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Astrid Principessa del Belgio a Pescara per ricordare i 60 anni dalla strage di Marcinelle

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1 agosto, Aurum nel pomeriggio, con la sua gradevole presenza Astrid, Principessa del Belgio, ha voluto celebrare con tanti amministratori abruzzesi il triste ricordo della strage di Marcinelle avvenuta 60 anni fa in Belgio dove morirono, nelle miniere di carbone, 262 persone di cui 136 italiani e tra questi  la metà abruzzesi.

La sala era gremita di persone sia politici sia cittadini comuni che hanno atteso per accogliere la Principessa.

La Principessa accompagnata dal Presidente Luciano D’Alfonso, insieme all'ambasciatore belga a Roma Patrick Vercauteren Drubbel, al governatore della regione di Charleroi Leclerq e al sindaco di Mons ed ex premier belga Elio Di Rupo, dal Presidente della Provincia di Pescara Antonio Di Marco, e da molti politici rappresentanti le istituzioni territoriali abruzzesi, ha prima tagliato il nastro, per inaugurare nella sala Barbella una mostra fotografica dedicata alla tragedia e, poi, è entrata nella sala Conferenze.

La mostra intitolata Il Bosco dei Ricordi, espone numerose fotografie che nelle immagini rielaborate dagli autori dimostrano tutta la tristezza di un lavoro malpagato e di una tragedia annunciata.

Prima tappa, nel primo pomeriggio, a Manoppello, paese che più di tutti ha pagato il tributo di morte dei minatori.

Gli interventi che si sono succeduti durante l’evento, nelle sale dell’Aurum, hanno tutti parlato di come si sia arrivati a quella tragedia, ma il vero protagonista del ricordo è stato Elio Di Rupo sindaco di un comune del Belgio.

Elio Di Rupo è originario di San Valentino e con la madre e i fratelli raggiunse il padre in Belgio dopo la guerra.

Questo signore elegante, che con difficoltà parla la lingua italiana, fu protagonista come tanti altri bambini di una situazione degradante che dovettero subire tanti italiani. Lui ha raccontato che fu accolto con sei fratelli, la madre ed il padre in una baracca gelida senza alcun servizio.

Eppure, questo elegante sindaco di un comune belga, nonostante i ricordi tristi e dolorosi, ha parlato della comunità dei popoli dell’Europa unita e del futuro che essi possono avere  se riescono a mantenere  obiettivi comuni e di quanto sia necessario che l'Europa torni a far sognare

Ma Che cosa accadde nella miniera di carbone di Marcinelle?

L'8 agosto del 1956 a Marcinelle, in Belgio, ci fu una delle più gravi stragi minerarie del mondo, in cui morirono 262 minatori di cui136 Italiani emigranti

Nella miniera di carbone di Bois du Cazier, appena fuori la cittadina belga di Marcinelle, si sviluppò un incendio che causò una strage.

Causa dell’incidente fu un malinteso sui tempi di avvio degli ascensori, erano le 8 e 10 quando le scintille, causate dal corto circuito, fecero incendiare 800 litri di olio in polvere e le strutture in legno del pozzo.

L’incendio si estese alle gallerie superiori, mentre a 1.035 metri sottoterra, i minatori rimanevano soffocati dal fumo. Si salvarono solo 12 minatori.

Ci furono due processi, che portarono nel 1964 alla condanna di un ingegnere, con solo  6 mesi con la condizionale.

La tragedia della miniera di carbone di Marcinelle è soprattutto una tragedia degli italiani immigrati in Belgio nel dopoguerra.

Marcinelle fu un triste baratto che il Governo italiano fece con il Belgio e, tra il 1946 e il 1956, più di 140mila italiani varcarono le Alpi per andare a lavorare nelle miniere di carbone della Vallonia.

L’Italia doveva inviare in Belgio 2mila uomini a settimana e, in cambio dell’afflusso di braccia, Bruxelles si impegnava a fornire a Roma 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni minatore.

Oggi la miniera Bois du Cazier è patrimonio Unesco.

Il programma della commemorazione di Marcinelle continuerà ancora nei giorni 3 e 4 agosto nei comuni di Farindola e di Lettomanoppello.

In allegato il programma completo edito dalla Regione Abruzzo.

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