Nuove nuove tracce del nostro passato riemergono dal sottosuolo?

| di la redazione
| Categoria: Attualità
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Ostia Aterni e Aternum erano due città diverse. Questa è l'idea che, sempre più, continua a prendere forma nella mente di Alessio Consorte, il regista pescarese che sta compiendo degli studi sulla storia di Pescara.

Ricerche effettuate nella zona di via Teramo, dell'area di risulta e a Porta Nuova sembrerebbero dar valore alla sua tesi:

sul nostro territorio, circa 2000 anni fa, c'era più di un fiume e c'era un altro ponte di collegamento tra le due città (Ostia Aterni a sud e Aternum a nord ndr)

Consorte, raggiunto telefonicamente, racconta come nei giorni scorsi, svolgendo delle ricerche nella zona di via Teramo grazie ad un georadar e alla collaborazione del geologo Massimo Pilone, a circa 3 metri e mezzo sotto il manto stradale, ha rilevato 4 strutture allineate di circa 30 metri di lunghezza e continua affermando che durante gli scavi per i lavori nell'area di Risulta del 2016 se ne vedranno delle belle.

Le ricerche però non si fermano alla zona nord di Pescara ma continuano anche a Porta Nuova dove, a 2,2 metri di profondità vicino il Ponte Risorgimento, è stata trovata una struttura di 6,5 x 4 metri che scorre sotto la città e potrebbe essere l'ingresso del porto o un pezzo della banchina del porto di Ostia Aterni ovvero della fortezza del '500.

Sempre nella zona di Porta Nuova, inoltre, l'ex Fonderia Camplone potrebbe essere una importante zona archeologica. Diverse strutture individuate con il georadar, infatti, portano all'interno del terreno della ex fonderia di Pescara nella quale ci possano essere diversi resti di Ostia Aterni.

Delle rilevazioni effettuate con il georadar Consorte ha informato sia la Soprintendenza dei Beni Culturali che il vice sindaco Enzo del Vecchio che sembra essersi impegnato, nel 2016, ad approfondire gli studi.

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