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Si è conclusa "Caleidoscopio", l'esposizione di Anna D'Ottavio, Marco Scarlatto e Angelo Verratti

| di Fabio Ciminiera
| Categoria: Arte | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Giovedì 7 luglio 2016, si è chiusa presso la Maison des Arts della Fondazione Pescarabruzzo, a Pescara, la mostra d'arte "Caleidoscopio", uno stimolante confronto tra tecniche espressive differenti tra le opere pittoriche di Anna D'Ottavio, Marco Scarlatto e Angelo Verratti. La mostra era stata inaugurata lo scorso sabato 25 giugno ed è stata visitata da un pubblico attento e numeroso e nelle due settimane in cui è rimasta aperta.

Il percorso artistico individuato dalla curatrice Lory Morzillo ha scelto tre artisti diversi per quanto riguarda generazione e tecniche espressive ma uniti da un obiettivo comune, vale a dire l'indagine sul rapporto tra gli elementi propri del linguaggio visivo attraverso le interazioni continue tra colori, linee e movimenti, le relazioni possibili tra luce e spazio.

Anna D'Ottavio vive e lavora a Roma. La sua pittura gioca oggi su percorsi informali che non trascurano lo studio della percezione visiva e il suo legame con l'equilibrio e l'armonia delle forme. La sua ricerca si concentra sul valore della comunicazione, sia dal punto di vista culturale che come vero e proprio processo creativo: linea, segno, forma, colore e spazio hanno specifici significati nel suo linguaggio visivo e la comprensione di questo alfabeto è la chiave utile per entrare nel suo mondo artistico.

Nelle opere di Marco Scarlatto si riflette un complesso processo creativo. Il punto di partenza è la capacità di impatto del colore e la sua intensità cromatica e materica: il colore vive come pura energia e sintetizza l'azione e il gesto dell'autore liberi da costrizioni ideologiche. Le sue composizioni spaziano dall'espressionismo astratto-geometrico all'informale e si accostano alla naturalità istintiva e alla capacità di proiettare gli stati emozionali più profondi del mondo interiore.

Angelo Verratti utilizza un'impronta neo-espressionista per dare forza sprituale alla natura dei suoi paesaggi, un luogo capace di sintetizzare la dimensione del presente, in quanto capace di unire passato e futuro, capace di comuinicare, per traslato, tradizione e contemporaneità. La materia pittorica conduce con sé un forte impatto narrativo: e, così, si anima sia della ricerca del contatto con le proprie origini e la proria terra, sia dell'indagine verso i confini interiori dello spirito.

La mostra Caleidoscopio è stata organizzata dalla Fondazione Pescarabruzzo, nei locali della Maison des Arts in Corso Umberto I a Pescara. 

Fabio Ciminiera

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