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No alla privatizzazione di Poste Italiane. Rifondazione comunista partecipa allo sciopero di domani

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Rifondazione Comunista sostiene lo sciopero generale dei dipendenti di Poste Italiane Spa indetto dai sindacati per domani venerdì 4 novembre contro la privatizzazione totale decisa dal governo Renzi.

La svendita dell'azienda minaccia il futuro occupazionale di 140.000 lavoratrici e lavoratori ma i diritti di tutti i cittadini con la progressiva evaporazione dello stesso concetto di servizio pubblico.

Il governo vuole da un lato fare cassa svendendo un patrimonio collettivo dall'altro favorire i soliti interessi speculativi.

Si tratta dell'ennesimo furto ai danni della collettività operato da governi al servizio del grande capitale. Poste Italiane è una delle poche Società di proprietà dello Stato che produce utile e non ci sono ragioni di interesse generale che motivino la privatizzazione, considerate le conseguenze negative già verificatesi in altri settori privatizzati.

Il 30% di Poste italiane Spa è stata già quotata ma evidentemente  questo non basta.  La completa privatizzazione di Poste Italiane aprirà la strada allo spacchettamento dell'azienda come già accaduto con altre privatizzazioni, e ha come obiettivo lo smantellamento del servizio postale universale, con relativo attacco alle sue prerogative di uniformità di servizio su tutto il territorio nazionale, di tariffe contenute e di soddisfacente qualità del recapito. 

Quanto sta accadendo è la naturale prosecuzione di un processo di trasformazione del servizio, in corso già da quando l'azienda dello Stato è diventata una SpA. In tutta Italia un lungo stillicidio di chiusure di uffici postali e la riduzione del servizio di recapito ai cittadini, ridotto a giorni alterni, sono serviti a rendere appetibile le Poste ai potenziali acquirenti. Lo scopo di un'azienda pubblica è fornire servizi ai cittadini non profitti ai privati!

Scelte strategiche come queste vengono prese senza un'adeguata informazione della popolazione frastornata dalle chiacchiere e dalla propaganda del governo di turno. Il nostro NO al referendum costituzionale è anche e soprattutto un NO a queste politiche neoliberiste che ci stanno trasformando in un paese del Terzo mondo. Renzi non è il nuovo ma la continuazione della politica delle controriforme antipopolari degli ultimi 25 anni.

 

Parteciperemo e invitiamo la cittadinanza a partecipare al presidio dei lavoratori il 4 Novembre a Pescara davanti alla Direzione Regionale - Poste Centrali  in via Ravenna. 

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