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"Viaggio nell'Olanda del Seicento" al Mediamuseum di Pescara

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Proseguono con successo e larga partecipazione di pubblico gli incontri della serie "Attualità culturale in dialogo" promossi dalla Fondazione Edoardo Tiboni per la cultura e l'Istituto nazionale di Studi crociani.

Il nuovo appuntamento al Mediamuseum di Pescara si è tenuto giovedì 4 febbraio alle ore 17.30 con Marco Presutti e Giovanbattista Benedicenti ed è stato dedicato a "L'Olanda del Seicento". I due studiosi ne hanno discusso prendendo spunto da due libri molto importanti editi dalla Einaudi.

Il primo saggio presentato è di Timothy Brook (eminente sinologo, docente alla University of British Columbia di Vancouver e professore onorario all'East China Normal University di Shanghai), "Il cappello di Vermeer. Il XVII secolo e gli albori del mondo globalizzato", dove l'autore ci invita a leggere in modo diverso le opere di Vermeer, non come farebbe uno studioso d'arte, attento all'uso della luce e dei colori, bensì come uno storico che attira la nostra attenzione su un dettaglio, un oggetto, una figura per poi allargare lo sguardo sul vasto e mutevole mondo del XVII secolo. Così, la ciotola con della frutta rovesciata su un tappeto turco che vediamo in Donna che legge una lettera ci trasporta verso le rotte commerciali dell'ambita porcellana bianca e blu cinese; mentre il sontuoso cappello del galante Ufficiale e ragazza che ride ci conduce in Canada, dove gli esploratori europei ottenevano dai nativi americani pelli di castoro in cambio di armi. Quelle pelli finanziarono i viaggi dei marinai che cercavano nuove rotte per la Cina. E proprio lì, con l'argento estratto in Perù, gli europei comprarono in gran quantità quelle porcellane che tante volte compaiono nei quadri della pittura olandese dell'epoca. Come scrisse Cartesio, nel Seicento Amsterdam era «un inventario del possibile». Questo libro illustra nei dettagli la ricchezza e le implicazioni di tale inventario, dimostrando come il fatto di avere a disposizione «tutte le merci e le cose curiose desiderabili» abbia ridisegnato il mondo moderno fino a prefigurare il nostro.

Il secondo saggio è di Steven Nadler (professore di Filosofia presso l'Università del Wisconsin-Madison), "Il filosofo, il sacerdote e il pittore. Un ritratto di Descartes": non è affatto strano se due sacerdoti cattolici che vivono in un paese a dominanza protestante fanno amicizia, specie se a legarli sono anche interessi artistico-intellettuali e se uno di loro - che si picca di essere un musicista di vaglia - suona ben volentieri le sue composizioni per intrattenere l'amico nelle lunghe e freddissime serate invernali. Ed è altrettanto comprensibile che i due accolgano a braccia aperte nel loro minuscolo cenacolo culturale un correligionario straniero, uno schivo studioso francese che, a quanto pare, desidera soltanto essere lasciato in pace, a scrivere. Quando poi, dopo dieci anni di frequentazione, lo straniero parte per un paese lontano, farlo ritrarre per ricordarne l'aspetto è il gesto più spontaneo e affettuoso che ci si possa attendere da un rattristato amico. Semplice. Chiaro e distinto, anzi. Perché, se l'innocua vicenda si svolge in Olanda alla metà del Seicento, lo straniero può facilmente chiamarsi René Descartes e il pittore a disposizione rischia di essere Frans Hals... Con la consueta amabilità, Steven Nadler ci guida questa volta in un insolito viaggio filosofico-culturale attraverso un periodo cruciale per la storia del pensiero, quanto straordinario per la fioritura artistica. Quadri celebri e celebri trattati - le Meditazioni metafisiche, le Passioni dell'anima, i Principî della filosofia - vedono la luce e si mescolano sullo sfondo del Secolo d'oro olandese, tra polemiche teologiche, gare musicali e la vicenda di un piccolo, controverso, ritratto attribuibile a Hals. Dopotutto, c'è una sorta di logica barocca nel fatto che, nel nostro immaginario, la più celebre immagine di Descartes non sia la tavola originale del maestro, bensì la splendida copia di ignota mano che oggi ammiriamo al Louvre: un destino iconografico che avrebbe forse strappato un sorriso al filosofo del dubbio.

Il prossimo incontro al Mediamuseum di Pescara della serie “Attualità culturale in dialogo” si terrà venerdì 19 febbraio alle ore 17,30 e vedrà Marco Presutti e Giovanbattista Benedicenti conversare con Andrea Lombardinilo sul tema “La poesia al cinema. Leopardi: il giovane favoloso” prendendo spunto dal libro di Renato Minore dal titolo “Leopardi” e da quello di Andrea Lombardinilo dal titolo “Leopardi: la bellezza del dire”.

 

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