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Spazio Donna Abruzzo ha aderito alla Carta delle Donne del Mondo.

| di Anna Rita Rossini
| Categoria: Attualità | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Con delibera Assembleare del 13 Luglio 2016, l’Associazione Spazio Donna Abruzzo ha aderito all’ unanimità alla carta delle Donne del Mondo, World Women Chart, un percorso intrapreso dalla presidente Anna Rita Rossini, nel Febbraio del 2015 nell’ambito degli Stati Generali delle Donne, che ci ha portato a Milano all’ Expo 2015, a contribuire alla stesura della carta stessa, con un lavoro dedicato all’abitare sociale, e al costruire secondo il rispetto e nell’ottica delle pari opportunità, realizzando spazi, e riconvertendo spazi, che tengano conto delle famiglie mononucleari, e dell’esigenza  del condividere spazi per momenti aggregativi, ma anche lavorativi, tipici del coworking. L’obiettivo dell’associazione Spazio Donna Abruzzo è quello di fare propri i punti indicati dalla carta che si è nutrita del contributo di oltre 960 donne provenienti dai vari paesi del mondo, e fare dei principi in essa contenuti punti di partenza per successivi approfondimenti in rete con altre associazioni, enti, ed istituzioni.

LA CARTA DELLE DONNE DEL MONDO
WORLD WOMEN CHART
Da Expo 2015 verso Matera 2019, capitale europea della cultura,
verso il Mediterraneo e l’Africa
From EXPO 2015 to Matera 2019, european capital of culture,
towards the Mediterranean and Africa
LAVORO
ECONOMIA
DIRITTI
FUTURO
JOBS
ECONOMY
RIGHTS
FUTURE
Perché non ci siano al mondo luoghi privilegiati per le opportunità
NO MORE PRIVILEGED PLACES FOR OPPORTUNITY
Expo 2015 è stata un’occasione per mettere al centro il tema di come nutrire il pianeta, creare energie
per la vita, sfamare una crescente popolazione, rispettare la Madre Terra, creare un modello sostenibile
di sviluppo.
In questa riflessione le donne hanno un ruolo fondamentale. Le donne sono legate al cibo, alla cura e
all'attenzione per produrlo e portarlo sulle tavole.
Le donne costituiscono la maggioranza di coloro che lavorano la terra, sono fondatrici, mantenitrici e
tramandatrici del sistema­cibo, dalla dimensione domestica a quella economica.
Le donne sono portatrici di una capacità di “fare” insieme, di cooperazione e di condivisione creativa:
rappresentano un modello produttivo esemplare per costruire un futuro più sostenibile.
L’empowerment femminile è una straordinaria opportunità per tutto il mondo.
Gli studi dimostrano che mettere maggiori risorse nelle mani delle donne, che siano madri, contadine,
insegnanti o imprenditrici, è la chiave per costruire un futuro libero da denutrizione,malnutrizione e
spreco.
Il cibo non è solo fonte di nutrimento, di conoscenza, di tradizioni, ricordi, contenuti affettivi, relazionali,
spirituali, simbolici.
Il cibo è lavoro, è sviluppo dei territori. Il cibo è cultura, è amore.
“Le donne rappresentano la metà del potenziale talento di base di un paese. La competitività di una
nazione, a lungo termine, dipende in modo significativo da come la nazione educa e valorizza le sue
donne”.
E' un imperativo categorico incontrarsi, portare a compimento le discussioni in atto in questi ultimi mesi e
scrivere richieste precise ai governi nazionali ed internazionali affinchè si possano ottenere soluzioni
vere alla disoccupazione femminile, agli alti tassi di inattività delle donne, al superamento di schemi
stereotipati sul ruolo della donna nella società.
Gruppi, associazioni, istituzioni sono stati in questi mesi sollecitati a mettere in circolo competenze e
professionalità in tutta Italia e in diversi paesi del mondo, favorendo lo sviluppo di contatti con realtà
europee ed internazionali da accogliere a Milano durante il semestre di Expo'.
Un cammino iniziato durante il semestre europeo con l’organizzazione a Roma degli Stati Generali delle
donne, proseguito in tutte le Regioni italiane, che ha portato la voce delle donne a trattare le istanze di
interesse alla Conferenza Mondiale delle donne, Pechino vent’anni dopo,a Milano nei giorni 26 27 28
settembre 2015.
Ecco allora la costruzione della Carta delle donne del Mondo,un percorso interattivo iniziato a Roma con
gli Stati Generali delle donne, proseguito a Milano in Expo 2015 e che proseguirà verso Matera 2019,
coinvolgendo le donne di tutto il mondo.
Obiettivi:
1. Sensibilizzare gruppi, enti nazionali e sovranazionali e pubbliche amministrazioni nelle politiche
di gender mainstreaming, incoraggiare, supportare e accompagnare attivamente la ricerca di
soluzioni per risolvere il problema della disoccupazione femminile, favorire l’integrazione delle
donne, dare valore a nuove politiche aziendali favorevoli ad una innovativa organizzazione tra il
tempo per il lavoro e il tempo per le famiglie. Aumentare e sostenere la presenza femminile in
tutte le sfere della società.
2. Ripensare il lavoro in un'ottica più “intelligente”, mettere in discussione i tradizionali vincoli legati
a luogo e orario di lavoro lasciando alle donne maggiore autonomia nel definire le modalità di
lavoro a fronte di una maggiore responsabilizzazione sui risultati. Autonomia, ma anche
flessibilità, responsabilizzazione e fiducia diventano i principi chiave di un nuovo approccio al
lavoro.
3. Eliminare la discriminazione nella valutazione del merito e migliorare i criteri di selezione dei
profili professionali per l’inserimento delle donne nel mercato del lavoro e ai fini delle
progressioni di carriera,monitorare i processi di valutazione al fine di una loro correzione.
4. Costruire politiche efficaci di contrasto alla violenza maschile sulle donne, nella convinzione che
la violenza perpetrata alle donne abbia la stessa matrice della violenza verso la Madre
Terra.Implementare piani d'azione contro la tratta e lo sfruttamento di esseri umani.Attivare
risorse adeguate per finanziare interventi pluriennali sistematici per la protezione e l'integrazione
sociale delle vittime e attivare percorsi di inserimento nel mercato del lavoro, finita la fase di
emergenza.
5. Diffondere a tutti i livelli la medicina di genere, dalla fase di ricerca sui farmaci, allo studio, alla
formulazione delle diagnosi e delle terapie.
6. Contrastare i matrimoni precoci e forzati.
7. Favorire e incoraggiare la presenza di donne in posizioni di leadership, presenza riconosciuta
elemento chiave per la performance e il business in ogni Paese. Raggiungere posizioni top
senza cambiare l’identità dell’essere donna, dando il via ad una profonda rivoluzione culturale.
8. Incentivare il lavoro e l’aggregazione delle giovani donne con le quali è iniziato un percorso
comune di riflessione per costruire insieme il perimetro dove collocare i nuovi femminismi.
9. Costruire una nuova economia al femminile, immaginare un nuovo modello di sviluppo
sostenibile centrato sui principi e i valori.Ridare lavoro alle donne.Togliere dall’invisibilità il lavoro
delle donne.Eliminare le disparità salariali.Supportare lo start up di nuove imprese femminili,
sostenerle nel periodo dell’avviamento con servizi reali e una giusta politica del credito sociale.
Introdurre la pratica abituale del microcredito, quale strumento di inclusione finanziaria e di
contrasto alle nuove povertà. Valorizzare le reti e le filiere delle imprese femminili anche nei
processi di internazionalizzazione.Valorizzare e sostenere tutte le attività di cooperazione.La
nuova imprenditoria femminile è uno dei segnali più promettenti di un nuovo ciclo di sviluppo che
va sostenuto, con incentivi e finanziamenti soprattutto per chi guarda ai mercati internazionali e
chi crea impresa nei settori più vitali quali il turismo sostenibile e di qualità, l’eno
gastronomia,la blue economy,l’industria del benessere,l’agricoltura biologica e l’artigianato, dal
tradizionale al digitale: ambiti per i quali c’è domanda e si crea lavoro. Ridare dignità al lavoro
delle contadine e costruire piccole economie locali fondate su una agricoltura di sussistenza e
famigliare che rispetti la Terra e la biodiversità e contrasti ogni forma di spreco.
10. Creare opportunità per lo sviluppo di nuovi spazi per la conoscenza della scienza promuovendo
ecosistemi dell'innovazione di genere. Tali sistemi possono essere costruiti mediante un
sistematico utilizzo del capitale scientifico e creativo delle donne e il coinvolgimento di più
donne nelle catene del valore dell’ innovazione.
11. Identificare e costruire le statistiche, indicatori e metodi per la raccolta di dati disaggregati per
sesso.
12. Educare al rispetto, all’accettazione dell’altro/a, all’affettività a partire dall’asilo per innescare la
propensione al cambiamento,cancellare pregiudizi e stereotipi di genere e culturali.
13. Adottare legislazioni nazionali per introdurre la democrazia sostanziale e paritaria anche negli
organismi non elettivi della pubblica amministrazione.Introdurre con norme specifiche la
valutazione dell’impatto delle politiche di genere.Introdurre negli Enti e nelle Istituzioni
meccanismi di valutazione, misurazione e azioni di gender budgeting.
14. Attivare vere azioni di integrazione e di inclusione.
15. Imparare e insegnare a leggere le immagini e le parole nel rispetto del corpo delle donne.
16. Ri­costruire città vivibili ,accessibili, sicure,flessibili, aperte,solidali,capaci di accogliere e
prendere le forme, le misure, i linguaggi, i colori delle donne,
#insiemesipuò
MILANO #EXPO2015
26 27 28 SETTEMBRE 2015
STATI GENERALI DELLE DONNE
CONFERENZA MONDIALE DELLE DONNE
PECHINO VENT’ANNI DOPO

 

Anna Rita Rossini

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