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Parcheggi a pagamento sulla strada parco. Fiorilli: "Ribadiamo il nostro no, è una follia"

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“Imporre a una famiglia di pagare 4 euro al giorno per parcheggiare l’auto sulla strada parco o accanto alla Stele dannunziana per andare al mare è follia pura, oltre che l’ennesima batosta a carico dei pescaresi e degli operatori del turismo, una ingiustizia insopportabile. Raddoppiare una tariffa in due anni sulla riviera nord, introdurla ex novo sul lungomare sud, significa semplicemente voler spremere sino all’ultima goccia di sangue ai cittadini, già subissati da una marea di tasse comunali e che, paradosso dei paradossi, quest’anno si ritroveranno a sostenere le spese di ombrelloni e palme sulla spiaggia senza neanche sapere se potranno o meno mettere piede in un mare che non sapremo mai se sia o meno balneabile, a fronte delle bugie dello scorso anno. L’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ chiede formalmente al sindaco Alessandrini di fare appello al proprio buon senso e ripristinare il prezzo politico applicato dal centro-destra sino all’estate 2013, ovvero 2,50 euro al giorno, anzi, se possibile, riducendo ulteriormente quella tariffa a fronte della crisi economica che si è aggravata negli ultimi tre anni”.

A dirlo è stato l’avvocato Berardino Fiorilli, promotore dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’.

“Avevamo accolto con un plauso la marcia indietro del sindaco Alessandrini e del vicesindaco Del Vecchio che, per l’estate 2016, avevano deciso di sposare l’iniziativa inaugurata con successo dal centro-destra istituendo la sosta estiva sulla strada parco, a servizio degli utenti della spiaggia, una iniziativa contro la quale i due amministratori hanno pure condotto per cinque anni una campagna denigratoria oggi smentita clamorosamente – ha osservato l’avvocato Fiorilli -. Avevamo chiesto chiarimenti su tale scelta, a fronte di un contratto stipulato lo scorso anno con i proprietari delle aree del futuro parco nord, che di fatto consentiva loro l’utilizzo di quelle superfici anche per l’estate 2016, ma come sempre il sindaco Alessandrini preferisce non ‘comunicare’, non rivelare, ma ha una chiara propensione a insabbiare, salvo poi essere scoperto. E oggi scopriamo infatti che la decisione del sindaco Alessandrini circa l’utilizzo della strada parco per la sosta estiva nascondeva l’ennesima bufala ai danni dei pescaresi, ovvero l’applicazione di una tariffa giornaliera fuori dal mondo, 4 euro al giorno, una vera tassa sull’estate e sul mare, i cui effetti saranno subito chiari ed evidenti. Oggi dobbiamo capire perché un pescarese o un turista dovrebbero scegliere di trascorrere le proprie giornate al mare sulla nostra costa, dove non sappiamo se sarà consigliabile o meno fare il bagno, vista l’incognita dei dati sulla balneazione, e la difficoltà di credere alle rassicurazioni del sindaco, lo stesso che a luglio e ad agosto del 2015 ha consapevolmente fatto nuotare i cittadini tra 30milioni di litri di liquami senza dire nulla alla popolazione.

Non comprendiamo perché un cittadino, magari residente nel quartiere colli, o anche nell’entroterra, dovrebbe decidere di prendere l’auto, arrivare sulla riviera, pagare la prima tassa di 4 euro per lasciare la vettura in sosta per un solo giorno, e poi pagare ombrellone, o palma, sdraio e lettino per stare un giorno intero sotto il sole senza la possibilità di far entrare i propri bambini in acqua, salvo aver scelto uno stabilimento dotato di piscina. In tutta onestà la politica del turismo adottata dal sindaco Alessandrini ci sembra tesa ad allontanare volontariamente i pescaresi e i turisti dal nostro litorale – ha aggiunto l’avvocato Fiorilli – e a questo punto troviamo sconcertante il silenzio delle Associazioni di categoria e degli stessi balneatori, che saranno le prime vittime di un provvedimento tanto scellerato e teso solo a fare cassa per garantire al sindaco un tesoretto per finanziare opere di ordinaria manutenzione, come quella della riviera, che però sono dovute e che dovrebbero già essere coperte in bilancio. Ovviamente chiediamo alla giunta Alessandrini di rivedere subito una scelta politica dissennata e di riportare la tariffa della sosta estiva sulle aree di risulta a 2,50 euro”.

 

 

 

 

 

 

 

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