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Pd: "Dal Comune tagli al sociale per 460.000 euro"

Redazione
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Il gruppo del Pd al Comune di Pescara lancia l'allarme sui tagli al sociale promossi dalla giunta Mascia, "pari a 460mila euro", e sul fatto che "il Bilancio non ci sara' prima di settembre, sempre se non ci saranno altre complicazioni" e cio' avra' delle "conseguenze negative per la città".

Un allarme in tal senso e' partito dal capogruppo del Partito Democratico a Palazzo di citta', Moreno Di Pietrantonio, e dai consiglieri Giuliano Diodati e Gianluca Fusilli, i quali hanno messo in evidenza che "si dovra' procedere per dodicesimi, con difficolta' nei pagamenti dei servizi e delle iniziative".

Per quanto riguarda i tagli al sociale nel bilancio di previsione, determinati anche dai tagli nei trasferimenti dei fondi regionali ai Comuni, il dato che il Pd mette in evidenza riguarda "il venir meno di tutte le conquiste degli anni passati nel settore dell'inclusione sociale" mentre "in un momento di crisi cosi' drammatico non si dovrebbero tagliare i fondi alle persone piu' svantaggiate".

Il sociale, dicono dal Partito democratico, deve "rappresentare una priorita' e per questo ci batteremo in Consiglio Comunale affinche' vengono ripristinati i fondi per famiglie, anziani, disabili, giovani". Le voci eliminate riguardano il progetto "Pescara Include" (centomila euro del servizio per le persone in difficolta' lavorative ed economiche), il Pronto Intervento Sociale (40mila euro di aiuto alle famiglie in difficolta', pagamento di bollette ed altro), fondi per le famiglie che hanno perso il lavoro (25mila euro), la mensa dei poveri San Francesco (diecimila euro), il fondo per aiuto alle famiglie in difficolta' economiche (13mila euro), il fondo per l'inclusione sociale e situazioni di estrema poverta' (30.600 euro).

Penalizzate anche le voci disabilita' e anziani, perche' sono state decurtate somme - denuncia il Pd - al fondo per interventi in favore di persone diversamente abili e anziani (RSA), all'Assistenza Domiciliare Scolastica (15mila euro) al fondo per interventi a favore di minori in affido e ai contributi per le famiglie con minori difficolta' economiche (110mila euro), nonche' alle politiche giovanili (centomila euro). Ridotti anche i contributi ai centri sociali per anziani.

La richiesta dei consiglieri e' di "eliminare tutti gli sprechi e le spese superflue per garantire le fasce piu' deboli".

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