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Bagno nei fiumi, in Abruzzo nessun tratto è balneabile

Le norme sulla balneazione sono quelle che si applicano per il mare e discendono dalla Direttiva Comunitaria 7/2006/CE

| di Segreteria H2O Abruzzo
| Categoria: Ambiente | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Incredibile superficialità di amministratori e politici, ora tutti "cascano dal pero" dando informazioni fuorvianti.

Nessun fiume è attualmente aperto alla balneazione in Abruzzo. Rispetto alle acque interne solo il Lago di Scanno è ufficialmente balneabile (alleghiamo l'estratto dal portale acque del Ministero della Salute seconda foto della fotogallery in alto).

In relazione alle questioni emerse dopo le multe comminate dai Carabinieri-Forestali per ragioni connesse alla tutela della biodiversità, pure esistenti, riteniamo incredibile che nessuno abbia evidenziato l'aspetto sanitario e, cioè, che quelle acque di cui si parla non sono aperte alla balneazione per legge.

Infatti per la balneazione dei fiumi e dei laghi si applicano le stesse regole della balneazione in mare, fissate dalla Direttiva 7/2006/CE. Ne riportiamo un passo significativo

"la presente direttiva si applica a qualsiasi parte di acque superficiali nella quale l'autorità competente prevede che un congruo numero di persone pratichi la balneazione". 

Infatti il 30,6% delle acque di balneazione in Europa riguarda fiumi (1/5 del 30,6%) e laghi (i restanti 4/5).

Per aprire un fiume alla balneazione si deve individuare espressamente il tratto, descriverlo, identificare il punto di prelievo e provvedere al monitoraggio periodico da parte dell'ARTA. Poi bisogna fare la classificazione e l'informazione al pubblico. L'unica differenza con il mare è relativa ai parametri di legge per Escherichia coli e Enterococchi. Alleghiamo le due tabelle a confronto tratte dalla direttiva.

La questione della balneazione incontrollata alla cisterna di Bolognano è nota da decenni. Probabilmente il modo di risolverlo non è nella repressione soprattutto dei comportamenti di singoli che andrebbero prevenuti con un'informazione capillare e costante, anche sugli aspetti della potenziale incidenza ambientale. che magari non sono percepiti dal turista in quanto riferibili ad argomenti specialistici, e un'attenta regolamentazione. Il primo tentativo fu fatto a fine anni '80 dai volontari di alcune associazioni realizzando un sentiero di fronte alla Cisterna. 

Si dovrebbe partire dalla segnalazione delle norme da mantenere ai siti WEB che promuovono le nostre bellezze chiedendone la pubblicazione integrale. Basta, se vi è veramente la volontà da parte di Ente Parco, Regione, comuni, partire da un'email e da una scheda. 

Quello che più sconforta però è vedere le reazioni di amministratori che hanno responsabilità e che per questo non possono "cascare dal pero" su questi argomenti quando in primo luogo vi è l'obbligo di intervenire per la tutela della salute pubblica applicando le norme sulla balneazione. 

Oltre ai siti internet con migliaia di foto e video con decine di persone a bagno, ci sono state lettere e riunioni sull'argomento. Se un sindaco è a conoscenza di comportamenti rischiosi secondo la legge deve intanto intervenire con ordinanze specifiche facendole rispettare con cartelli, adeguata informazione, intervento preventivo dei Vigili Urbani ecc.

Tra l'altro facciamo notare che la Cisterna di Bolognano non è in un posto isolato. Il corso d'acqua che la forma a monte ha diversi nuclei abitati come è facile rilevare guardando una qualsiasi foto aerea (prima foto della fotogallery in alto). Pertanto ci sono potenziali fonti di inquinamento che devono essere adeguatamente monitorate e valutate secondo i termini di legge.

E' da quarto mondo proporre la "questione turistica" senza neanche rilevare quali leggi comunitarie bisogna far rispettare.

Invitiamo tutti a dare informazioni corrette sui comportamenti da mantenere soprattutto quando hanno a che fare con gli aspetti sanitari.

Segreteria H2O Abruzzo

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