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Al Mediamuseum: due scrittori e una città

Pescara tra D'Annunzio e Flaiano

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AL MEDIAMUSEUM: DUE SCRITTORI E UNA CITTÀ

Pescara tra D’Annunzio e Flaiano

Si è tenuto lunedì 25 gennaio alle ore 17.30, presso il Mediamuseum di Pescara (Piazza Alessandrini, 34), il secondo dei 15 incontri della serie “D’Annunzio e gli altri”, organizzati, nell’ambito dei “Lunedì letterari”, dalla Fondazione Edoardo Tiboni per la Cultura e dal Centro Nazionale di Studi Dannunziani e condotti da Dante Marianacci.

Dopo il successo dell’incontro su “D’Annunzio e Mussolini” di Marco Patricelli, è stata la volta di “D’Annunzio e Flaiano”, con la partecipazione del noto studioso Giacomo D’Angelo, presidente della Università della libera Età “Federico Caffè” di Pescara, nonché autore di una ghiotta monografia sui due  illustri pescaresi, nati, sia pure a distanza di quasi mezzo secolo l’uno dall’altro (nel 1863 d’Annunzio, nel 1910 Flaiano) nella stessa strada, in quel glorioso Corso Manthoné, che ha dato i natali anche ad un altro illustre figlio della città, Basilio Cascella.

Ma quali sono stati i rapporti di d’Annunzio e Flaiano con la città di origine? E in che modo i due, a prima vista diversissimi, per carattere, per cultura, per impegno, si possono mettere a confronto? Che cosa li divide e che cosa li unisce, al di là degli stereotipi, pur nel comune amore per la città natale, che non sempre li ha ripagati con egual moneta?

Questi sono stati gli argomenti trattati durante la conferenza di fronte ad un pubblico numeroso e interessato. Di certo Gabriele d'Annunzio  - come giustamente fa rilevare D’Angelo - è stato dopo la sua morte l'autore italiano più demonizzato, bersaglio di pregiudizi e di leggende mistificanti, vomitato con stizza, come non è accaduto a scrittori come Céline, Hamsum, Brasillach, Mishima, Neruda, Ungaretti, plaudenti a Hitler, Mussolini, Stalin. E' stato, come molti sanno, a torto identificato con il fascismo. Ma mentre l'Italia letteraria lo rifiutava, tra i pochi  che non si unirono al coro dei denigratori ci fu Ennio Flaiano, che detestava stile e modi dei dannunziani, ma leggeva i libri del suo compaesano e rimpiangeva le estati pescaresi dell'adolescenza, cui entrambi erano sentimentalmente molto legati.

Giacomo D’Angelo ha fatto riferimento spesso a scritti di Alberto Arbasino sui due scrittori pescaresi per evidenziare, ad esempio, un d’Annunzio umorista, spiritoso o meglio “uomo di spirito”, accompagnato però da una “serietà” intellettuale, o l’amore viscerale dei due per la loro terra d’origine, per l’Abruzzo, per Pescara con il suo mare Adriatico sempre impresso nei loro cuori. Interessanti anche le lettere indirizzate da Flaiano agli abruzzesi Giuseppe Rosato e a Pasquale Scarpitti.

La serata, realizzata con la collaborazione del Conservatorio di Pescara "Luisa d’Annunzio", diretto da Massimo Magri, è stata allietata da intermezzi musicali eseguiti dalla fisarmonicista Arianna Di Pasquale, allieva del Conservatorio e dalla lettura di brevi testi e lettere di D’Annunzio e Flaiano, a cura di Giuseppe Klaebisch della Scuola di Teatro del Mediamuseum diretta da Paolo Rosato e Rosella Mattioli.

L’incontro successivo si terrà lunedì 8 febbraio, sempre alle ore 17.30 e vedrà come relatrice Gabriella Albertini che parlerà di “D’Annunzio e Debussy”.

 

 

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