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“I Tre Moschettieri – Opera Pop” torna al teatro Massimo il 16 e 17 dicembre

Appuntamento alle ore 21. Biglietti sui circuiti TicketOne e Ciaotickets. Ecco tutti i dettagli

Redazione
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“I Tre Moschettieri – Opera Pop”, con protagonisti Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci e Graziano Galatone nei ruoli di Athos, Porthos e Aramis, andrà in scena al Teatro Massimo di Pescara i prossimi 16 e 17 dicembre alle 21:00. Organizzazione a cura di Best Eventi. I biglietti sono disponibili sui circuiti TicketOne www.ticketone.it e Ciaotickets www.ciaotickets.com. Info: 085.9047726, www.besteventi.it.

“Tutti per uno, uno per tutti!”. Il motto più famoso del romanzo di Dumas, simbolo di un’amicizia incorruttibile, prende vita in questa nuova versione musicale italiana de “I Tre Moschettieri – Opera Pop” prodotta da Stefano Francioni Produzioni e dal Teatro Stabile d’Abruzzo (di cui è direttore artistico Giorgio Pasotti).

Uno spettacolo in cui musica, prosa e danza si intrecciano in un racconto coinvolgente ed emozionante con Giò Di Tonno, Vittorio Matteucci, Graziano Galatone nei ruoli di Athos, Porthos e Aramis e il tocco innovativo ed elegante di Giuliano Peparini al quale è affidata la Direzione Artistica e la Regia; le Coreografie sono curate da Veronica Peparini e Andreas Muller; i Testi scritti da Alessandro Di Zio e le Musiche composte da Giò Di Tonno.

Il trionfo dell’amicizia, ma anche il trionfo del potere e dell’ambizione in questa storia senza tempo dove “buoni” e “cattivi” combattono una lotta quasi archetipica mettendo al centro valori quali onore, fedeltà, onestà troppo spesso messi in crisi dal mito dell’uomo contemporaneo e che i tre moschettieri portano fieri sulla punta delle loro spade. Accanto all’amicizia trova spazio anche l’ amore, motore di ogni azione che qui si sublima nell’incontro tra D’Artagnan e Costanza, un amore che verrà spezzato dalla sete di vendetta dell'altra protagonista femminile, la perfida Milady. Il finale, come tutti i finali, riporterà l’equilibrio, ma lo spettatore andrà via con l’amaro in bocca. Chissà, forse perché i “buoni” sono a un tratto diventati “cattivi”? Oppure perché è proprio la morte l’unico mistero che neanche l’uomo contemporaneo è riuscito a svelare. L’unico mistero che ci rende microscopici e vulnerabili.

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