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Morte Pasqaule Pacilio, il cordoglio di Maurizio Acerbo

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Difficile immaginare il nostro Abruzzo senza il volto e la voce di Pasquale. Eppure io ricordo più le chiacchierate e le telefonate in cui - fuori dai limiti del ruolo televisivo - era un formidabile analista di cosa accadeva nella politica abruzzese e soprattutto davvero spassoso nel raccontare aneddoti e gaffes di qualche personaggio pubblico. "Maurì fammi capì che succede?" e io partivo con una tiritera. Lui mi interrompeva, "ho capito tutto" e riassumeva personaggi e interessi in ballo con una battuta fulminea con la quale ironizzava sia su quelli che criticavo ma anche sulla mia foga critica. Non so quante volte nel corso degli anni nell'invitarmi in tv mi ha detto "Maurì mi raccomando non mi massacrare gli ospiti che poi non vengono più, mi rompono le scatole ecc. ecc.". Poi il giorno dopo al telefono: "mi hai fatto fare un sacco di risate, però ti incazzi troppo, non ne vale la pena". 

Pasquale si divertiva e in questo era profondamente pescarese.

Ciao Pasquà è stato un piacere conoscerti. 

Mi mancherai.

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