Il libro sulla famiglia Pomilio al Salone di Torino

Sabato 10 maggio presentazione de “Le ali della creatività” di Paolo Smoglica

| di Nello Di Marcantonio
| Categoria: Arte
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Una dinastia all'avanguardia, in ogni campo. Dall’aeronautica alla chimica, passando per la comunicazione e lo sport, mettendo sempre in primo piano la responsabilità sociale d’impresa: il percorso imprenditoriale, peculiare e unico, della famiglia Pomilio è tutto racchiuso nel libro “Le ali della creatività” del giornalista Paolo Smoglica, pubblicato da Rubbettino Editore che sarà presentato a Torino, nell'ambito del Salone del libro, sabato 10 maggio alle 15.

Tra ricostruzione storica e cronaca, l’autore tesse la trama unica di una vera e propria dinastia, che nel corso dei decenni ha esplorato una molteplicità di settori sotto la comune insegna della “creatività come impresa”. Una famiglia “ricca di umiltà e stimolante allo stesso tempo”, come la definisce l'ex consigliere di Barack Obama e presidente del NASDAQ Ginger Lew, autrice della postfazione del libro, che individua le basi della coerenza imprenditoriale dei Pomilio in questi valori: «la condivisione di principi comuni, l’amore per il duro lavoro, l’impegno etico, una voglia di benessere per la comunità ed il rispetto reciproco».Tra le tante figure di rilievo del XX secolo citate nel libro, spicca quella del poeta Gabriele d'Annunzio, che Giordano Bruno Guerri, presidente della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, nella prefazione del libro associa proprio alla famiglia Pomilio: «La cosa che più avvicina i Pomilio e d'Annunzio è l'appartenenza al tipo umano di genio italico, che talvolta emerge nella storia del nostro Paese, capace di incarnare lo spirito dei tempi e – con la passione, l’audacia e l’intelligenza – portare il futuro nel presente».

La storia parte dal '900 con la fabbrica di aerei all’epoca dei fratelli Wright, le cartiere dal Sud America al Sud-Est asiatico con il “processo Pomilio” di lavorazione della cellulosa celebrato dall’Enciclopedia Treccani e poi l’Aurum, innovativa fabbrica di liquori che, già negli anni ’30, era anche “fabbrica di idee”. Amedeo Pomilio riunì lì poeti-copywriter come Gabriele d’Annunzio, pubblicitari-artisti come Marcello Dudovich, architetti-visionari come Giovanni Michelucci per rendere omaggio culturale ad un sito industriale a ferro di cavallo, bellissimo e innovativo che voleva cambiare l’idea stessa di fare industria.

Si arriva poi alla comunicazione in senso stretto con una storia che, con Oscar e Gabriele, partendo dai tempi del Carosello agli inizi degli anni ’60 si spinge fino ai nostri giorni e vuole andare oltre. La Pomilio Blumm e la Pomilio Idee rimangono una delle pochissime realtà italiane che resistono nel mondo della comunicazione che cambia, da oltre mezzo secolo, si internazionalizzano sapendo vincere anche sui colossi multinazionali che dominavano il mercato.

L'evoluzione della comunicazione è sempre “Made in Pomilio”. La prima teoria italiana di comunicazione esportabile all’estero si basa sul superamento del concetto di advertising e del rapporto produttore-consumatore e si fonda sul rapporto molto più complesso fra istituzione e cittadino, consumatore di servizi ed istituzioni.
Franco e Massimo Pomilio sviluppano l’idea della comunicazione verso il cittadino consumatore in antitesi a quella del superato advertising.

Da una parte le vecchie teorie americane degli anni ’50, in voga ancora oggi, dall’altra una visione d’avanguardia e molto euromediterranea che si impernia sulla comunicazione di valori e di servizi fra istituzioni e cittadini.

Per seguire da vicino tutte le evoluzioni del linguaggio, sia strettamente legato all'advertising sia in altri ambiti, la famiglia Pomilio inizia uno straordinario rapporto con guru di tutto il mondo: da Biz Stone (creatore di Twitter) ad Harper Reed (stratega della campagna on line di Barack Obama), da Zygmunt Bauman (teorico della società liquida) a Jung Chang (la scrittrice cinese che ha conquistato il mondo) da Ginger Lew (presidente del Nasdaq ed esperta dei titoli più innovativi al mondo) a Nils Ole Oermann (consigliere economico del Governo Merkel), da Alastair Campbell (massimo esperto mondiale di gestione delle crisi e consigliere di Blair) ad Andrew Keen (l’anticristo della Silicon Valley).

A tutto questo si aggiunge anche la branca “sportiva” della famiglia Pomilio che ha fatto incetta di medaglie in varie discipline. Olimpiadi, Mondiali, Europei: dalla pallanuoto al basket all’atletica e fino ai nostri giorni. Uomini e donne da Amedeo a Gabriele, da Amalia a Daniele a Vittorio che hanno attraversato decenni dello sport italiano e di un Paese che voleva vincere.

Nello Di Marcantonio

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