Il 70° Raduno Nazionale dei Dalmati a Pescara - svoltosi il 5 e 6 ottobre - ha contribuito a cementare un pluridecennale rapporto con la città di Pescara grazie a due fattori. Da una parte l'insediamento di numerose famiglie di profughi dall'Istria e dalla Dalmazia, sempre ben accolte; dell'altra una classe politica di amministratori sempre più attenti e sensibili alle tragedie delle Foibe e dell'Esodo dalle terre italiane dell'Adriatico orientale.
Al ricco programma, patrocinato dal Comune, hanno partecipato i massimi rappresentanti delle istituzioni locali. Sabato 5 i lavori si sono aperti all'Hotel Regent con uno spazio dedicato alle pubblicazioni ed agli studi più recenti sulla Dalmazia. Successivamente si è svolta una toccante cerimonia in Piazza Italia per ricordare Norma Cossetto presso il giardino che porta il suo nome, davanti alla targa a lei dedicata, alla presenza di S.E. il Prefetto e delle autorità civili e militari.
In apertura è stata presentata la il suggestiva evocazione degli oggetti simbolo appartenuti alla sventurata ragazza, vittima della crudeltà dei partigiani di Tito. Hanno fatto seguito i discorsi di Donatella Bracali, presidente del Comitato Provinciale dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (che affianca l'Associazione Dalmati Italiani nel Mondo) e, particolarmente vibranti, quelli del sindaco Carlo Masci e del presidente della Provincia Ottavio De Martinis.
In serata è stato offerto il “Recital Adriatico”, concerto al pianoforte eseguito da Toni Concina, presidente dell'ADIM, nella Sala Consiliare del Comune di Pescara. Erano presenti la Vicesindaco Maria Rita Carota e l'assessore Valeria Toppetti. I numerosi ospiti sono stati piacevolmente intrattenuti dal brillante e talentuoso pianista, che, su richiesta, ha suonato le canzoni più celebri di ogni tempo per raccogliere fondi a favore del Madrinato Dalmatico, un ente benefico che si occupa della tutela delle tombe italiane a Zara. Domenica 6 ottobre si è svolta un' altra cerimonia presso la Piazza dei Martiri Dalmati e Giuliani per ricordare il 23° anniversario della sua intitolazione.
Particolarmente incisiva la presenza dei pescaresi - donne ed uomini - che all'epoca contribuirono a realizzare un'iniziativa pubblica tra le prime in Italia a fine anni '90. Hanno preso la parola alcuni dei protagonisti principali: Armando Foschi, consigliere ai tempi della giunta guidata da Carlo Pace, che con la sua mozione nel 1997 aveva formalizzato una richiesta condivisa con Myriam Paparella, l'appassionata insegnante pescarese profuga da Zara. Poi sono intervenuti il sindaco Carlo Masci, all'epoca giovane assessore, ed il Presidente del Consiglio Regionale Lorenzo Sospiri, in quegli anni Presidente di Circoscrizione, nipote del compianto on. Nino Sospiri, presidente del consiglio comunale della giunta Pace, anch'egli convinto fautore della proposta. Le iscrizioni incise sul "totem" installato nella piazza ricordano quella memorabile inaugurazione ufficiale, quando Ottavio Missoni, oltre ad essere un celebre stilista, ricopriva la carica di sindaco del "Libero Comune di Zara in Esilio".
La Santa Messa, a seguire, ha visto la partecipazione del coro "Armonie d'Abruzzo", che ha eseguito non solo il "Va' pensiero", il celebre canto dolente dell'esilio, ma anche altri canti abruzzesi e dalmati. Il rito religioso è stato ugualmente molto apprezzato dai partecipanti al Raduno. Nel complesso si è avvertita la vicinanza affettiva e morale alle proprie sofferenze di tutta la città di Pescara, una partecipazione non altrettanto riscontrabile in altri luoghi d'Italia.
Il ricco programma si è concluso all'Hotel Regent con una "lectio magistralis" su Niccolo' Tommaseo, tenuta dal giovane professore Bosko Knesic, dell'Università di Zara (la Zadar di oggi) e con l'assegnazione del premio "Tommaseo" al cattedratico Egidio Ivetic, esperto di Storia dell'Adriatico e del Mediterraneo presso l'Università di Padova. Si tratta di due figure di studiosi che la comunità dalmata è orgogliosa di associarsi per riaffermare il ruolo culturale prestigioso che ha avuto nel passato.