP. Ricerca e innovazione con uno sguardo alla tradizione

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Si  continua sulla strada della produzione di spumanti abruzzesi ma aggiungendo alla cultura vitivinicola e alla tradizione la ricerca scientifica e la divulgazione .
L’assessore alle Politiche Agricole della Regione Abruzzo Dino Pepe é profondamente convinto di questo perché – afferma in completo accordo con Valentino Di Campli, Presidente Citra – non ci può essere competizione senza innovazione.

Usando una metafora, la bottiglia diventerà sempre più un piccolo ma sofisticato “laboratorio” di produzione per i nostri spumanti, abruzzesi, si potrebbe dire, “da capo a piedi”.  Cosa vuol dire tutto questo?

Codice Citra, la più grande realtà vitivinicola abruzzese insieme all’Università di Teramo e al Centro di Ricerca Viticola ed Enologica d’Abruzzo (C.Ri.V.E.A) hanno deciso di impegnarsi attivamente in un progetto di ricerca e sviluppo per valorizzare la neonata DOP(Denominazione d’Origine Protetta) Abruzzo.

L’Università di Teramo curerà tutta la parte scientifica, partendo dalla raccolta dati alla sperimentazione pura. Tali informazioni diventeranno oggetto di tesi scientifiche dei laureandi che, con i loro professori, saranno parte attiva del progetto. Lavorando in team i protagonisti che abbiamo appena menzionato metteranno insieme le rispettive competenze per valorizzare al meglio i vitigni autoctoni abruzzesi che tutti conosciamo.

A questo proposito ci fa molto piacere menzionare due giovani futuri enologi presenti alla conferenza stampa, Luca D’Eugenio e Antonio Maggiore, studenti e collaboratori di questo progetto per quel che concerne la parte enologica.

Montepulciano vinificato in bianco (cioé eliminando le bucce che conferiscono il caratteristico colore rubino al vino), trebbiano, passerina, pecorino, cococciola e montonico diventeranno protagonisti dei migliori spumanti abruzzesi, almeno questa é la previsione e lo scopo di questa collaborazione.

Innovazione e ricerca, cura della vigna, dell’uva, della sua trasformazione in vino o, come in questo caso, nel “Progetto Spumanti Abruzzo DOP” , usando e valorizzando le similarità e le differenze dei nostri vitigni autoctoni e creando anche i lieviti autoctoni, in quanto derivati dagli stessi vitigni, proprio per cercare di ottenere un prodotto finale sempre più genuino, semplice ma di grande freschezza. Il progetto Spumanti Dop, finanziato dalla Comunità Europea, ha consentito un’attività sinergica tra Codice Citra e L’Università di Teramo – afferma l’enologo Citra Lino Olivastri.

La selezione dei lieviti autoctoni é un processo costoso e con questo progetto si finanzia la ricerca che prevede di arrivare alla conoscenza approfondita delle attitudini dei cinque vitigni in esame alla produzione dei vini spumanti ( con particolare attenzione al Montepulciano),per definire gli uvaggi e le cuvée delle bollicine “Abruzzo Dop”.
Tutto sta funzionando in maniera egregia,come dovrebbero funzionare tutti i processi di innovazione – afferma Maurizio Odoardi ,ex amministratore della C.Ri.Ve A., e continua -  che dovrebbero essere seguiti dalla divulgazione e poi trasferiti al mondo produttivo. Solo così i finanziamenti erogati saranno captati nella giusta maniera.
Verranno usati entrambi i metodi: Charmat (detto anche Martinotti dal suo creatore) che prevede la rifermentazione in autoclave e metodo Classico, che contempla invece la rifermentazione in bottiglia.

In conclusione – afferma il noto giornalista enogastronomico Alessandro Bocchetti -  l’ Italia é il paese della “quotidiana qualità”, e l’Abruzzo vuole porre  un’ attenzione sempre maggiore alle qualità organolettiche del prodotto finale, al gradimento dei suoi vini e dei suoi Spumanti Abruzzo DOP sul mercato nazionale ed internazionale, regalando sempre più notorietà e prestigio ad una terra ricca di tradizioni e bellezze naturali come l’Abruzzo.

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