Partecipa a Pescara News

Sei già registrato?

Accedi con e-mail e password

"Caso Ryanair": i tempi stringono, per il centrodestra l’Abruzzo “vola” verso la rovina

I forzisti incalzano: “Subito a Dublino per trattare”

Condividi su:

Il “caso Ryanair” continua a tenere l’Abruzzo col fiato sospeso; non è più possibile perdere tempo, è necessario salvare l’aeroporto e trovare un accordo con la compagnia. La perdita di quest’ultima sarebbe, per lo scalo pescarese, un danno incalcolabile con conseguente declassamento dell'intera regione.

I consiglieri regionali del centrodestra nel corso della seduta straordinaria in programma il prossimo 16 febbraio, chiederanno proprio di dare voce a questa esigenza.

I forzisti Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, insieme all’ex assessore regionale al turismo, Mauro Di Dalmazio di Abruzzo Futuro, hanno illustrato quest’oggi in conferenza stampa presso il Palazzo del Consiglio regionale di piazza Unione, un documento sui dati relativi all'aeroporto nell'anno 2012.

I dati dell'indagine Incoming Aeroporto d'Abruzzo dell' Università di Chieti - Pescara "G. d'Annunzio" che sono stati illustrati rivelano che Ryan ha deciso di chiudere la base di Pescara perché non può più sostenere gli aumenti delle tasse aeroportuali.

“Le problematiche con il vettore privato Ryanair non sono di oggi e noi del centrodestra le abbiamo affrontate e abbiamo provato a risolverle in tutti e 5 gli anni del governo di Gianni Chiodi” - spiega Lorenzo Sospiri.

Così come ha ammesso il consigliere “Ryanair ha deciso di chiudere la base di Pescara non potendo piu' sostenere gli aumenti delle tasse aeroportuali volute dal governo Renzi e destinate per la gran parte al pagamento dei Dipendenti di Alitalia in cassa integrazione. Se la Saga non avesse Ryanair non sarebbe in deficit probabilmente ma e' certo che senza quel contratto, confermato in questi anni, sorgerebbero enormi problemi”.

“L' aeroporto, grazie a Ryanair, ha raggiunto i 500.000 passeggeri - continua Sospiri - e oggi si è assestato sui 600.000 passeggeri. Un aeroporto sotto i 500.000 passeggeri è solo un aeroporto regionale che implica un deficit per la Saga; sarebbe infatti impossibile per la Regione sostenere il costo di tutto lo scalo, senza il pagamento delle tasse aeroportuali”.

“So che il centrosinistra, con il consigliere Camillo D'Alessandro, ha fatto un cambio di rotta – ironizza il forzista - inizialmente, ha infatti dichiarato l’esigenza di trovare altri vettori per sopperire all'assenza di Ryanair, ma in seguito ha capito che altri vettori non ci sono. Ryanair è l'unico vettore low-cost d' Europa, in grado di garantire 300-400 mila transiti. Ipotizzare una soluzione con il vettore Alitalia è improbabile: potrebbe concedere solo i due voli Milano-Roma, che sono utili però, solo per chi esce dall'Abruzzo, non per chi vi entra”.

Dello stesso avviso è Mauro Di Dalmazio: "Il vettore Ryanair è fondamentale; noi abbiamo fatto di tutto per garantire i numeri di passeggeri, che quest'oggi l'aeroporto può vantare ed il Governo Passera inserì Pescara anche come scalo di interesse nazionale”.

“Occorre - secondo Di Dalmazio - una sinergia istituzionale, oltre che una cooperazione, per risolvere il problema: sarà nostra premura sollecitare il presidente della Giunta affinché si attivi con i vertici Ryanair e con il presidente del Consiglio per trovare una soluzione. Noi abbiamo salvato l'aeroporto in tempi di crisi, mentre altre regioni non sono stati capaci. È necessaria, però, una programmazione strategica. La Regione, deve far sì che il debito contratto dalla Saga, nei confronti di Ryanair, di 7 milioni, non si ripercuotano sullo scalo pescarese, con l'abbandono di quest' ultimo da parte della società”.

“I dati dell'indagine dell'Ateneo d'Annunzio dimostrano quali siano le consistenti ricadute economiche per la nostra regione e di conseguenza si comprende quanto sia importante avere Ryanair in Abruzzo: a fronte di un costo del contratto pari a 5 milioni di euro annui, si ha un valore aggiunto pari a 3 milioni di euro mensili. Non c'e' alternativa, bisogna andare a Dublino per rinegoziare i termini e discutere di strategie imprenditoriali”- conclude il consigliere Mauro Febbo.

Leggi qui tutti gli articoli sul caso Ryanair 

Condividi su:

Seguici su Facebook