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“Il fascino del molteplice” in Annamaria Di Marco alla Fondazione Accademia d’Abruzzo

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La Fondazione Accademia d’Abruzzo, in collaborazione con la Fondazione Pescarabruzzo e la premiata ditta Luigi d’Amico, ha organizzato martedì 20 settembre 2016 alle 17,30, per il 74° pomeriggio culturale in corso Umberto I, n. 83 a Pescara, la mostra personale d’arte contemporanea dell’artista Annamaria Di Marco.

Alcune opere saranno esposte fino al 22 settembre in una delle vetrine della Maison des Arts al piano terra della Fondazione. Alla conferenza inaugurale, oltre all’artista, sono intervenute la prof.ssa Anna Cutilli, che ha presentato la mostra, l’attrice Franca Minnucci che ha declamato alcune poesie dell’artista e la prof.ssa Marida De Menna, vice presidente della Fondazione Accademia d’Abruzzo, che ha fatto da moderatrice per questo evento. Ad allietare la serata c’è stato il concerto ad opera dei musicisti allievi del Maestro Sandro Carbone del Conservatorio “Luisa d’Annunzio” di Pescara.

“L’opera di Annamaria Di Marco – scrive la prof.ssa Cutillipuò esprimere il contrasto tra l’impulso immediato dell’anima dell’artista e il controllo spietato, crudele del suo raziocinio che la porta ad intervenire con mano delicata e infinitamente metodica. Ne viene fuori un lavoro particolare: minuto, raffinato, lieve che, nonostante la natura del soggetto, crea una parentesi di sogno”.

L’artista, abruzzese di nascita, vive a Roma ma ha sempre mantenuto i contatti con la città di Pescara. Personalità eclettica, colta con la sua produzione artistica e poetica ci offre “il fascino del molteplice”. Nel corso della sua ricerca pittorica approda all’astrattismo, spingendosi poi perfino verso la Pop Art utilizzando così anche oggetti d’uso comune (come antichi chiavistelli) incollati sui supporti adoperati. Per altro verso l’uso del colore richiama alla memoria Kandinsky, padre dell’Astrattismo. In altre opere emerge una sorta di psicologismo soffuso, come nel quadro delle “Due amiche”. Paesaggi, vedute di Parigi e di Roma approdano gradualmente in altre opere ad una astrazione di fondo in cui la realtà non viene imitata ma abbozzata. Allusioni politiche sono presenti nell’opera “Che Guevara” in cui c’è un richiamo profondo ad un vissuto che affonda le sue radici in ricordi dell’infanzia. Tuttavia si tratta di una pittura non di pensiero semmai di sensazioni che l’artista vuole condividere e aprire al mondo, superando i condizionamenti della realtà e le problematiche interiori. Pittura, dunque, come mezzo per portare alla luce la personale interiorità, attraverso la capacità di immaginare e di vivere i sogni.

L’artista usa anche la parola per esprimere ciò che sente. “Parola scandita, studiata, pensata – dice Franca Minnuccinella silloge ‘Onde di carta’ di Annamaria Di Marco, edito da Tracce. Poesia colta che vive di un vissuto, di un sostrato, di una riflessione continua sul senso della vita, sulla conoscenza di sé e degli altri. Ma anche immagini popolari raccolte e vissute con ironia e con una grande capacità di godimento delle cose, a volte di un dolore o di un senso di solitudine”.

Dunque, parole dense, piene declamate magistralmente dall’attrice Franca Minnucci che hanno suscitato emozioni profonde nel pubblico numeroso e qualificato convenuto per l’occasione che ha sicuramente apprezzato “il fascino del molteplice” in Annamaria Di Marco.  

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